Venerdì, 27 novembre 2020 - ore 13.00

Crema L’intervento di Stefania Bonaldi per il 72° anniversario Liberazione

Il 25 aprile del 1945 pochi di coloro che sono presenti qui oggi erano nati o avevano una età tale da renderli davvero consapevoli di quanto stava accadendo. Una sottrazione di testimoni e di memoria che non potremo arrestare, ma che nello stesso tempo non possiamo tollerare.

| Scritto da Redazione
Crema L’intervento di Stefania Bonaldi  per il 72° anniversario Liberazione

Per questo da anni lavoriamo senza sosta, insieme al Comitato per la promozione dei principi della Costituzione, per trasferire nei giovani, attraverso le scuole cittadine, le chiavi di quegli eventi. Incontri che hanno visto impegnati, in ogni occasione  centinaia di studenti, come quello di venerdì scorso in Università con il prof. Pizzolato, un esperto costituzionalista.

Quando non ci saranno più testimoni oculari, vogliamo che siano i giovani a portare il testimone, perché se si smarriranno i nessi tra i sacrifici dei loro coetanei di quel tempo e i benefici di cui oggi godiamo, prime fra tutte le nostre libertà, così meravigliosamente e sapientemente declinate nella nostra Carta Costituente, ebbene se si smarriranno quei nessi non perderemo solo una parte fondamentale del nostro passato, ma non sapremo su quale basamento appoggiare il nostro futuro.

Proprio in queste settimane, per iniziativa della Pastorale Sociale della Diocesi e con vari sostenitori esterni, Crema ha ospitato prima un’ originale mostra fotografica poi una rassegna, tutt’ora in corso, sulle figure di Alcide De Gasperi e del nostro concittadino Lodovico Benvenuti, padri costituenti che molto si spesero per quei diritti e quelle libertà che ora ci paiono naturali. Essi si impegnarono anche per un ideale europeista che oggi, quando non diamo per scontato, addirittura sentiamo osteggiare da incoscienti privi di sentimento sociale, demolitori professionisti che minano qualsiasi edificio solidale si cerchi di abbozzare. Noi crediamo invece nei costruttori, per questo il percorso di consapevolezza sostenuto con gli studenti di tutta la provincia s’intitola “Essere cittadini Europei”.

Ma oggi, nell’anniversario della Liberazione abbiamo il dovere di ricordare che diritti e libertà non arrivarono per caso, per “gentile concessione”, per un colpo di fortuna, ma furono costruiti sul sacrificio di molti, che scelsero di mettere in gioco la propria vita per un ideale, perché non sopportavano di essere sottomessi e piuttosto preferivano morire. Persone in carne ed ossa, volti, nomi e cognomi, non astrazioni. Pensiamo ai 4 partigiani fucilati il 29 novembre 1944 allo Stadio Voltini, che ogni anno ricordiamo in quel luogo con una corona di alloro, orgogliosi e deferenti di fronte a questa parte di noi che ancora oggi ci obbliga a essere migliori.

Il 25 aprile 1945 non ci liberò però solo dalla dominazione tedesca, dal disonore di avere preso parte al secondo conflitto mondiale sotto la bandiera nazifascista e dall’umiliazione imposta alla nostra gente, quella stessa umiliazione che proprio Alcide De Gasperi avrebbe rappresentato l’anno successivo esordendo alla Conferenza di Parigi con un intervento tanto celebre quanto commovente.

No, quel 25 aprile segnò il passaggio all’epoca moderna, che sarebbe poi stato sancito proprio dalla nostra Costituzione e da quel formidabile capolavoro che ne rappresenta il pilastro, offerto dai principi fondamentali e da quella prima parte, che sancisce, con tratti poetici ma al tempo stesso di una concretezza ed attualità spietate, i doveri e i diritti dei cittadini e delle cittadine italiani. Diritti individuati e messi per iscritto dai padri costituenti, diritti che non possiamo contendere a chi li detiene, ma che dovremmo impegnarci a rendere sempre più accessibili, per chiunque.

È proprio per questa ragione che negli ultimi anni, accanto al poderoso impegno per la promozione dei principi della Costituzione e di una Memoria Europea Condivisa, abbiamo voluto con forza valorizzare e onorare la nostra Carta Costituzionale anche attraverso altri momenti “forti” per la comunità. Alludo alla consegna della Costituzione ai neodiciottenni e a tutti i nuovi italiani che approdano al giuramento per ottenere, dopo anni di attesa, la cittadinanza del nostro Paese. Momenti toccanti e di una emozione difficilmente descrivibile.

Per noi la consegna della Costituzione non è un momento simbolico, un rito di passaggio, un modo come un altro per celebrare una ricorrenza. Tutt’altro. Noi vogliamo destare interesse, seminare antidoti all’individualismo, richiamare l’attenzione rispetto alle tante “liberazioni” per le quali dobbiamo combattere, formare le nuove generazioni ed i nuovi italiani rispetto ai tanti “scivoloni di civiltà” che ancora oggi si consumano qui ed ora. L’impegno di chi amministra è quello di aprire porte, costruire opportunità, avvicinare individui, fare in modo che cresca il numero dei contributori al bene comune. Oggi ricordiamo la “Liberazione” fatto storico, ma per esserne degni la “liberazione” deve diventare un patrimonio “culturale” e “sociale” condiviso, custodito gelosamente da ogni cittadino ed ogni cittadina, nativo o acquisito che sia. Buona Liberazione a tutti!

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