Giovedì, 11 agosto 2022 - ore 16.44

Roaming telefonico, il Presidente dell’Aduc Donvito: ‘Non può continuare così’

Il Presidente dell’Aduc è chiaro: occorre cambiare «se non vogliamo il trionfo degli Stati nazionali, modello secolo scorso»

| Scritto da Redazione
Roaming telefonico, il Presidente dell’Aduc Donvito: ‘Non può continuare così’

Il Parlamento Europeo aveva votato perché il roaming telefonico fosse abolito entro il 15 dicembre 2015. Ma la Presidenza dell’UE (italiana, per la turnazione semestrale) ha preso atto della contrarietà di diversi Paesi membri (dietro i quali non si possono escludere le lobby dei giganti delle tlc) e, per il momento, ha spostato la data al 15 dicembre 2016.

Proprio oggi è fissato un incontro di routine in merito, ma siamo strasicuri che non ne verrà fuori nulla. La politica del “rimando” è la preferita, soprattutto quando si tratta di situazioni in cui possono trovare vantaggio i consumatori, e chi ha straguadagnato da contesti normativi assurdi aveva attinto (e continua ad attingere) a man bassa dalle tasche dei consumatori. E cos’altro è la “gabella” del roaming che bisogna pagare quando si usa il proprio telefonino al di fuori dei confini nazionali in cui si è stipulato il contratto, soprattutto in un contesto di Unione Europea?

Ed è qui ciò su cui vogliamo porre l’attenzione: il deficit di democrazia istituzionale dell’Unione Europea, deficit rispetto al quale le spese e gli svantaggi ricadono sempre sugli ultimi anelli del sistema, i consumatori nella fattispecie. In qualunque assetto istituzionale, quando il Parlamento prende una decisione, per non attuarla o per stravolgerla, occorre un’altrettanta decisione parlamentare o un referendum popolare. In Unione Europea non è così. Il Parlamento decide e la Commissione fa ciò che crede, Commissione che, tra l’altro, non è espressione del voto degli europei, ma di Governi nazionali votati da cittadini nazionali perché difendano gli interessi della specifica nazione. Se qualcuno vuole (e ce ne sono anche in Parlamento Europeo) il trionfo degli Stati nazionali modello secolo scorso, faccia pure, ma con la consapevolezza di tutti i danni e morti che questo modello ha provocato, le cui ferite non sono a oggi per niente rimarginate (antisionismo, guerre di tutti i tipi, la disperazione della migrazione ecc.).

Certo, noi qui stiamo solo scrivendo di roaming telefonico e non abbiamo gli strumenti per stimolare chi di dovere perché cambi l’assetto istituzionale dell’UE. Ma, per meglio capire l’imbuto in cui si sono infilati anche i più semplici diritti economici dei cittadini europei, serve ricordare l’assurdità di questa vicenda e della sua non evoluzione o, meglio, della sua evoluzione in uno specifico senso: perché in un’Europa della moneta unica, delle frontiere valicate senza documenti, di tanti diritti economici già omogenei, bisogna regalare soldi alle aziende tlc a fronte di spese (tecnologia docet) che sono del tutto identiche, sia che si telefoni nella propria nazione che oltre essa?

Vincenzo Donvito, Presidente Aduc

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