Giovedì, 17 giugno 2021 - ore 08.01

COSA CAMBIERA' DAL 17 MAGGIO?

Colori regioni: zona gialla, arancione e rossa. Cosa cambia dal 17 maggio? Migliorano Sicilia e Sardegna, serve più cautela per la Valle d'Aosta. E c'è chi inizia a sognare la zona bianca

| Scritto da Redazione
COSA CAMBIERA' DAL 17 MAGGIO?
in arrivo una fase nuova, che porterà nuovi parametri da adottare per la valutazione del rischio Covid in Italia, alla luce dell'aumento di vaccinazioni e in vista della stagione turistica.
 
Governo e Regioni stanno lavorando insieme per abbandonare il solito sistema del monitoraggio: via i vecchi indicatori, ci si concentrerà maggiormente sugli indici di contagio e il tasso di occupazione degli ospedali, senza escludere che le 'zone rosse' possano essere sempre più limitate a piccoli territori.
In attesa dei nuovi parametri per l’attribuzione dei colori, l’Italia la settimana prossima si appresta a diventare tutta gialla.
 
Unica eccezione potrebbe essere la Valle d'Aosta.
La Lombardia non rischia di tornare in zona arancione.
 
La regione è in zona gialla dallo scorso 26 aprile e ci resterà. L'ultimo report dell'Istituto superiore di sanità ha fotografato una "classificazione complessiva di rischio" che viene definita "moderata", ma l'indice Rt è in risalita.
 
Va evidenziato che un eventuale Rt sopra l'1 (oggi è di poco sotto) non potrebbe riportare automaticamente la regione in zona arancione. L'incidenza su 100mila abitanti è di poco superiore ai 110 e ben distante dalla soglia d'allarme dei 250. La pressione sul sistema ospedaliero continua a calare, seppure lentamente. Per quanto riguarda i dati dei contagi, ieri su 50.658 tamponi effettuati, sono stati 1.198 i nuovi positivi con il tasso di positività stabile al 2,3%. In calo ancora i posti letto occupati sia in terapiaintensiva (-6, 448) che negli altri reparti (-115, 2.441). I decessi sono stati 36 per un totale di 33.271 morti in regione dall'inizio della pandemia. Per quanto riguarda le province, ieri sono stati registrati 362 i casi nella città metropolitana di Milano, di cui 141 a Milano città, 163 a Varese, 136 a Brescia, 96 a Monza e Brianza, 85 a Como, 82 a Bergamo, 73 a Mantova, 63 a Pavia, 42 a Cremona, 33 a Lecco, 25 a Sondrio, 8 a Lodi.
 
Sempre ieri, il governatore della regione Attilio Fontana è tornato a parlare sul rivedere i parametri in base ai quali si decide il livello di rischio in cui si trova una regione e quindi le relative restrizioni.
Una posizione, quella del presidente della Regione Lombardia, non isolata ma concordata con tutti gli altri governatori. "Abbiamo proposto al Governo di modificare e rendere più semplici i parametri che verranno utilizzati per individuare le misure che consentiranno diversi gradi di libertà all’interno delle nostre regioni – fa sapere dopo la riunione della Conferenza delle Regioni, alla quale hanno preso parte il ministro degli Affari regionali, Mariastella Gelmini, e quello della Salute, Roberto Speranza. "La proposta che le Regioni presentano al Governo – conclude Fontana – è giunta al termine di un intenso e positivo momento di confronto che prevede anche l’istituzione di un tavolo congiunto per monitorare la situazione e cercare di rendere l’estate di tutti gli italiani più libera e più semplice". Per quanto riguarda il coprifuoco, Fontana ha spiegato: "Sono contento del fatto che il Governo ha intenzione di riprendere in esame la questione, quindi ci sono ottime possibilità che venga cambiata la decisione, anche perché i numeri sono molto buoni".
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