Venerdì, 17 aprile 2026 - ore 07.35

Un omaggio al compianto Paolo Villaggio di Elia Sciacca

Egregio direttore il compianto Paolo Villaggio nella sua vita ha scritto diversi libri, ed interpretato in molti film i vari difetti Italici, vedi il ruffianesimo, l’opportunismo, la furbizia la protervia dei fannulloni che scaricavano il loro lavoro sui più deboli, gli scherzi ai colleghi le partite a Ping Pong durante l’orario di lavoro ecc.

| Scritto da Redazione
Un omaggio al compianto Paolo Villaggio di Elia Sciacca

Un omaggio al compianto Paolo Villaggio di Elia Sciacca

Egregio direttore il compianto Paolo Villaggio nella sua vita ha scritto diversi libri, ed interpretato in molti film i vari difetti Italici, vedi il ruffianesimo, l’opportunismo, la furbizia la protervia dei fannulloni che scaricavano il loro lavoro sui più deboli, gli scherzi ai colleghi le partite a Ping Pong durante l’orario di lavoro ecc.

Totò e Villaggio anticiparono di decenni ciò che sarebbe avvenuto in Italia a causa del lassismo delle istituzioni e dell’impunità dei privilegiati soprattutto del comparto pubblico. Purtroppo ancora oggi nonostante le ripetute inchieste giudiziarie imperversano i furbetti del cartellino, vedi l’ultimo scandalo dei Cinquanta  dipendenti indagati del comune di Piacenza che grazie a colleghi compiacenti figuravano in ufficio mentre nella realtà erano in giro a fare la spesa, nei vari negozi, in palestra nei bar o addirittura il caso stupefacente del dipendente che si recava nell’alcova con la prostituta utilizzando la macchina dell’ente riportando alla memoria il Governatore del lazio Marazzo che si faceva accompagnare dall’autista della Regione Lazio, per incontri intimi con la sua trans preferita.

il malcostume dei furbetti del cartellino tiene banco da molti anni con filmati blitz della finanza e dei carabinieri, inchieste giornalistiche, e giudiziarie ma nella realtà su migliaia di indagati sono in pochissimi nonostante la tanto strombazzata legge Nadia, che hanno subito una condanna definitiva che porta al licenziamento. Nel nostro strano paese l’abitudine all’impunità a perseguire negli anni comportamenti scorretti, ha convinto molti dipendenti pubblici a ritenere tali comportamenti una prassi da considerare a tutti gli effetti come una consuetudine divenuta legittima, a tal punto vedi il caso di taluni che timbravano imperterriti diversi cartellini  dei colleghi pur sapendo che cerano le telecamere nascoste, si mascheravano ingenuamente il volto, nel tentativo goffo di non farsi riconoscere, o di quel vigile che timbrava in mutande, comportamento che ha ridicolizzato l’Italia al cospetto del mondo, pertanto presumo, che tale comportamento sia quasi impossibile da debellare dopo tanti anni di lassismo da parte della classe dirigente e della politica  di riferimento a capo degli enti pubblici interessata per motivi elettorali più al consenso, che al controllo ed all’efficienza dei dipendenti  del comparto pubblico

Elia Sciacca (Cremona) 

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