Martedì, 22 giugno 2021 - ore 16.05

RIPRISTINO DEI SERVIZI DELL’ UTIN PRESSO L HOSP DELL’ASST DI CREMONA.

Di seguito il testo della mozione presentata da Lapo Pasquetti – Sinistra per Cremona-Energia Civile, Roberto Poli – PD Cremona ed Enrico Manfredini – Fare Nuova la Città-Cremona Attiva

| Scritto da Redazione
RIPRISTINO DEI SERVIZI DELL’ UTIN  PRESSO L HOSP DELL’ASST DI CREMONA.

RIPRISTINO DEI SERVIZI DELL’UNITA’ DI TERAPIA INTENSIVA NEONATALE PRESSO L’ASST DI CREMONA.

Di seguito il testo della mozione  presentata da Lapo Pasquetti – Sinistra per Cremona-Energia Civile, Roberto Poli – PD Cremona ed Enrico Manfredini – Fare Nuova la Città-Cremona Attiva

Dopo la sentenza al TAR che da torto alla Regione Lombardia per aver declassato la UTIM della  neonatale dell’Ospedale Rodhense il centro sinistra ritiene che ci siano le condizione per ripristinare la situazione esistente che nell’ultimo anno  ha costretto 5 bambini a trasferirsi altrove.

 Premesso che:

- con Deliberazione n. XI/2359 dell’11.11.2019 la Giunta di regione Lombardia ha dato avvio ad un percorso finalizzato al raggiungimento di un assetto organizzativo ottimale dei Centri di Terapia Intensiva Neonatale nell’intero territorio regionale;

- che in tale percorso, motivato prevalentemente da esigenze di carattere economico, anche l’ASST di Cremona e tutto il vasto territorio provinciale è stato privato di un importantissimo presidio sanitario d’urgenza neonatale, già da tempo adeguatamente strutturato ed efficiente, sottraendo alla sanità territoriale pubblica, già fortemente depauperata  e penalizzata, ulteriori professionalità e competenze;

- che la decisone della Giunta Regionale, così come emerso dalla mobilitazione di cittadini e genitori e durante  i presìdi spontanei del 7 e del 12 dicembre 2019 nonché durante l’incontro con l’assessore regionale Dr. Giulio Gallera con il Sindaco di Cremona, il Presidente della Provincia di Cremona e i rappresentanti delle forze politiche locali e della sanità locale, apparve sin da subito come atto d’imperio adottato senza una adeguata verifica delle effettive necessità del territorio di tutta l’area Sud della Lombardia, così come pure stigmatizzato anche in una interrogazione del Consigliere Regionale PD Matteo Piloni;

- che nonostante le interlocuzioni sollecitate e la mobilitazione di tutti i sindaci del territorio firmatari di un documento unitario sul futuro della sanità cremonese, Regione Lombardia ha confermato la propria decisione di chiudere il reparto di terapia intensiva neonatale;

- che il progressivo depotenziamento della sanità cremonese da parte di Regione Lombardia e le incertezze sul futuro dell’Ospedale  di Cremona hanno innescato altresì l’esodo del personale medico verso altre strutture, mettendo ulteriormente in difficoltà il personale a tempo indeterminato con carichi di lavoro insostenibili, con rischio di peggioramento della qualità dei servizi;

- che di tali difficoltà e della necessità di ripotenziare la medicina territoriale e tutto il personale medico si sono fatti interpreti moltissimi sanitari cremonesi sottoscrittori lo scorso 27/10/2020 di una lettera aperta indirizzata, tra gli altri,  all’assessore alla Sanità Regionale, al Direttore generale di ATS Valpadana, al Direttore Generale di ASST Cremona, di cui anche questo Consiglio Comunale si è fatto portavoce.

Considerato che:

- Il TAR per la Lombardia, su ricorso collettivo dell’Associazione Genitori di Bambini Prematuri Terapia Intensiva Neonatale dell’Ospedale di Rho, con sentenza n.  2357 dello scorso  02/12/2020 ha annullato le delibere della Giunta Regionale lombarda n. XI/2395 e XI/2396 in data 11/11/2019 che hanno determinato la chiusura delle Terapie Intensive Neonatali in varie ASST della Regione, tra cui l’U.T.I.N. di Cremona;

- nella sentenza predetta il TAR ha evidenziato che:

  1. a) le delibere della Giunta Regionale in questione sono da ritenersi illegittime per violazione dell’art. 5 co. 7 lett. a) della Legge Regionale Lombardia 30/12/2009 n. 33, in quanto adottate senza la preventiva obbligatoria consultazione delle autonomie locali nell’attività di programmazione territoriale in materia di sanità;
  2. b) la consultazione obbligatoria delle autonomie locali in materia di riallocazione delle risorse sanitarie “deve essere ritenuta ancor di più necessaria in un particolare momento storico, come quello che il Paese e la Regione stanno vivendo a causa dell’epidemia in corso, in cui le scelte basate su standard piegati in modo preponderante sul versante della razionalizzazione e della riduzione dei costi sono state fortemente rimesse in discussione dalla necessità, per affrontare l’emergenza innescata dalla pandemia, di avere sul territorio presìdi sanitari più “vicini” al cittadino”.

- anche l’Ordine Provinciale dei Medici Chirurghi e Odontoiatri di Cremona, con comunicato pubblicato in data  06/12/2020, ha riaffermato la propria contrarietà alla scelta regionale di chiudere l’unica Unità TIN dell’intera provincia cremonese  auspicando, a fronte della recente sentenza del TAR, un ripensamento della decisione da parte di Regione Lombardia, in funzione della densità abitativa della città e della provincia e delle trasformazioni sociali in corso.

 Tanto premesso, il Consiglio Comunale impegna il Sindaco e la Giunta

1) a rappresentare presso la Conferenza dei Sindaci di ATS Valpadana la necessità di intraprendere un’azione comune di pressione affinché, sulla spinta della citata sentenza del TAR Lombardia e dei principi in essa espressi, Regione Lombardia revochi le Delibere di Giunta oggetto di impugnazione per restituire ai territori presìdi sanitari più vicini ai cittadini;

 2) a rappresentare presso l’A.N.C.I. e il Governo Nazionale la necessità di una revisione radicale dei criteri introdotto con il D.M. 70 del 2 aprile 2015 per una riorganizzazione del servizio sanitario che tenga in considerazione, in maniera preponderante, la necessità di garantire presìdi sanitari territoriali più vicini al cittadino, mediante la revisione degli standard oggi ispirati prevalentemente a criteri economici/aziendalistici a scapito del diritto alla salute costituzionalmente garantito;

 3) a continuare il lavoro intenso per costruire luoghi di confronto con Regione, ATS e ASST, con Operatori Sanitari, forze politiche, Organizzazioni Sindacali, cittadini sul futuro della sanità, dei presidi ospedalieri e della medicina territoriale.

Cremona, lì 07 dicembre 2020

Lapo Pasquetti – Sinistra per Cremona-Energia Civile, Roberto Poli – PD Cremona, Enrico Manfredini – Fare Nuova la Città-Cremona Attiva

269 visite

Articoli correlati

Petizioni online
Sondaggi online