Venerdì, 21 gennaio 2022 - ore 14.39

(video) Arriva a Crema il documentario sulla nutria The Invasion

Venerdì 20 maggio alle ore 21:00 presso la Sala Alessandrini (in via Matilde di Canossa n. 20) verrà proiettato “The Invasion – A Coypumentary”, il documentario-inchiesta di Ilaria Marchini, che approfondisce il caso della nutria (Myocastor Coypus), specie alloctona tra le più discusse.

| Scritto da Redazione
(video) Arriva a Crema il documentario sulla nutria The Invasion


Quali sono le ripercussioni che la nutria può avere sulla biodiversità e sugli ecosistemi? In che modo l’uomo la percepisce e vi si pone in relazione? Nel film, in modo imparziale ed analitico, si cerca una risposta a queste domande, al fine di chiarire quali sono le effettive problematiche causate dalla presenza di questi animali, le controversie riguardanti le modalità di gestione applicate negli ultimi decenni, i costi, i risultati ottenuti e le possibili soluzioni ecologiche e non cruente.

“The Invasion”, la cui produzione è stata finanziata grazie ad un crowdfunding cui hanno contribuito più di 120 sostenitori, è un viaggio alla ricerca di una sola semplice risposta: chi è davvero l’invasore?

La serata è organizzata da Le Grandi Orecchie Onlus, associazione Antispecista neocostituita, nata per la realizzazione di un Rifugio per Animali Liberi, che guarda con attenzione a tutte le specie viventi e alla situazione civile ed evolutiva della nostra società. 

L’intento della serata è quello di approfondire una tematica – la situazione della nutria - troppo spesso trattata dai media con superficialità. “Non potevamo esimerci dall’organizzare un evento per far conoscere meglio questi animali, la loro reale storia, la loro reale natura, rendendo loro un briciolo di giustizia per le tante discriminazioni subite, sia fisicamente, che verbalmente, che culturalmente” ha dichiarato Ivan Tavazzi, presidente dell’Associazione.

Dopo la proiezione la regista del documentario Ilaria Marchini e il biologo Samuele Venturini saranno a disposizione per rispondere alle domande del pubblico.

SITO DEL DOCUMENTARIO: www.theinvasion.it

SITO DELL’ASSOCIAZIONE: https://www.facebook.com/Le-Grandi-Orecchie-Onlus-695369967256468/timeline

https://twitter.com/TheBigOrecchie

Informazioni e Contatti:

MAIL legrandiorecchie@gmail.com

Ringraziamo sentitamente il Comune di Crema per la concessione del patrocinio, in particolare all'assessorato alla Cultura che ha ritenuto Culturalmente interessante promuovere questa serata anche per dare spazio ad un serio e civile dibattito.

APPROFONDIMENTO

Elenchiamo alcune risposte fornite dal biologo Samuele Venturini alle più comuni domande riguardanti la nutria:

1°Hanno invaso il nostro territorio!  Già, come potremo sopravvivere ora che tutti gli spazi sono stati colonizzati dal nemico? Peccato però che le nutrie se ne sarebbero state comodamente a casa loro, se non fosse stato per la volontà umana che le ha strappate alla loro terra natia (il Sudamerica), per esportarle poi in tutto il mondo. Tutto questo per rispondere in modo egoistico ad una propria esigenza: dapprima quella di bonificare le paludi (le nutrie si nutrono della vegetazione spontanea, e “puliscono” in questo modo il territorio, alla faccia di chi le considera animali sporchi) e poi quella di allevarne gli esemplari per la loro pelliccia.Una volta passata la moda, molti allevatori e imprenditori, per evitare i costi di abbattimento e smaltimento delle carcasse, decisero di liberare e immettere intenzionalmente questi animali in natura.

2°Fa schifo, sembra un topo gigante.  Ma lo avete mai visto un topo? E un castoro, lo avete mai visto? Evidentemente no, altrimenti vi sareste accorti da soli che quest’ultimo le assomiglia molto di più. Il termine “nutria” infatti è frutto di un’errata traduzione; il vero nome di questo animaletto è MyocastorCoypus,dettoancheCastorino. Comunque, anche fosse un topo, non vedo quale sia il problema.3

°Fa schifo, ha i denti arancioni.  Ahimè sì, i denti sono effettivamente arancioni. Ma conosco gente con denti molto più brutti, e non per questo mi sento in diritto di sterminarla. Inoltre trovo che l’arancione le doni: questione di gusti.

4°Porta malattie come la Leptospirosi.  Sbagliato: studi recenti effettuati dagli Istituti Zoo-profilattici hanno dimostrato che non esiste alcun pericolo di tipo igienico – sanitario. La nutria non può essere considerata un vettore di agenti patogeni, non più di quanto non lo sia qualsiasi altro animale parte della fauna selvatica.

5°Distrugge gli argini dei fiumi.  Alcune volte in mancanza di altri nascondigli, è costretta a scavare dei cunicoli da utilizzare come tana. Ma per sua natura, la nutria tende poi a occupare lo stesso luogo per tutta la vita. Insomma, non avrebbe bisogno di scavare ulteriormente.Se non fosse ancora una volta per l’azione dell’essere umano (che sorpresa) che le da la caccia, causandole stress e inducendola ad allontanarsi e trovare altri rifugi, e di conseguenza creare altre tane.Per risolvere questo inconveniente, sarebbe sufficiente inserire delle reti metalliche lungo gli argini, che rendano impossibile lo scavo. Costose? Molto meno di quanto sia già stato speso per le catture, violente e controproducenti.

6°Crea danni alle colture.  Strano: la nutria preferisce i terreni incolti. Perché si spinge fino ai campi coltivati?Sempre tenendo presente che non è lei ad aver invaso casa nostra, ma al contrario siamo stati noi ad averla costretta a vivere lontana dal suo habitat naturale, bisogna sapere che quando esce dalla tana, si sposta nell’arco dei primi 5-10 metri dall’argine. Lasciando quest’area incolta, si possono evitare molti danni. Ma siccome anche le colture sono ormai votate alla produzione industriale, si vuole occupare sempre più terreno, sempre più intensivamente. A proposito di danni agli argini, vogliamo parlare di quelli fatti dai trattori, il cui leggiadro peso viene spinto fino al limite del corso d’acqua? Oppure di quelli (molto più numerosi) creati da fagiani e lepri? Di questi nessuno parla, e nessuno se ne lamenta, probabilmente perché vengono introdotti artificialmente ai fini delle attività venatorie. In pratica, sono liberati intenzionalmente per accontentare i cacciatori! 

7° Si sono moltiplicate a dismisura, bisogna ucciderle. Perché non lasciare che questo accada in modo spontaneo, per mano (ops, zampa) del suo naturale predatore, cioè Sorella Volpe? Ah, perché la volpe è un’altra ambita preda dei cacciatori, al pari di lepri e fagiani di cui sopra. Allora forse sarebbe meglio dare più spazio agli altri metodi di contenimento ecologici, come la sterilizzazione e il controllo delle risorse alimentari. Lo stress causato dalla caccia, oltre a creare la necessità di nuove tane, provoca anche un aumento della riproduzione. È un meccanismo di autoregolazione assai diffuso in natura, ovvia risposta di una specie che si sente minacciata.

8° È feroce e in grado di sbranare una persona.  No comment! Ma non ve l’ho già detto che le nutrie sono vegetariane?!

Infine, mi sento di chiedervi una riflessione: se anche tutte queste accuse verso Sorella Nutria fossero fondate, c’è sul serio bisogno di sterminarla, ucciderla barbaramente? Ma sono bastati pochi istanti per innamorarmi di quelle caratteristiche che rendono questo animale cosìparticolare,cosìunico.La coda, ad esempio: oltre ad avere la funzione di timone (in acqua) e di termoregolazione, serve anche come base d’appoggio, per stare in equilibrio su due zampe. E le mammelle laterali, per poter allattare i cuccioli anche mentre la mamma è impegnata a nuotare? L’essere umano si sente padrone di tutto il territorio, dimenticando sempre che siamo invece solo una specie fra tante. E questa non è casa nostra, non ne siamo i padroni. Siamo dei semplici ospiti, destinati adandarcene presto.

La presenza umana in questo pianeta è cosa di poco conto. Da buoni ospiti momentanei, dovremmo avvicinarci al pianeta con educazione, rispetto, soggezione: dovremmo cercare di “non disturbare”.

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