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Reti senza fili ed elettrosmog – no all’Art. 29 del Decreto Sviluppo

| Scritto da Redazione
Reti senza fili ed elettrosmog – no all’Art. 29 del Decreto Sviluppo

Abbiamo appreso da organi di stampa che l’articolo 29 dell’attuale bozza del Decreto Sviluppo, nella sezione dedicata al digital divide, prevede di favorire una connettività al web più diffusa sul territorio, accorciando i tempi per le autorizzazioni modificando il Codice delle comunicazioni così: "Il proprietario o il condominio non possono opporsi all'accesso dell'operatore di comunicazione al fine di installare, collegare o manutenere gli elementi di rete quali cavi, fili, riparti, linee o apparati.”
Questo avverrebbe a fronte di un'indennità concessa dalle compagnie telefoniche al proprietario, stabilita dal ministero dello Sviluppo economico "in base all'effettiva diminuzione del valore del fondo". Se dovesse diventare legge, tale norma renderebbe impossibile al cittadino contrastare l'installazione di antenne, cavi o ripetitori.
Le sottoscritte associazioni, i rappresentati di Comitati di Cittadini, i biologici, i fisici, i medici, gli scienziati, gli avvocati impegnati nella difesa dell'ambiente e della salute pubblica firmatari di questo appello sono a chiederVi di cancellare questo articolo dal Decreto sviluppo perché:
•incostituzionale in quanto stabilisce in modo del tutto arbitrario che gli interessi privatistici dell’industria delle telecomunicazioni sia prevalente rispetto all’interesse privato dei cittadini proprietari di immobili;
•incostituzionale in quanto fa prevalere il principio di utilità economica su quello della salute pubblica, della tutela dell’ambiente e del paesaggio
•in contrasto con la normativa precedente (Legge Quadro sull’Elettrosmog del 2001 e decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri del 2003) che stabiliscono tempi e modi per le autorizzazioni che devono necessariamente essere lunghi per dare tempo agli Enti preposti di effettuare i dovuti controlli che rappresentavano una sia pur minima garanzia di attenzione nei confronti dell’impatto delle installazioni di telecomunicazioni.

I sottoscritti sono, inoltre, preoccupati per l’impatto ambientale e sanitario che lo sviluppo di reti mobili avrà senza ombra di dubbio sull’ambiente, sulla vita naturale e sulla salute umana.
Dopo la classificazione da parte della IARC della radiofrequenza come possibile cancerogeno di classe 2B e dopo la raccomandazione dell’Assemblea Plenaria del Consiglio d’Europa del maggio 2011 è ormai evidente che gli attuali standard di sicurezza, compreso il limite italiano che è tra i più bassi al mondo, non sono sufficienti a tutelare la salute pubblica perché non tengono conto che la radiofrequenza causa effetti biologici anche a livelli migliaia di volte inferiori ai limiti previsti.
Ricordiamo, inoltre, che tali standard sono frutto di decisioni politiche che, come si è visto per altre gravi questioni ambientali (amianto, piombo, fumo passivo, ecc.), tendono ad arrivare con un ritardo di decenni rispetto al momento in cui emergono le evidenze di un rischio dalla ricerca scientifica.
Per tali ragioni riteniamo che uno sviluppo economico basato sulla proliferazione di reti senza fili si tradurrà inevitabilmente in un aumento drammatico e ineluttabile della spesa pubblica sanitaria, con conseguenze generali per l’ambiente di difficile previsione.
L’unico sviluppo economico razionale è quello basato sul principio di precauzione che impone di ridurre il più possibile la proliferazione di reti mobili a favore, invece, di reti a banda larga su cavo che non comportano rischi ambientali o per la salute.
Visto l’impatto enorme e totalizzante che i campi elettromagnetici, al punto che già oggi è pressoché impossibile trovare soggetti non esposti (definiti “controlli”) per gli studi scientifici basati su casi e controlli, stanno avendo sulla popolazione umana è fondamentale che la politica, Voi tutti, Vi facciate artefici di politiche avvedute e previdenti.
Attendiamo con fiducia un’azione decisa al fine di cancellare l’articolo 29 dal decreto e di puntare, invece, ad investimenti su reti via cavo.


Comitati antielettrosmog di Bologna
angela.mamma@libero.it
sovranitalimentare@yahoogroups.com

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