Domenica, 22 maggio 2022 - ore 13.16

CASO ALER A POMERIGGIO CINQUE: RISPONDE IL COMUNE

SCOPPIA LA POLEMICA

| Scritto da Redazione
CASO ALER A POMERIGGIO CINQUE: RISPONDE IL COMUNE

In merito alla vicenda della signora R. A., inquilina assegnataria di un appartamento di edilizia residenziale pubblica a Crema, intervistata nella trasmissione “Pomeriggio Cinque” del 24 febbraio, è necessario fare molte precisazioni e rettifiche circa il racconto sensazionalistico dei fatti ad opera della trasmissione e dell’inquilina, con una ricostruzione che invece attesta la buona condotta e la correttezza dell’Amministrazione comunale.

Intanto va smentito che il Comune di Crema non si sia attivato per affrontare il problema dell’umidità rilevata nell’appartamento.

Esiste ampia documentazione che dimostra il contrario: a seguito delle problematiche segnalate, l’Azienda Aler, gestore e manutentore degli immobili ERP di proprietà del Comune di Crema, provvedeva nella settimana tra il 3 e il 10 febbraio alla posa nell'alloggio di un termoigrometro, al fine di determinare la situazione ambientale, relativamente alla formazione di condense e muffe.

Non era stato possibile farlo prima a causa delle condizioni di isolamento fiduciario di alcuni componenti del nucleo famigliare, nonostante le vibrate proteste dell’inquilina, che avanzava questa pretesa francamente irricevibile.

L’intervento, allorché effettuato, produceva una relazione, immediatamente comunicata al Comune, che stabiliva come la situazione nell’appartamento presenti alcune anomalie inspiegabili, con sbalzi repentini di umidità rilevati in alcune registrazioni, che non trovano giustificazioni in rapporto ad un normale utilizzo dell'alloggio.

Aler ha suggerito alla signora R.A. di non utilizzare la stufetta a combustibile liquido ritrovata il 3 febbraio nel disimpegno delle camere da letto, perché può causare l'insorgenza di fenomeni di condensazione dovuta ad una marcata disomogeneità delle temperature nei vari locali dell’appartamento, e l’inquilina è stata altresì invitata a liberare i termosifoni dalla copertura del mobilio, a mantenere costante la temperatura su valori minimi di almeno 19°, a trattare immediatamente la muffa e ad effettuare sempre il ricambio d'aria.

È stato programmato anche un intervento nella prossima stagione primaverile per realizzare delle contro-pareti in muratura, per il quale il Comune ha già dato la sua approvazione.

Va precisato a tal proposito che la motivazione per la quale non è tecnicamente praticabile un intervento immediato, come viceversa reclamato dall’inquilina assegnataria, è da ricondursi alla scelta di una stagione più favorevole all’asciugatura delle murature, al fine di scongiurare ulteriore accumulo di umidità.

Nelle scorse settimane sono state costanti e continue le comunicazioni tra Aler e Ufficio tecnico comunale, anche con l’interessamento diretto degli assessorati al Welfare e al Patrimonio, competenti sulla materia, nel chiedere di intervenire il prima possibile per migliorare le condizioni dell’appartamento. Il 17 febbraio, dopo aver visionato ulteriori immagini dell’appartamento, il referente comunale per i rapporti convenzionali con Aler,    Dr. Urb. Giuliano Lorenzetti, chiedeva con la massima urgenza all’ufficio manutenzioni dell’Azienda gestrice una verifica di eventuali perdite idrauliche, che potessero giustificare una presenza così massiva di acqua nell’appartamento.

Il 23 febbraio il tecnico Aler forniva all’Ente relazione che escludeva perdite idrauliche sia nell’appartamento in questione che in quelli confinanti.

Attualmente, la presenza di tutta quell’acqua, persino in un cassetto, è inspiegabile e, secondo i tecnici, incompatibile con la ricostruzione dell’inquilina. Nella stessa giornata, il tecnico comunale di riferimento chiedeva perciò di poter accedere all’alloggio per verificare di persona lo stato dell’arte, ricevendo diniego dall’inquilina signora R.A., circostanza che pare quanto meno anomala e foriera di numerosi interrogativi da parte comunale, circa la versione fornita. Un altro elemento che può chiarire la qualità dei rapporti tra il nucleo familiare assegnatario e l’Ente comunale, di costante attenzione, è l’accompagnamento del servizio comunale di Mediazione abitativa, operante anche nel contesto ERP del quartiere, intervenuto in diverse circostanze. L’ultima volta lo scorso 16 agosto: una visita domiciliare del servizio sociale e della equipe di mediazione abitativa, nella quale l’appartamento è risultato agli occhi degli operatori sociali in ottimo stato.

In tale contesto, la richiesta di un cambio di alloggio da parte dell’inquilina è stata motivata agli operatori unicamente per i deteriorati rapporti col vicinato, senza alcun accenno allo stato dell’immobile. Circostanza che alla luce dei fatti odierni appare significativa. Il nucleo familiare era comunque già noto al Servizio Sociale, che ne ha preso in carico le necessità, negli anni passati, ogni volta che si è palesato un bisogno. Oggi, dato l’impiego di entrambi i coniugi, uno dei due attraverso una cooperativa partner della Coprogettazione Sociale, il nucleo risulta vivere in condizioni economiche assolutamente dignitose, ma in ogni caso la famiglia non è certo lasciata sola.

“Ricostruzioni parziali e lacunose per puro spirito sensazionalistico o per il desiderio di apparire non ci intimidiscono”, spiega la sindaca di Crema, Stefania Bonaldi.

“Il Comune è sul pezzo e non sarà certo col ricorso ai media che l’inquilina otterrà più attenzioni di quelle che già ha. Il nucleo è seguito sia dai servizi, sia dagli Assessorati di riferimento e non abbiamo nulla, ma proprio nulla, da rimproverarci.

Le verifiche tecniche sono state tempestive e mettono in dubbio che le anomalie rappresentate nel servizio andato in onda siano minimamente compatibili con la versione fornita dall’inquilina, che peraltro ha impedito nei giorni scorsi l’accesso ad un tecnico comunale che intendeva operare un sopralluogo nella abitazione proprio per verificare quanto lamentato.

Per tale motivo stamane ho segnalato immediatamente il video e la vicenda al nostro legale, per tutelare l’azione e la reputazione del nostro Comune e l’operato dei suoi uffici”.

 

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