Mercoledì, 20 gennaio 2021 - ore 20.55

Prima di andarsene, Trump rottama anche le protezioni degli uccelli migratori

Una rottamazione del Migratory Bird Treaty Act per favorire le imprese inquinanti e bocciata anche da un giudice federale

| Scritto da Redazione
Prima di andarsene, Trump rottama anche le protezioni degli uccelli migratori

Nel bel mezzo della prima estinzione di massa provocata dall’uomo con oltre 1 milione di specie a rischio di scomparire per sempre, prima di andarsene, mentre organizzava le sommosse di piazza, l’amministrazione di Donald Trump ha avuto il tempo per portare  a termine la rottamazione del Migratory Bird Treaty Act (MBTA). A meno di due settimane dalla fine del suo mandato, proprio nel giorno del National Bird Day, l’amministrazione Trump, sfidando l’opposizione dell’opinione pubblica, degli scienziati, dei governi tribali, dei partner dei trattati internazionali e di un giudice federale che l’estate scorsa ha demolito le argomentazioni legali del ministero degli interni, ha annunciato di aver approvato un regolamento che consente alle imprese e ai singoli di uccidere gli uccelli migratori dimostrando che non intendevano farlo. Le associazioni ambientaliste hanno condannato la decisione come l’ultimo tentativo disperato dell’Amministrazione  Trump di dare all’industria un pass gratuito per uccidere gli uccelli.

Kirin Kennedy, vicedirettrice di Sierra Club per le questioni legislative, ha sottolineato che «Di fronte alle crisi intrecciate dell’estinzione e del clima, questa è esattamente la mossa sbagliata. Due terzi degli uccelli del Nord America sono minacciati dal cambiamento climatico, dal 1970 sono scomparsi più di tre miliardi di uccelli. Abbiamo bisogno di più protezioni, non di meno. Il Migratory Bird Treaty Act è stato monumentale nel ridurre gli impatti sugli uccelli causati dalle attività industriali dannose nei loro habitat. Questa rottamazione apre la strada alle industrie distruttive per potersi togliere dai guai quando le loro azioni provocano la morte degli uccelli migratori. I risultati saranno tragici per gli uccelli in pericolo e per tutti coloro che ogni anno danno il benvenuto alla visione e ai canti di questi straordinari migranti».

Riferendosi al segretario agli interni David Bernhardt, un ex lobbista dell’industria energetica, Jennifer Rokala, direttrice esecutiva del Center for Western Priorities, ha detto che «Gli ex clienti dell’industria petrolifera del Segretario Bernhardt hanno chiesto esplicitamente questo cambiamento di politica, e ora lo sta realizzando, pochi giorni prima di tornarsene nel settore privato. Completando questa proposta, l’amministrazione Trump sta firmando la condanna a morte di milioni di uccelli in tutto il Paese».

Ma questo ennesimo regalo all’industria inquinante potrebbe avere vita breve dopo l’insediamento dell’Amministrazione Biden. Jamie Rappaport Clark, presidente e CEO di Defenders of Wildlife, fa notare: «Anche se un tribunale federale ha già stabilito che l’amministrazione Trump non può eliminare le protezioni per gli uccelli migratori, l’amministrazione continua la sua incessante campagna per minare le protezioni ambientali e danneggiare la fauna selvatica. Il nuovo regolamento, emanato mentre l’amministrazione Trump sta lasciando l’incarico, è illegale e non sarà valido».

Ne è consapevole anche l’US Fish and Wildlife Service (FWS), il ramo del dipartimento degli interni che sovrintende alla gestione degli uccelli, e infatti la direttrice dell’Agenzia, Aurelia Skipwith, mette le mani avanti: «L’amministrazione Trump si impegna a utilizzare la scienza e la legge come fondamento delle nostre decisioni al Servizio. L’impiego di un procedimento pubblico aperto e trasparente per finalizzare l’azione odierna sottolinea la nostra dedizione alla conservazione degli uccelli migratori e a fornire certezza normativa».

Poco dopo il suo insediamento, l’amministrazione Trump aveva iniziato a lavorare per smantellare il Migratory Bird Treaty Act, approvato nel 1918, che rende illegale perseguitare, cacciare, sparare, ferire, uccidere, intrappolare, catturare o raccogliere uccelli migratori o le loro uova o nidi – o tentare di farlo — senza permesso. Per decenni la FWS, sia sotto i presidenti repubblicani che democratici – ha inteso il regolamento come proibizione del “prelievo accidentale”, l’uccisione involontaria ma prevedibile di uccelli, che avviene spesso nei siti industriali. In genere, l’FWS imponeva sanzioni solo casi eclatanti di prelievo accidentale, come quando ha multato la BP per 100 milioni  di dollari per la morte di circa un milione di uccelli causata dalla marea nera nel Golfo del Messico del 2010. Ma la minaccia di un procedimento giudiziario aveva portato le imprese ad adottare soluzioni per prevenire la morte degli uccelli, come la copertura dei pozzi petroliferi e per evitare che gli uccelli migratori rimanessero folgorati nelle linee elettriche- abbastanza distanti tra loro per evitare l’elettricità dei rapaci. .

Ma nel 2017 Daniel Jorjani, il massimo avvocato del Dipartimento degli Interni, ha emesso un parere legale che affermava che l’MBTA proibisce solo l’uccisione intenzionale delle quasi 1.100 specie di uccelli che tutela, non la morte accidentale. In risposta, 17 ex segretari degli interni hanno inviato a Ryan Zinke, allora responsabile del dipartimento, una lettera che lo esortava ad abbandonare questo tipo di interpretazione. Le associazioni ambientaliste e diversi Stati Usa hanno citato in giudizio il dipartimento, sostenendo che la sua politica violava chiaramente lo scopo dell’MBTA.  l’amministrazione Trump ha consolidato la posizione negazionista con una regolamento formale che per l’amministrazione Biden  sarà più difficile annullare dell’opinione legale di Jorjani. La FWS della trupiana Skipwith ha lasciato che le morti accidentali degli uccelli migratori restassero impunite.

Nonostante quewl che dice la Skipwith, più del 99% delle osservazioni alla bozza della nuova normativa sull’MBTA  sono stati negativi. Diverse tribù si sono espresse contro il regolamento, nelle loro osservazioni i rappresentanti della tribù indiana Snoqualmie hanno scritto che «Molte specie di uccelli migratori hanno un profondo significato culturale e sacro per la tribù. E’ incomprensibile che l’industria responsabile dell’uccisione degli uccelli sarà in grado di evitare qualsiasi responsabilità penale solo perché non avrebbe l’intenzione di uccidere gli uccelli migratori».

Anche 3 dei 4 Flyway Council, organi amministrativi che facilitano il coordinamento tra le agenzie statali e provinciali canadesi per la fauna selvatica, hanno presentato osservazioni formali perché sono preoccupate che gli effetti della rottamazione dell’MBTA si estenda oltre i confini Usa. Un accordo del 1916 tra gli Usa e il  Canada è stato preceduto e implementato grazie all’MBTA, e Ottawa ha espresso serie preoccupazioni per l’intenzione di Washington di ridurre la protezione degli uccelli, inclusa la mancanza di prove basate sui dati per informare la sua posizione. “Quasi l’80% dell’avifauna migratoria, compresi gli uccelli migratori canadesi che migrano o nidificano negli Stati Uniti durante il loro ciclo di vita, «Il che significa che la collaborazione continua tra i due Paesi è fondamentale per proteggere queste importanti popolazioni –  ha affermato Jonathan Wilkinson, ministro canadese dell’ambiente e del cambiamento climatico –  I nostri Paesi condividono una lunga storia di partnership e dobbiamo continuare a lavorare insieme per proteggere gli uccelli migratori per le generazioni future». Persino l’analisi svolte dal Dipartimento degli interni Usa ha scoperto che l’attuazione del regolamento potrebbe far entrare alcune specie di uccelli nell’elenco delle specie in via di estinzione.

Ma la grana più grossa per l’amministrazione Trump è arrivata ad agosto 2020, quando Valerie Caproni, una giudice distrettuale Usa  ha incaricato i suoi avvocati  di spulciare il «poco convincente» parere di  Jorjani, e ha deciso inequivocabilmente che è illegale uccidere gli uccelli, sia in maniera deliberata che accidentale. L’interpretazione del dipartimento degli interni era non solo sbagliata ha detto la  Caproni, ma «Creerebbe una situazione inaccettabile in cui gli uccelli migratori che deliziano le persone e sostengono gli ecosistemi in tutto il Paese verranno uccisi senza conseguenze legali».

Ma l’amministrazione Trump è andata dritta per la sua strada e ha detto che farà appello contro la sentenza. Erik Schneider, responsabile politiche per la National Audubon Society, tra le associazioni che hanno promosso la causa accolta dalla Caproni, sottolinea che la posizione di Trump e Bernhardt  «E’ completamente folle. Invece di fare un passo indietro, prendere atto di questa importante decisione del tribunale e cambiare rotta, si sono limitati a raddoppiare. E’ una bocciatura molto ben ragionata di questa politica, ma la stanno semplicemente violando. Penso che questo sia parte del motivo per cui sono ottimista sul fatto che alla fine questo nuovo attacco all’MBTA non avrà successo».

Visto che ci sarà un periodo di attesa prima che la norma entri in vigore, questo significa che non sarà ufficialmente in vigore prima che entri in carica l’Amministrazione Biden. All’ National Audubon Society  fanno notare che «Il presidente eletto non ha rilasciato dichiarazioni pubbliche sull’MBTA, ma la sua Amministrazione potrebbe scegliere di ribaltare la nuova regola. Inoltre, il nuovo Congresso potrebbe riprendere il Migratory Bird Protection Act, un disegno di legge che i legislatori federali hanno preso in considerazione l’anno scorso ma non è stato approvato. Quel disegno di legge affermerebbe che l’MBTA vieta il prelievo accidentale e istituirebbe un programma di autorizzazione che proteggerebbe le imprese da azioni legali per prelievo accidentale, a condizione che adottino pratiche e tecnologie raccomandate che hanno dimostrato di ridurre significativamente le lesioni e le morti degli uccelli».

Schneider conclude: «Un tale programma di autorizzazione rappresenta un approccio commisurato che proteggerebbe gli uccelli e darebbe alle aziende la certezza di trovarsi su un terreno praticabile. L’amministrazione Trump avrebbe potuto perseguire un programma di permesso pgiusto, ma invece ha scelto di rottamare le protezioni di una legge secolare. E’ essenziale tornare indietro. Non avremo successo nell’affrontare la crisi in cui versano gli uccelli e altri animali selvatici, se lasceremo che avvengano queste e altre rottamazioni di leggi storiche».

 
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