Martedì, 27 settembre 2022 - ore 22.18

Promuovere le energie rinnovabili offshore per un’Europa climate neutral

60 GW di eolico offshore entro il 2030 e 300 GW entro il 2050. Altra energia oceanica per 40 GW entro il 2050

| Scritto da Redazione
Promuovere le energie rinnovabili offshore per un’Europa climate neutral

Nei giorni scorsi, la Commissione europea ha presentato l’attesa strategia dell’Unione europea per le energie rinnovabili offshore, «Per contribuire a raggiungere l’obiettivo europeo della neutralità climatica entro il 2050».  Secondo Frans Timmermans, vicepresidente esecutivo della Commissione Ue  responsabile per l’European Green Deal europeo, la nuova strategia «Evidenzia l’urgenza e l’opportunità di aumentare gli investimenti nelle energie rinnovabili offshore. Con i nostri vasti bacini marittimi e la nostra leadership industriale, l’Unione europea ha tutto il necessario per affrontare la sfida. Le energie rinnovabili offshore sono già un vero successo europeo: intendiamo trasformarlo in un’opportunità ancora maggiore per energia pulita, posti di lavoro di alta qualità, crescita sostenibile e competitività internazionale».

Oggi l’eolico offshore produce energia elettrica pulita – e spesso meno costosa – in grado di competere con le tecnologie fossili e la strategia per le energie rinnovabili offshore stabilisce il più ambizioso obiettivo di diffusione delle turbine eoliche offshore (sia a fondazione fissa che galleggiante), dove l’attività commerciale è già a buon punto. Infatti propone di «Aumentare la capacità eolica offshore dell’Europa: dagli attuali 12 GW passare ad almeno 60 GW entro il 2030, e a 300 GW entro il 2050».  Si tratta di settori nei quali l’Europa ha già acquisito notevole esperienza tecnologica, scientifica e industriale e può già contare su forti capacità lungo tutta la catena di approvvigionamento, dalla produzione all’installazione.

Inoltre, la Commissione Ue si propone di «Integrare questa capacità entro il 2050 con 40 GW provenienti da energia oceanica e da altre tecnologie emergenti, come l’eolico e il fotovoltaico galleggianti».  Le industrie europee stanno rapidamente sviluppando una serie di tecnologie in grado di sfruttare la potenza dei nostri mari per produrre elettricità verde. Le imprese e i laboratori europei sono attualmente all’avanguardia per quanto riguarda l’energia eolica offshore galleggiante e le tecnologie basate sull’energia oceanica, come gli impianti che sfruttano il moto ondoso e le maree o gli impianti fotovoltaici galleggianti, oppure l’uso di alghe per produrre biocarburanti.

La Commissione Ue dice che «Questa crescita ambiziosa potrà contare sull’ampio potenziale dell’insieme dei bacini marittimi europei e sulla leadership mondiale delle imprese dell’Ue nel settore. La crescita creerà nuove opportunità per l’industria, genererà posti di lavoro verdi in tutto il continente e rafforzerà la leadership mondiale dell’Ue nel settore delle tecnologie energetiche offshore, assicurando inoltre la protezione dell’ambiente, della biodiversità e della pesca».

La Commissione europea ha adottato anche un nuovo documento di orientamento sullo sviluppo dell’energia eolica e la legislazione dell’Ue in materia di natura e assicura che per analizzare e monitorare gli impatti ambientali, sociali ed economici delle energie rinnovabili offshore sull’ambiente marino e le attività economiche che ne dipendono, consulterà regolarmente una comunità di esperti provenienti dalle autorità pubbliche, dai portatori di interessi e dalla comunità scientifica.

Il Commissario Ue all’ambiente, oceani e pesca, Virginijus Sinkevičius, ha sottolineato che «La strategia indica come sviluppare le energie rinnovabili offshore integrandole con altre attività umane – come la pesca, l’acquacoltura o il trasporto marittimo – e in armonia con la natura. Le proposte ci consentiranno inoltre di proteggere la biodiversità e affrontare possibili conseguenze socioeconomiche per i settori che dipendono dalla buona salute degli ecosistemi marini, promuovendo così una solida coesistenza all’interno dello spazio marittimo».

Sebbene la strategia sottolinei «Le opportunità in tutti i bacini marittimi dell’Ue — Mare del Nord, Mar Baltico, Mar Nero, Mediterraneo e Atlantico — e per specifiche comunità costiere e insulari», evidenzia anche che «I vantaggi di queste tecnologie non si limitano alle regioni costiere. La strategia mette in evidenza molte zone interne in cui la produzione e la ricerca sostengono già lo sviluppo energetico offshore».

Per promuovere l’espansione delle energie offshore, la Commissione Ue «Incoraggerà la cooperazione transfrontaliera tra gli Stati membririguardo pianificazione a lungo termine e diffusione» e ricorda che «Ciò richiederà l’integrazione degli obiettivi di sviluppo delle energie rinnovabili offshore nei piani nazionali di gestione dello spazio marittimo che gli Stati costieri sono tenuti a presentare alla Commissione entro marzo 2021».

Inoltre, nell’ambito del regolamento TEN-E riveduto, la Commissione proporrà «un quadro per la pianificazione a lungo termine delle reti offshore coinvolgendo le autorità di regolamentazione e gli Stati membri in ciascun bacino marittimo».

Il mercato mondiale delle energie rinnovabili offshore è in rapida crescita, in particolare in Asia e negli Usa, con opportunità per l’industria Ue in tutto il  mondo. «La Commissione sosterrà l’adozione di queste tecnologie a livello mondiale attraverso la diplomazia del Green Deal, la politica commerciale e i dialoghi dell’Ue con i Paesi partner incentrati sull’energia».

La Commissione europea stima che, per conseguire gli obiettivi proposti, fino al 2050 saranno necessari investimenti per quasi 800 miliardi di euro. Per contribuire a generare e sbloccare gli investimenti, la Commissione ha dichiarato che: fornirà un quadro giuridico chiaro ed efficace. A tal fine, in un documento di lavoro dei suoi servizi che accompagna la strategia, oggi la Commissione ha anche chiarito le norme sul mercato dell’energia elettrica e valuterà se siano necessarie norme più specifiche e mirate. La Commissione si assicurerà che il riesame della disciplina in materia di aiuti di Stato per la protezione ambientale e l’energia e della direttiva sulle energie rinnovabili faciliti una diffusione delle energie rinnovabili offshore efficiente sotto il profilo dei costi; Contribuirà a mobilitare tutti i fondi pertinenti a sostegno dello sviluppo del settore. La Commissione incoraggia gli Stati membri a utilizzare il dispositivo per la ripresa e la resilienza e a collaborare con la Banca europea per gli investimenti e altre istituzioni finanziarie per sostenere gli investimenti nell’energia offshore attraverso InvestEU. I fondi di Orizzonte Europa saranno mobilitati per sostenere ricerca e sviluppo, in particolare per le tecnologie meno mature; Assicurerà una catena di approvvigionamento rafforzata. La strategia sottolinea la necessità di migliorare la capacità produttiva e le infrastrutture portuali e di aumentare la disponibilità di manodopera adeguatamente qualificata per far fronte a tassi di installazione più elevati. La Commissione prevede di creare una piattaforma dedicata alle energie rinnovabili offshore nell’ambito del Forum industriale per l’energia pulita, che consenta di riunire tutti i soggetti coinvolti e facilitare lo sviluppo della catena di approvvigionamento.

La Commissaria europea per l’energia Kadri Simson, ha concluso: «L’Europa è leader mondiale nel settore delle energie rinnovabili e può diventarne il motore di sviluppo a livello globale. Dobbiamo intensificare l’azione, sfruttando tutto il potenziale dell’energia eolica offshore e facendo avanzare più rapidamente altre tecnologie come quelle per l’energia del moto ondoso e delle maree e il fotovoltaico galleggiante. La strategia odierna delinea una direzione chiara e un quadro stabile – fondamentali per le autorità pubbliche, gli investitori e gli sviluppatori del settore. Dobbiamo stimolare la produzione interna dell’Ue per conseguire i nostri obiettivi in materia di clima, rispondere alla crescente domanda di energia elettrica e sostenere l’economia nella ripresa post-Covid».

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