Venerdì, 25 settembre 2020 - ore 08.01

A 5 anni dalla pubblicazione dell’enciclica “ Laudato Sì” |Marco Pezzoni (Cremona)

Il 24 maggio 2015 è stata pubblicata da papa Francesco l’Enciclica Laudato Sì e da allora i fatti accaduti al nostro ambiente di vita, alle nostre città sempre più inquinate, al nostro ecosistema ne hanno confermato la robustezza di analisi.

| Scritto da Redazione
A 5 anni dalla pubblicazione dell’enciclica “ Laudato Sì” |Marco Pezzoni  (Cremona)

A 5 anni dalla pubblicazione dell’enciclica “ Laudato Sì” |Marco Pezzoni  (Cremona)

 “Il 24 maggio 2015 è stata pubblicata da papa Francesco l’Enciclica Laudato Sì e da allora i fatti accaduti al nostro ambiente di vita, alle nostre città sempre più inquinate, al nostro ecosistema ne hanno confermato la robustezza di analisi.

Di più, hanno reso urgenti sul piano politico, giuste sul piano sociale e fondate sul piano economico le scelte che vengono raccomandate per prendersi cura della nostra terra, rigenerarla ed evitare le conseguenze drammatiche dovute ai cambiamenti climatici.  Purtroppo la strada della conversione ecologica proposta dall’Enciclica per salvare la nostra Casa Comune fatica non solo ad affermarsi, ma addirittura ad emergere come questione decisiva per la nostra sopravvivenza.  Come Stati generali dell’Ambiente e della Salute della provincia di Cremona non possiamo tacere le formidabili resistenze del mondo economico e, purtroppo, di gran parte del mondo politico e amministrativo, a livello nazionale e locale.  Nemmeno il coronavirus sembra svegliarci da una logica economicista sbagliata che si aggrappa a un modello di sviluppo ingiusto e ad alta emissione di CO2 che, al massimo, si costringe a camuffarsi dentro la nuova inedita situazione.

Così il rischio è che il Green New Deal Europeo venga impiegato non per accelerare la decarbonizzazione di tutti i processi che ricorrono alle fonti fossili ma per prolungare la transizione energetica, come propone l’Eni, o per perpetuare l’utilizzo di   tecnologie superate come l’incenerimento dei rifiuti, pratica inquinante tuttora sostenuta dalle multiutility italiane e lombarde quando hanno già a portata di mano la soluzione alternativa prevista dall’economia circolare: quella della “fabbrica dei materiali”, cioè delle piattaforme di recupero di materie prime seconde .

Non si creda che forziamo il testo della Laudato Sì quando esprimiamo queste valutazioni critiche e sollecitiamo il coraggio di nuove soluzioni ecosostenibili.  Come dovrebbe essere noto a chi ha letto con rispetto e interesse l’Enciclica, gran parte dell’elaborazione richiama credenti e non credenti a porre maggiore attenzione a “Quello che sta accadendo alla nostra casa” ( titolo Capitolo primo): inquinamento, rifiuti, cultura dello scarto, cambiamenti climatici; invita a individuare nell’attività umana la causa della crisi globale e a riconoscere “La radice umana della crisi ecologica” (titolo Capitolo terzo); ci responsabilizza ad assumere l’impegno e la prospettiva di “ Un’ ecologia integrale” ( titolo Capitolo quarto) : ecologia culturale, ambientale, economica e sociale per una giustizia tra generazioni; infine arriva a individuare” Alcune linee di orientamento e di azione” ( titolo Capitolo quinto) sia in ambito internazionale che nazionale e locale.

E’ evidente dunque che questo “ insegnamento sociale” chiede a tutti coerenza e concretezza di scelte e di comportamento, non può essere relegato nella sfera dei buoni sentimenti o di astratte velleità, come troppi preferiscono intendere. 

 

Per questo condividiamo l’appello di don Luigi Ciotti: “la Laudato Sì deve diventare Laudato Qui : qui nel nostro territorio, nella nostra comunità locale, nel nostro Comune.”  Per questo guardiamo con grande simpatia al movimento dei giovani di Fridays For Future che si battono per una giustizia ambientale che sia giustizia sociale.

Come ha sottolineato un non credente, Carlin Petrini di Slow Food e di Terra Madre, la conversione ecologica richiede un nuovo umanesimo e richiede la centralità della politica  per avere il coraggio di assumere decisioni lungimiranti che non si inchinino all’inseguimento quasi spasmodico del profitto. Se è comprensibile, in questo momento di faticoso superamento della fase acuta della epidemia, l’esigenza di salvare l’apparato produttivo, è miope e irresponsabile riprendere a inquinare come prima, come se nulla fosse accaduto.

 

Secondo filosofi come Mauro Ceruti, biologi come Fiorella Belpoggi, economisti come Stefano Zamagni e Leonardo Becchetti, sociologi come Mauro Magatti,  l’attualità della Laudato Sì è rafforzata proprio dalla gravità della pandemia globale.  Il salto di specie che ha dato origine al contagio ci dice che nessuno può considerarsi indifferente o immune davanti alla devastazione del pianeta e dei suoi ecosistemi, e le abissali disparità nell’accesso alle cure e nel vissuto quotidiano del lockdown ci dicono fino a che punto la produzione di “scarti umani” è non solo accettata ma legittimata. Diventa sempre più evidente che lo scontro politico che caratterizzerà il prossimo futuro sarà fra democrazia partecipata e tecnocrazia, fra l’adozione a tutti i livelli di un’ecologia integrale e il ritorno al modello unicamente interessato a estrarre valore, sfruttare la natura e non a valorizzare il lavoro umano, promuovere la sostenibilità dei processi produttivi, tutelare la salute e il territorio in cui si vive. “

Marco Pezzoni  (Cremona) Stati generali Ambiente e Salute del territorio provinciale

 

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