Martedì, 09 agosto 2022 - ore 12.59

BRESCIA: INICA 2022

| Scritto da Redazione
BRESCIA: INICA 2022 BRESCIA: INICA 2022 BRESCIA: INICA 2022

 

i seguito il link per scaricare la videoregistrazione della conferenza stampa:  https://we.tl/t-K6MMWN1rsL
 

INDICA nasce nel 2018 con il sostegno del Comune di Brescia e di MO.CA - Centro per le nuove culture. Si tratta di un progetto identitario intorno alla musica d’improvvisazione e di ricerca, all’approfondimento dei mezzi espressivi in relazione alle altre discipline artistiche e propenso alla commistione tra le arti, realizzata anche attraverso la disciplina del SOUNDPAINTING.

INDICA è un’idea che scaturisce da una profonda esigenza d’identità e visibilità, di chiarezza e coerenza e, non da meno, di crescita e confronto. Nella sua breve vita ha portato nel territorio bresciano artisti di fama internazionale provenienti da tutto il mondo come, per citarne alcuni, Rob Mazurek, Jeff Parker, Edoardo Marraffa, Audrey Chan, Joe Fonda, Alexander Hawkins, Tobias Delius; ha collaborato con il festival di Meccaniche della Meraviglia, realizzando alcune mostre tra cui l’unica personale dell’artista bresciano Iros Marpicati. Indica, da ormai 5 anni, organizza un laboratorio di Soundpainting aperto al pubblico dove riunisce musicisti professionisti e non, attori, danzatori, pittori e video-makers in un’unica orchestra multidisciplinare: l’INDICA SOUNDPAINTING ENSEMBLE. Il Soundpainting è un linguaggio multidisciplinare per la composizione in tempo reale. Elaborato dal musicista americano Walter Thompson, permette a un direttore di indicare al gruppo, in tempo reale, chi, che cosa, come e quando intervenire nell’azione performativa. Il gruppo, con le sue risposte, influenza a sua volta le azioni del conduttore. Queste condotte vengono seguite attraverso l’utilizzo dell’improvvisazione e di un approccio pragmatico che insieme consentono di avvicinarsi, scavare, rinnovare e meglio comprendere le varie discipline artistiche e i loro processi di costruzione e creazione. Tutte caratteristiche che permettono di far coesistere all’interno del laboratorio musicisti provenienti da qualsiasi area e formazione musicale - nonché di diverso livello di competenza strumentale -, insieme a non musicisti, danzatori, attori e artisti grafico-visuali.

INDICA collabora con MECCANICHE DELLA MERAVIGLIA e WE INSIST! Records con cui progetta due eventi in condivisione: INDICA EXHIBITION (una mostra in collaborazione con MECCANICHE DELLA MERAVIGLIA) e WE INSIST! FESTIVAL (una tre giorni che coinvolge gli artisti della giovane etichetta discografica milanese e che ha come obbiettivo la presentazione dei progetti dell’etichetta e la produzione di un disco registrato live durante il festival).

Indica si riappropria di uno spazio, fisico ma anche immaginativo, necessario all’espressione di idee autonome, radicate nella ricerca e nella scoperta di quello che prima non c’era. Riappropriandosi dei mezzi espressivi, compresa la parola, cercheremo di fare chiarezza attraverso l’ascolto, l’informazione, il confronto e la divulgazione.

 

 

IL PROGRAMMA

19 - 20 FEBBRAIO 2022

WE INSIST! FESTIVAL

MO.CA - Centro per le nuove culture

 

19 febbraio, h 21.00

Pipeline 9

Tom Raworth: voce registrata, Gabriele Mitelli: pocket trumpet, flughelhorn, genis, Sebi Tramontana: trombone, Giancarlo Nino Locatelli: clarinetti, Alberto Braida: pianoforte, Gianmaria Aprile: chitarra, electronics, Luca Tilli: violoncello, Andrea Grossi: contrabbasso, Cristiano Calcagnile: batteria

Pipeline significa conduttura, ma anche (means to spread a rumor) di bocca in bocca. Può indicare un oleodotto così come, in informatica, un percorso di ricezione e elaborazione dati. In the pipeline vuol dire in cantiere, in arrivo, in corso di realizzazione. Seguendo oblique associazioni Locatelli associa il termine all’idioma giapponese Ishin-denshin: “ciò che la mente pensa, il cuore trasmette”, quindi alla comprensione silenziosa, alla comunicazione non verbale. Così come all’espressione face to face, faccia a faccia.

Il progetto Pipeline nasce da subito come ensemble mobile (Pipeline 3 & 5 “US” We Insist! Records) e come ottetto ha pubblicato Pipeline 8 “Prayer” (2018, We Insist! records), interamente dedicato alla musica di Lacy.

La formazione riunisce musicisti che da tempo collaborano fra loro e che provengono e operano in mondi musicali molto diversi: il jazz, la musica classica, l’improvvisazione radicale, il rock e l’ambient-noise sperimentale. Attualmente il gruppo sta concretizzando un lavoro iniziato 25anni fa da Giancarlo nino Locatelli in compagnia di Tom Raworth (1938 - 2017). A decent run, le ultime parole scritte sul suo sito da Tom Raworth, è diventato dopo alcune trasmutazioni il titolo definitivo del lavoro. Lavoro che nasce dal suono del testo letto dalla voce del suo autore, dall’indagine sul suono e sul rapporto fra i suoni, dalla sovrapposizione dei suoni, delle voci e dei piani sonori, come un desiderio di polifonia nello spazio, di polifonia di polifonie. Musica caratterizzata dal continuo cambiamento del punto di vista e dalla moltiplicazione dei punti di vista, prospetticamente rivolti all’infinitamente piccolo e all’infinitamente grande, al passato e al futuro.

 

20 febbraio, h 11.00 Alberto Braida / Silvia Bolognesi / Cristiano Calcagnile // CATS IN THE KITCHEN

Alberto Braida si è confrontato più volte con la tradizionale formula del trio. Il suo primo disco “Trio 97” (CMC rec.) con Tito Mangialajo Rantzer e Carlo Virzi risale al 1997 e del 2004 è “Di Terra” (Nu Bop Records) con Lisle Ellis e Fabrizio Spera. In Cats in the kitchen ha riunito due musicisti che vantano numerose collaborazioni internazionali di cui ricordiamo quelle con A. Braxton e l’AEOC, e non hanno quindi bisogno di ulteriori presentazioni. Il trio si muove liberamente a partire da “semplici e circolari” composizioni originali a firma del leader.

Tre gatti sul filo, che sembrano sul punto di cadere e che inaspettatamente e di sorpresa ritrovi in piedi ben saldi. Musica solo apparentemente semplice, come i disegni dei bambini, ma che poi si rivela ricca di dettagli e particolari. I tre gatti giocano con lo stesso gomitolo e si lasciano, il gomitolo sembra sparito, ognuno sembra andare per la sua strada ma il gomitolo ricompare al centro del gioco. Il gioco è gomitolo, il gomitolo è filo, il filo sono i gatti e i gatti sono gomitolo: che meraviglioso groviglio!”

 

h 11.45 Paolo Gaiba solo (clarinetti, elettronica) // RIVA

Paolo Gaiba Riva (alias PGR) ha studiato basso jazz alla civica di Milano, ha poi trascorso cinque anni in Norvegia e uno in Olanda. È passato ai clarinetti, contralto e Sib, e all’elettronica viaggiando spesso soprattutto in Asia, spinto dalla pratica dell’incontro e dalla curiosità di respirare nuove culture. In Cina, Giappone, Taiwan ma anche Canada e sud-est asiatico si è incrociato con musicisti di vario genere e attitudine. Spaziando dal noise all'improvvisazione in maniera non convenzionale, la sua ricerca, nei modi e nelle tensioni, tende verso quella che possiamo definire libertà nella (non)composizione. Ora si dedica allo sviluppo di quello che definisce "feedback clarinet", avvicinando i due mondi a lui cari, il noise elettronico e la libera improvvisazione acustica. I risultati passano dall'errore alla ripetizione, dal caos ai silenzi.

 

h 18.30 Mitelli / Edwards / Sanders trio

Gabriele Mitelli: pocket cornet, alto flughelhorn, soprano sax, elctronics, voice, John Edwards: double bass, Mark Sanders: drums

Per il suo nuovo trio Gabriele Mitelli ha creato un ensemble internazionale, di programmatica presa di distanza dai luoghi comuni, dalle formule comode e dal risaputo. Per un viaggio al centro dell'improvvisazione nel quale il jazz torna ad essere un costante azzardo, una pratica estrema, un rischio da prendersi per spingersi ogni volta un passo più in là. Compagni di avventura due musicisti inglesi che del rumore e della rivolta hanno fatto un progetto di vita: John Edwards al contrabbasso e Mark Sanders alla batteria. I tre sono infaticabili sperimentatori, ascoltati al fianco di Evan Parker, Rob Mazurek, Roscoe Mitchell, Sunny Murray, Peter Brötzmann, Louis Moholo, Wadada Leo Smith; nomi ed esperienze che sono più di un biglietto da visita, che parlano di coraggio e di libertà, di onestà e di dedizione. Tenetevi forte: c'è tutto un mondo da scoprire.

 

h 19.30 Aperitivo con We Insist!

 

h 21.00 Cristiano Calcagnile solo (percussioni) // STOMA

Il solo mette a dura prova chiunque decida di affrontare l’impresa. Il musicista deve scegliere ogni cosa: suonare o non suonare, suonare questo o quello, adesso o ancora no, più o meno, meno o più. Si finisce col pensare, che non è mai bene mentre si suona. Manca sempre qualcosa. Ai fiati manca la possibilità di avere suono intorno senza soffiare e poter così avere una pausa per “pensare”, al pianista manca la possibilità dei suoni singoli in crescendo, al batterista mancano le note. A tutti manca quello che gli altri hanno. Si è sempre senza rete, non c’è nessuno che risponde, propone, commenta o aggiunge. Manca l’altro. Dopo il ricco cofanetto St()ma (WE Insist! Records), dove una chitarra autocostruita suppliva alla mancanza delle note, Cristiano Calcagnile affronta di nuovo il solo ma in una dimensione più scarna. In “senza le note” nel flusso improvvisato che scolpisce ritmicamente lo scorrere del tempo acquista enorme importanza il timbro, il suono non intonato, quasi intonato e alle volte anche intonato.

 

h 21.30 Luca Tilli & Sebi Tramontana meet Steve Beresford

Sebi Tramontana: trombone, Luca Tilli: violoncello, Steve Beresford: pianoforte

Improvvisatore, compositore, produttore, insegnante, conferenziere, polistrumentista, e collaboratore in progetti pop, Steve Beresford ha attraversato, frequentato, sostenuto e distrutto innumerevoli generi” (John Zorn). Beresford incontra qui per la prima volta il duo Tilli/Tramontana che nel campo della musica improvvisata collabora ormai da dieci anni e ha pubblicato il bel lavoro per la We Insist! Records “Down at the docks”. La frizione fra l’aplomb britannico con la multiforme personalità italica e l’amore e la serietà di fondo verso la musica lasciano immaginare un trio ricco di verve, trovate e profonda leggerezza.

 

13 MARZO 2022

Sunday in MO.CA - Centro per le nuove culture

 

Dalle h 15.00 alle h 18.00

Sound painting lab

 

h 21.00

Mike Cooper solo (steel guitar)

La musica di Cooper è incentrata sull'improvvisazione e sulla composizione istantanea. Lo strumento principale che usa è una chitarra Lap Steel, strumento solitamente associato alla musica hawaiana o al country americano. Tuttavia la sua intenzione è stata quella di liberarla da quel cliché e da quei generi. La Lap Steel guitar è usata per suonare musica in molti altri luoghi e stili in tutto il mondo, come il vietnamita, il coreano, l'indonesiano, l'indiano; queste musiche hanno influenzato il modo di suonare di Cooper al pari della la libera improvvisazione europea, il free jazz, il blues, il pop contemporaneo e la musica esotica. Aumento la Lap Steel, che è analogica, incorporando effetti digitali per trasformare il suo suono e utilizzando due tablet Samsung e un iPhone con una varietà di applicazioni per costruire le mie improvvisazioni e composizioni istantanee dal vivo. A volte uso anche la mia voce. 

 

Axel Dorner solo (tromba, elettronica)

Compositore e improvvisatore, Axel Dörner ha sviluppato un linguaggio musicale unico e personale, nel quale fa uso di tecniche innovative ed elettronica. Ogni brano è di fatto una composizione in tempo reale, fatta di elementi musicale eterogenei, ma anche di corporeità, spazialità, tempo e pensiero. E, infine, c’è lo spazio dell’ascoltatore, co-interprete del lavoro attraverso la sua esperienza e la sua immaginazione.

 

24 APRILE 2022

Sunday in MO.CA - Centro per le nuove culture

 

Dalle h 15.00 alle h 18.00

Sound painting lab

 

h 21.00

Alessandra Novaga solo (chitarra)

I Should Have Been a Gardener è un lavoro dedicato a Derek Jarman, ai suoi diari, al suo giardino, alla sua vita, alla grande influenza che ha avuto sulla cultura degli anni ‘80 e ‘90. E’ un ritratto dell’uomo ispirato dalla vita, dalla morte, dall’impegno politico e dal giardino, un affresco composto dalla musica che Jarman amava e ascoltava, come The Wound Dresser di John Adams, dalla musica su cui ha lavorato, come It’s a Sin dei Pet Shop Boys, e da quelle che la musicista ha composto dopo un lungo viaggio interiore nel mondo del regista inglese. Suono e silenzio lavorano insieme, la musica cerca redenzione e purificazione in un’atmosfera viva e malata allo stesso tempo, come il suo giardino a Prospect Cottage, un luogo magico dove i coloratissimi fiori che sbocciano tra i ciottoli e le croci costruite con i ferri arrugginiti lasciati dal mare sulla spiaggia, convivono tra il mare e una centrale nucleare all’orizzonte. Nel luglio del 2020 è stato pubblicato da Die Schachtel.

 

Live di expanded cinema di Luis Macias, a cura di Nomadica

 

Kaja Draksler: pianoforte,Tobias Delius: sax, Christian Lillinger: batteria

La trentacinquenne pianista slovena, di casa ad Amsterdam, da anni tra le più importanti musiciste e compositrici dell’avanguardia europea, si esibisce in uno spumeggiante trio animato dal veterano Tobias Delius, sassofonista anglosassone di stanza a Berlino e animatore dell’ICP olandese, e dal giovane percussionista tedesco Christian Lillinger, nominato nel 2021 in Germania musicista dell’anno e batterista dell’anno.





22 MAGGIO 2022

Sunday in MO.CA - Centro per le nuove culture

 

Dalle h 15.00 alle h 18.00

Sound painting lab

 

h 21.00

Pierangelo Taboni plays the music of Giancarlo Facchinetti

I dieci studi per pianoforte di Giancarlo Facchinetti interpretati dall’eccezionale pianista bresciano Pierangelo Taboni, che dalle composizioni dell’indimenticabile Maestro trarrà spunto per proporre le sue proprie composizioni estemporanee. Condotto “al di là” attraverso l’esecuzione dell’opera scritta, il musicista camuno darà forma e vita al suo pensiero creativo sviluppando una sequenza di quadri sonori suggestionati dalle mirabili architetture del compositore bresciano.

 

Fabrizio Puglisi: pianoforte, Günter Baby Sommer: percussioni

Gunter Baby Sommer e Fabrizio Puglisi s’incontrano al Goethe-Institut di Palermo nel 2011 suonando nell’Ensemble Curva Minore con Gianni Gebbia, Pasquale Innarella, Gaia Mattiuzzi e Lelio Giannetto. Da allora nasce l’idea di una collaborazione in duo che finalmente diventa realtà nel 2013 in occasione di due concerti presso Area Sismica a Forlì ed il Centro d’Arte di Padova. Da allora la collaborazione continua negli anni in vari contesti, decidendo infine di documentare il proprio lavoro in duo nel CD “Elements” per AUT Records, presentato il 13 dicembre 2021. L’affinità tra il pianoforte e le percussioni come strumenti ritmici ricchi di possibilità melodiche e timbriche si fonde con le estetiche di due musicisti che amano gli spazi, gli equilibri tra pieni e vuoti e la capacità di sintesi. Improvvisazione quindi ma rigorosa, con tracce compositive ed aree circoscritte da esplorare.

 

 

Eventi pomeridiani gratuiti su prenotazione sul sito: www.progettobao.com/eventi/

 

Concerti serali su prenotazione

INTERO 5 €, GRATUITO per studenti iscritti a Università, Conservatorio, Scuole di Musica e ragazzi sotto ai 20 anni: www.progettobao.com/eventi/



Indica SoundPainting lab è gratuito su prenotazione via mail: bao@progettobao.com

 

Per info:

bao@progettobao.com



Partner

Comune di Brescia // Fondazione Comunità Bresciana // MO.CA // Jazz on the road // Cavalli Strumenti Musicali // We Insist Records // Carmen Town

 

 

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