Ho cercato di immedesimarmi in un bambino di sei anni, ma non credo di esserci riuscito, manca l’ingenuità, la semplicità e la spontaneità dei bambini. Non voglio forzare le espressioni infantili, desidero solamente fare miei i pensieri genuini dei bambini, lontano dalle polemiche.
Rosario Amico Roxas
Caro Gesù Bambino
Anche quest’anno sei tornato fra noi in quel mistero miracoloso di Dio che si fa uomo, anche se questa volta, dopo oltre 700 anni di onesto servizio da quel primo “Presepe” che volle San Francesco, non potrai godere del calore del bue e dell’asinello, visto che le autorità vaticane ci hanno informato che ai tuoi tempi, in quella stalla non c’erano né il bue né l’asinello, trasferiti, anche loro, d’imperio nelle lunga lista dei precari.
Ma la ragione per la quale ho pensato di rivolgermi a te è un’atra, credo anche più importante.
Sono un bambino di seri anni, ammalato di leucemia e in cura presso la “Città della Speranza di Padova”, un centro all’avanguardia nella ricerca e nella terapia proprio per i tanti bambini come me.
Ora si prospetta un anno molto difficile, perché, oltre ai tagli sui finanziamenti, è arrivata un’altra tegola che taglia la borsa di studio a quattro ricercatori,impegnati prevalentemente proprio nella ricerca: il centro, infatti, ha dovuto pagare 89.000 euro di IMU, sottraendo ulteriormente fondi e, con i fondi, la nostra speranza.
Bambino Gesù, non ti chiedo il miracolo della guarigione, ma molto di meno, che può tornare utile a tutti e due: Vieni a prendermi, Gesù Bambino, e portami lontano, dove gli egoismi umani non trovano spazio e la cattiveria è sostituita con l’Amore.
Saremmo felici entrambi risparmiandoci di ripercorrere il Calvario che ci è stato riservato.
Ciao Gesù Bambino.



