Domenica, 20 giugno 2021 - ore 19.57

STEFANIA BONALDI INDAGATA: IL CASO DIVENTA NAZIONALE

AVVISO DI GARANZIA PER IL SINDACO: LE DICHIARAZIONI DEI SINDACI VICINI SI DOVRANNO ACCERTARE IL FUNZIONAMENTO CORRETTO DELLE PORTE D'EMERGENZA

| Scritto da Redazione
STEFANIA BONALDI INDAGATA: IL CASO DIVENTA NAZIONALE

Il caso di Stefania Bonaldi (sindaco di Crema Città) (CR) è diventato nazionale: oggi tutte le testate giornalistiche nazionali, da Tgcom24 al Corriere della Sera, da Today.it a Blasting News-  stanno uscendo con articoli dell'avviso di garanzia ricevuto dalla prima cittadina.

Il sindaco di Crema, Stefania Bonaldi, ha ricevuto l'avviso di garanzia per un incidente accaduto nell'ottobre 2020 in un asilo comunale della città.

Un bimbo si era ferito la mano nel cardine di una porta tagliafuoco, procurandosi lesioni da schiacciamento(si era staccata la falange del terzo e quarto dito n.d.r.) curabili in tre mesi.

E' stata lo stesso primo cittadino della città, in provincia di Cremona, a dare notizia di essere indagata nel corso dell'ultimo consiglio comunale. Al sindaco, in concorso con altri, si contesta di aver omesso l'installazione di dispositivi idonei ad evitare la chiusura automatica. "Non vi nascondo che questo episodio - ha detto Bonaldi ai consiglieri comunali -, fin dal suo accadere è stato per me fonte di grande avvilimento, lenito solo dal felice esito sanitario". 

 

 "Insieme a Stefania siamo tutti indagati, se lo Stato non cambia regole ci costituiremo parte civile", ha commentato il presidente dell'Anci(associazione Comuni), Antonio Decaro.

 

"Ma si può andare avanti così?". Il sindaco di Bergamo- Giorgio Gori si sfoga così su twitter dopo aver appreso la notizia che la prima cittadina di Crema, Stefania Bonaldi, ha ricevuto un avviso di garanzia "perché un bambino dell'asilo si è chiuso due dita nel cardine di una porta tagliafuoco,senza conseguenze permanenti". Secondo l'accusa, spiega Gori, "avrebbe dovuto impedire che la porta si chiudesse automaticamente". Il caso rinfocola le polemiche sui rischi a cui sono esposti i sindaci e gli amministratori dal punto di vista giudiziario.''Non si può andare avanti così'' conclude.

Oltre al caso della Bonaldi c'è anche quello di Simone Uggetti, il sindaco del Pd di Lodi che fu arrestato (nemmeno ai domiciliari, ma in carcere, 10 giorni a San Vittore), con l'accusa di aver favorito una società partecipata e poi assolto perché "il fatto non sussiste".

E la vicenda che vide coinvolto Antonio Decaro, oggi sindaco di Bari -finito sotto inchiesta quando era deputato del partito democratico con l'accusa di tentato abuso di ufficio. Anche lui assolto.

Nel 2016 Decaro rivelò che all'epoca dell'indagine aveva pensato al suicidio. Voleva buttarsi in mare con la propria auto. "Ma poi - raccontò - ho pensato i a miei figli". Lo stesso Decaro aveva poi posto il tema in questi termini. "Chi trova soddisfazione nel proprio lavoro oggi difficilmente si candida. Chi ha un mestiere, non lo lascia per andare spesso a guadagnare meno e sempre a rischiare. È un mestiere pericoloso: ogni volta che un sindaco firma un atto rischia di commettere un abuso d'ufficio. Se non firma, rischia l'omissione di atti d'ufficio". 

Il sindaco di Pesaro Matteo Ricci invece solidarizza dicendo: "Basta con queste pazzie. Come si può indagare un Sindaco perché un bimbo dell'asilo prende le dita in mezzo alla porta? Siamo al ridicolo", scrive su twitter Ricci che definisce "urgente che si intervenga" sulle "eccessive responsabilità dei sindaci". 

 Fatto è anche che la nostra ''povera'' sindaco in modo o in un altro, riesce ad essere sempre ''sotto i riflettori'' e far parlare di sè....

 

Sulla vicenda è intervenuto anche il sindaco di Milano, Beppe Sala. "Così non si può andare avanti", ha detto. "Mi pare che ci sia un largo consenso su questo e mi aspetto che ci sia anche qualche azione decisa da parte dei sindaci".

"Oggi - ha sottolineato la Bonaldi - ''è anche tempo di porre l'attenzione su un sistema che, a livello nazionale, necessita di interventi e correttivi, invocati anche da autorevoli opinionisti e studiosi in modo trasversale, che aumentino le tutele giuridiche a favore dei sindaci. Se oggi per trovare candidati disponibili è necessario un lunghissimo percorso di persuasione, è perché servire la propria comunità è diventato troppo rischioso". Parlando poi con i giornalisti ha aggiunto: "Così si rischia di fare terra bruciata, si rischia che nessuno voglia fare più il sindaco".

ZONACHECK

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