Mercoledì, 20 gennaio 2021 - ore 19.41

Si è finalmente chiuso il buco dell’ozono record del 2020

E’ stato il buco dell’ozono più duraturo e uno dei più grandi e profondi dall'inizio del monitoraggio 40 anni fa

| Scritto da Redazione
Si è finalmente chiuso il buco dell’ozono record del 2020

Dopo una stagione eccezionale a causa delle condizioni meteorologiche naturali e della continua presenza di sostanze che riducono lo strato di ozono nell’atmosfera, il servizio di monitoraggio atmosferico Copernicus dell’Ue ha riferito che «Le analisi dell’ozono hanno mostrato che il buco dell’ozono si era chiuso il 28 dicembre». Il buco dell’ozono antartico record e che era cresciuto rapidamente da metà agosto, raggiungendo il ​​20 settembre 2020 il picco di circa 24,8 milioni di chilometri quadrati, diffondendosi su gran parte del continente antartico.

Ogni stagione, la comparsa del buco dell’ozono e la sua evoluzione viene monitorata da satelliti e da alcune stazioni di osservazione a terra. Le caratteristiche del buco dell’ozono, le mappe interattive, le serie temporali, lo stato attuale e le previsioni vengono preparate e monitorate dalla grande comunità dell’ozono attraverso i servizi di diverse organizzazioni come Copernicus Atmosphere Monitoring Service ( CAMS ), NASA ozonewatch program, Noaa, Knmi, Ecc e altri.

La World meteorological organization (Wmo) ricorda che quello del 2020 «E’ stato il buco più duraturo e uno dei più grandi e profondi dall’inizio del monitoraggio dello strato di ozono 40 anni fa». La responsabilità è di un forte vortice polare forte, stabile e freddo, e di temperature molto fredde nella stratosfera. Gli stessi fattori meteorologici hanno anche contribuito a un buco dell’ozono artico record del 2020. Nel 2019 il buco dell’ozono antartico era stato insolitamente piccolo e di breve durata.

Oksana Tarasova, a capo della divisione di ricerca sull’ambiente atmosferico della Wmo, che supervisiona la rete di stazioni di monitoraggio Global Atmosphere Watch della Wmo, evidenzia che «Le ultime due stagioni del buco dell’ozono dimostrano la variabilità di anno in anno del buco dell’ozono e migliorano la nostra comprensione dei fattori responsabili della sua formazione, estensione e gravità. Abbiamo bisogno di un’azione internazionale continua per applicare il protocollo di Montreal sulle sostanze chimiche che riducono lo strato di ozono. Nell’atmosfera ci sono ancora abbastanza sostanze che riducono lo strato di ozono da causare la riduzione dell’ozono su base annuale».

Il Global Atmosphere Watch  lavora a stretto contatto con Copernicus Atmospheric Monitoring Service, NASA, Environment and Climate Change Canada e altri partner per monitorare lo strato di ozono terrestre, che ci protegge dai dannosi raggi ultravioletti del sole.

La  Wmo ricorda che «La riduzione dell’ozono è direttamente correlata alla temperatura nella stratosfera, che è lo strato dell’atmosfera tra circa 10 km e circa 50 km di altitudine. Questo perché le nubi stratosferiche polari, che hanno un ruolo importante nella distruzione chimica dell’ozono, si formano solo a temperature inferiori a -78° C. Queste nuvole stratosferiche polari contengono cristalli di ghiaccio che possono trasformare composti non reattivi in ​​composti reattivi, che possono quindi distruggere rapidamente l’ozono non appena la luce del sole diventa disponibile per avviare le reazioni chimiche. Questa dipendenza dalle nuvole stratosferiche polari e dalla radiazione solare è la ragione principale per cui il buco dell’ozono è visibile solo a fine inverno/inizio primavera. Durante la stagione primaverile dell’emisfero australe (agosto-ottobre), il buco dell’ozono sull’Antartide aumenta di dimensioni, raggiungendo un massimo tra metà settembre e metà ottobre. Quando le temperature elevate nell’atmosfera (stratosfera) iniziano a salire nella tarda primavera dell’emisfero australe, l’esaurimento dell’ozono rallenta, il vortice polare si indebolisce e infine si interrompe, e alla fine di dicembre i livelli di ozono sono tornati alla normalità».

Ma nel 2020, un vortice polare forte, stabile e freddo ha mantenuto la temperatura dello strato di ozono sull’Antartide costantemente fredda, impedendo la miscelazione di aria impoverita di ozono sopra l’Antartide con aria ricca di ozono proveniente da latitudini più elevate. La Wmo spiega che «Per gran parte della stagione 2020, le concentrazioni di ozono stratosferico intorno ai 20-25 km di altitudine (50-100 hPa) hanno raggiunto valori prossimi allo zero con la profondità dello strato di ozono a partire da 94 unità Dobson (un’unità di misura), o circa un terzo della il suo valore normale».

 
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