Domenica, 08 dicembre 2019 - ore 14.10

Crisi Climatica . Un abbaglio mondiale? Il prof. Prodi e i FFF | Benito Fiori Cremona

In questi ultimi giorni è uscita su una importante testata giornalistica un’intervista del prof. Franco Prodi, fisico, meteorologo, climatologo e studioso di fisica dell'atmosfera, in cui egli respinge la tesi corrente, definita «abbaglio mondiale», che attribuirebbe all’attività umana la responsabilità del riscaldamento globale e quindi del cambiamento climatico.

| Scritto da Redazione
Crisi Climatica . Un abbaglio mondiale? Il prof. Prodi e i FFF | Benito Fiori Cremona

Crisi Climatica . Un abbaglio mondiale? Il prof. Prodi e i FFF | Benito Fiori Cremona

In questi ultimi giorni è uscita su una importante testata giornalistica un’intervista del prof. Franco Prodi, fisico, meteorologo, climatologo e studioso di fisica dell'atmosfera, in cui egli respinge la tesi corrente, definita «abbaglio mondiale», che attribuirebbe all’attività umana la responsabilità del riscaldamento globale e quindi del cambiamento climatico.

Tesi quindi che non riguarda delle banalità, ma la sopravvivenza anche della stessa specie umana, come la comunità scientifica ormai prevede. Una apocalittica prospettiva, se nulla si farà per rallentare questo incontestato e incontestabile aumento delle temperature. Ritengo utile riprendere alcuni passaggi di questa intervista per mettere in evidenza un dato inquietante:  «non possiamo stabilire con esattezza quanto il riscaldamento climatico sia responsabilità dell’uomo e quanto, invece, dipenda da altri fattori.» ed ancora «… la scienza del clima è ancora nell’età dell’infanzia. È nata nel 1800. … con i modelli che ha a disposizione, può solo elaborare degli scenari incompleti. Incompleti, soprattutto, se qualcuno intende basare su di essi il destino dell’umanità.». La fiducia del prof. Prodi è solo nei risultati della scienza, fiducia che come semplice uomo della strada condivido, ma il tema che i giovani di tutto il mondo temono non è il modello del telefonino o la forma dello zainetto che portano sulle spalle, ma il furto del loro domani e non di quello lavorativo e/o professionale, ma di una qualità della vita accettabile. Allora al professore e al gruppo abbastanza sparuto di scienziati che pare aspettino fatalisticamente il peggio, mi permetto sommessamente di sottolineare quanto egli a fine intervista ribadisce: «… non posso fare a meno, quando parlo, di parlare facendo riferimento alle conoscenze scientifiche che abbiamo a disposizione, e che non dicono quello che il regime catastrofista che domina il discorso pubblico vorrebbe che dicessi.». Affermazione questa che conferma che non esistono studi scientifici che escludano il fatto che l’incremento del 45% delle emissioni di CO2 in atmosfera in soli 70 anni sia da attribuire alla rivoluzione industriale e non solo a eventi naturali. Se così è, dato l’oscuro futuro che sembra delinearsi per i nostri giovani, Greta Thunberg e i  FridayForFuture del mondo intero hanno il sacrosanto diritto di denunciare, nonostante per il professore sia soltanto, e forse improbabile, una situazione di rischio, l’inadeguata azione dei governo perché, almeno prudenzialmente, non venga negato loro un domani, peraltro già compromesso.

Per il Circolo culturale “AmbienteScienze” e l’associazione “ABC, Alleanza Bene Comune-La Rete”

Benito Fiori Cremona

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