Martedì, 07 dicembre 2021 - ore 16.26

Agli ambientalisti piace l’accordo di governo di coalizione tedesco. Dure critiche da Friday For Future

EEB e Wwf: punto di svolta per le politiche e gli obiettivi climatici dell'Unione europea, ma l'ambizione deve essere mantenuta

| Scritto da Redazione
Agli ambientalisti piace l’accordo di governo di coalizione tedesco. Dure critiche da Friday For Future

Secondo il Wwf Deutschland, «L’accordo di coalizione presentato da SPD, Bündnis90 / Die Grünen e FDP è una solida base per l’inizio di un futuro sostenibile. I prossimi quattro anni contano per la conservazione dei nostri mezzi di sussistenza. L’accordo di coalizione promette il punto di svolta di cui abbiamo urgente bisogno».

Christoph Heinrich, direttore  conservazione natura del Wwf Deutschland ha commentato che «Quando si tratta di protezione del clima, conservazione della biodiversità e attività economica sostenibile, c’è un “volere” chiaramente percepibile, anche se con dinamiche e livelli diversi». Per il Wwf nell’accordo per il governo “semaforo” «Ci sono buoni passi nella giusta direzione per affrontare la crisi climatica. La massiccia espansione delle energie rinnovabili da eolico e sole è la base essenziale per realizzare la graduale eliminazione del carbone entro il 2030 e preparare la necessaria eliminazione del gas. Ora sarà anche importante non solo esaminare tutti i sussidi dannosi per il clima e l’ambiente, ma anche convertirli e smantellarli rapidamente. Va accolto con favore l’immediato programma di protezione del clima, nel quale i punti aperti per un’efficace protezione del clima devono ora essere attuati in modo giuridicamente vincolante».

Il Panda tedesco sottolinea che «L’accordo di coalizione riconosce giustamente che “Preservare la biodiversità è un compito umano e un obbligo etico”. Perché la perdita della diversità biologica nel mondo pone sfide tanto grandi quanto la crisi climatica. Il nuovo governo federale deve ora adottare rapidamente le misure necessarie per avviare una trasformazione sostenibile dell’economia e delle finanze. La biodiversità deve essere un compito trasversale e devono essere adottate misure concrete per contrastare i fattori che determinano l’estinzione delle specie. L’impegno internazionale per un “nuovo ambizioso quadro globale” alla Conferenza mondiale sulla natura con un sostegno finanziario “notevolmente” aumentato e il raggiungimento dell’obiettivo del 30% di area protetta sono passi importanti in questo senso. Per il settore agricolo, l’uscita dai pagamenti diretti forfettari della Pac, l’espansione dell’agricoltura biologica al 30% o la riduzione dei pesticidi sono impegni chiari che indicano una tendenza: la trasformazione dell’agricoltura è il compito principale della futura politica agricola. E le responsabilità sono chiare: gli stessi agricoltori e consumatori dovrebbero essere maggiormente coinvolti. Non un grande successo, ma una solida base per una politica agricola più sostenibile».

Il Wwf si rallegra anche per il fatto che «Il prossimo governo federale voglia istituzionalizzare l’Advisory Board per le finanze sostenibili e fare delle raccomandazioni dell’Advisory Board la base della propria strategia per le finanze sostenibili», ma aggiunge: «Siamo delusi dal fatto che non ci siano riferimenti a importanti sviluppi europei come la tassonomia e che il prossimo governo federale non sosterrà attivamente una tassonomia basata sulla scienza, senza gas ed energia nucleare. La Coalizione semaforo ha giustamente riconosciuto l’importanza centrale dell’economia circolare per la protezione del clima e delle risorse. Con la “Strategia nazionale per l’economia circolare” richiesta dal Wwf e con la definizione di obiettivi e specifiche di riduzione chiari, i Partiti stanno gettando le basi per un approccio economico sostenibile».

L’accordo per il governo semaforo tedesco piace anche all’European Environmental Bureau (EEB)  la più grande rete di organizzazioni ambientaliste europee – d alla quale aderisce anche Legambiente –  soprattutto perché «Prevede un’eliminazione accelerata del carbone entro il 2030 (otto anni prima del previsto), la fine della produzione di energia dal gas entro il 2040 e un piano per la sostituzione di tutte le caldaie a gas con tecnologie clean heating  entro il 2035 (primo Stato membro a prendere questo impegno)».

EEB ricorda che «Un’eliminazione accelerata del carbone entro il 2030 è inevitabile per raggiungere gli obiettivi ambientali, energetici e climatici dell’Ue, nonché gli obiettivi dell’accordo di Parigi. Il crollo dei profitti del carbone ha reso il carbone antieconomico e significa che sovvenzionare il carbone tedesco sarebbe un intollerabile spreco di denaro pubblico. L’eliminazione graduale del carbone nel 2030 da parte della Germania, uno dei principali consumatori di carbone dell’Ue, esercita pressioni su altri Stati membri in ritardo nei loro piani di uscita del carbone, vale a dire Bulgaria, Repubblica Ceca e Polonia».

Per Riccardo Nigro, coordinatore della campagna Coal Combustion and Mines di EEB, «Questo nuovo accordo significa scacco matto per il carbone in Germania e dà un tono all’inevitabile fine del 2030 del carbone in tutta Europa. Ora il nuovo governo tedesco non dovrebbe sprecare ulteriori soldi pubblici per compensare gli operatori della lignite per uscire da un’attività non redditizia e dannosa, ma invece usarle quel denaro per l’energia sostenibile e rinnovabile e per garantire una transizione giusta».

Ma con l’accordo per il nuovo governo la Germania stabilisce un altro precedente nell’Ue «Andando oltre il divieto di caldaie a gas nei nuovi edifici e imponendo la sostituzione di quelle installate entro il 2035. E’ giunto il momento di spingere la decarbonizzazione del settore del riscaldamento, responsabile del 12% delle emissioni totali di CO2 dell’Ue, equivalenti alle emissioni di tutte le auto nell’Ue, e questa mossa fornisce chiare indicazioni politiche».

Davide Sabbadin, EEB Campaign Coordinator on heating, sottolinea che «Data l’importanza del mercato tedesco, questo avrà un effetto più ampio in tutta Europa e influenzerà sicuramente le politiche dell’Ue sul riscaldamento e sul clima. Rimuovere il gas fossile dalle nostre case è essenziale per raggiungere gli obiettivi climatici e proteggere i cittadini dall’impennata delle bollette energetiche». 

Ma l’EEB  critica l’accordo perché «Lascia la porta aperta al gas fossile lasciandolo nel mix energetico tedesco fino al 2040, mettendo a rischio gli obiettivi climatici e lasciando i cittadini esposti alla volatilità dei suoi prezzi.  Il nostro Paris Agreement Compatible energy scenario dimostra che riducendo la domanda di produzione di elettricità, in particolare negli edifici, e aumentando l’offerta di energia rinnovabile, possiamo ottenere un’eliminazione graduale del gas fossile entro il 2035».

Patrick ten Brink, vice segretario generale dell’EEB, conclude: «Speriamo che la nuova coalizione tedesca metta tutto il suo peso per evitare che nucleare e gas facciano parte della tassonomia verde dell’Ue. Questo governo tedesco deve svolgere un ruolo fondamentale nei negoziati sul clima e spingere per gli ambiziosi file politici “Fit For 55” e Zero Pollution Action Plan, contribuendo al contempo a garantire che l’European Green Deal raggiunga il suo potenziale di trasformazione».

Decisamente più critico Friday For Future Deutschland: «Mentre il mondo si sta dirigendo verso poco meno di 3 gradi di riscaldamento, l’accordo tra SPD, Verdi e FDP non mantiene le promesse di aderire al limite di 1,5 gradi anche prima di entrare in carica.  Tuttavia, dopo 154 settimane di scioperi per il clima, celebriamo anche i successi del movimento per il clima, come l’eliminazione graduale del carbone nel 2030. Ma l’attuale accordo di coalizione da solo non è sufficiente per mantenere il limite di 1,5 gradi. Con le misure presentate, i tre partiti hanno preso la decisione consapevole di aggravare ulteriormente la crisi climatica».

Per FFF Deutschland, «E’ uno scandalo che la coalizione semaforo non voglia aumentare il prezzo della CO2, voglia espandere l’infrastruttura del gas naturale e non protegga dalla distruzione tutti i villaggi dalla miniera di carbone di Garzweiler. La necessaria neutralità climatica entro il 2035 non può essere raggiunta con queste misure.

Per risolvere concretamente questa crisi, abbiamo bisogno di una vera trasformazione della società che prenda sul serio le questioni sociali».

Friday For Future conclude: «In vista del distruttivo clima estremo in Germania e nel mondo, dei danni climatici per miliardi e delle massicce proteste sociali, ci chiediamo: cosa diavolo ci vuole alla Germania per mantenere le sue promesse internazionali sulla giustizia climatica? Abbiamo combattuto per l’eliminazione graduale del carbone nel 2030, ora lotteremo anche per la politica di 1,5 gradi della coalizione dei semaforo».

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