Congedo Paritario: Mori(Pd), voto della maggioranza è scelta politica miope e ideologica
“Il congedo genitoriale paritario e obbligatorio è la chiave più efficace per trasformare la storica asimmetria tra donne e uomini nel lavoro di cura. Significa agire sul gender pay gap, impedire che la maternità continui a trasformarsi in una tassa occulta su salari, carriere e pensioni, e costruire un welfare che redistribuisce tempo, responsabilità e libertà. È una misura di giustizia concreta, che interpella insieme uomini e donne, mondo produttivo e istituzioni, dentro una nuova alleanza sociale fondata sulla corresponsabilità. Il voto con cui la maggioranza ha respinto questa proposta è una scelta politica miope e ideologica, che rinuncia a migliorare la vita quotidiana delle persone e a intervenire in modo strutturale sulla più profonda diseguaglianza che attraversa il mercato del lavoro e le famiglie: la divisione del tempo di cura. Parliamo di cinque mesi pienamente retribuiti, obbligatori e non trasferibili per ciascun genitore, estesi anche alle lavoratrici e ai lavoratori più fragili e discontinui: non un costo, ma un investimento generativo, capace di produrre occupazione femminile, natalità, autonomia economica, qualità delle relazioni e crescita del Paese. I numeri sull’utilizzo dei congedi facoltativi – con l’84% ancora sulle spalle delle madri – dimostrano che senza una scelta paritaria e vincolante la libertà resta nominale, non sostanziale. Perché la libertà delle donne non si misura nelle enunciazioni di principio, ma nel tempo che si restituisce, nel lavoro che non si perde, nel reddito che non si riduce, nelle opportunità reali che si rendono esigibili. Redistribuire la cura significa riscrivere i rapporti di potere tra i generi e liberare energie per l’intera società. Un’altra occasione mancata. Un’altra scelta contro le donne”. Così in una nota Roberta Mori, portavoce nazionale della Conferenza delle donne democratiche.



