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SHALE: L'ARGENTINA ATTUA POLITICHE INADATTE

| Scritto da Redazione
SHALE: L'ARGENTINA ATTUA POLITICHE INADATTE

Uno studio riportato dall'agenzia UPI riporta come le politiche del Presidente Cristina Fernandez de Kirschner rendano difficili investimenti nel settore del gas convenzionale. Solo statunitense Chevron da fiducia al Governo argentino

A volte, la politica riesce a dissipare un patrimonio energetico di inestimabile valore. Nella Giormata di martedì, 25 Giugno, un'analisi riportata dall'agenzia UPI certificato come l'Argentina non sia in grado di sfruttare i consistenti giacimenti di gas Shale sul suo territorio a causa delle politiche del Presidente,  Cristina Fernandez de Kirchner.

Secondo le stime della EIA, l'Argentina possiede 802 trilioni di piedi cubi di gas Shale nel proprio territorio, una riserva che consente a Buenos Aires di vantare il terzo primato per grandezza nel mondo dopo gli Stati Uniti d'America e la Cina.

Questo patrimonio, concentrato per lo più nel giacimento Vaca Muerta, è pero non ancora sfruttato a causa della scarsa volontà dimostrata dalle compagnie energetiche mondiali leader nello shale di investire nel settore del gas non convenzionale in Argentina.

Il caso più eclatante è quello della compagnia spagnola Repsol, che ha dichiarato la non volontà di investire nello Shale argentino dopo che il Presidente Kirchner, nel Maggio 2012, ha ordinato l'esproprio forzato da parte dello Stato della compagnia YPF.

La YPF, posseduta dalla Repsol, è stata nazionalizzata senza alcuna compensazione alla compagnia spagnola che, tuttavia, la Presidente Kirchner ha poi invitato ad investire nello Shale argentino.

Simile, anche se non così grave, è la condotta del colosso norvegese Statoil, che, dopo un iniziale interesse, si è tenuto alla larga da investimenti coraggiosi nel settore del gas non convenzionale argentino.

L'unica compagnia che ha dimostrato voglia di operare nello Shale argentino è la Chevron, che si è detta fiduciosa di ricevere un trattamento adeguato da parte del Governo argentino.

Un patrimonio energetico inestimabile

Secondo il recente rapporto EIA, l'Argentina, con 802 Trilioni di piedi cubi di Shale, è il terzo Paese al Mondo per riserve di gas non convenzionale, dopo USA (1161 Trilioni di piedi cubi) e Cina (1115) ma prima di Algeria (707), Canada (573) Messico (545), Australia (437), Sud Africa (390), Russia (285) e Brasile (245).

Nonostante la cospicua presenza di gas non convenzionale, il rapporto EIA ha evidenziato come il settore del gas Shale in Argentina sia in uno stato di avanzamento primordiale, a causa delle politiche governative che ostacolano ingenti investimenti.

Matteo Cazzulani

Freelance Journalist

m.cazzulani@gazeta.pl

http://matteocazzulani.wordpress.com

http://matteocazzulaniinternational.wordpress.com

2013-06-30

 

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