Mercoledì, 14 aprile 2021 - ore 18.34

Dibattito PD Cremonese.PD e M5S non sono agli antipodi | Paolo Carletti

Ed io parto dall'assunto secondo il quale a parere di Luciano il pd ed il movimento 5 stelle siano agli antipodi: a mio parere premessa errata

| Scritto da Redazione
Dibattito PD Cremonese.PD e M5S non sono agli antipodi | Paolo Carletti

Continua il dibattito nel PD Cremonese. PD e M5S non sono agli antipodi | Paolo Carletti

Abbiamo letto con piacere gli interventi degli amici e compagni Luciano Pizzetti e Roberto Galletti e mi si lasci dire che sono un'autentica boccata d'ossigeno in un momento in cui, anche nel PD ed anche a Cremona, il confronto fatica a trovar posto nell'agenda politica dei dirigenti di partito; resta però un punto che fuga i dubbi di Luciano in ordine futuro del PD: a conti fatti Luciano e Roberto sono dirigenti del PD e sono gli unici a pubblicare ragionamenti che coinvolgono il futuro del Paese, questo non mi pare un aspetto da sottovalutare che ci induce a ritenere che, se pur sopita da certi atteggiamenti di difesa primordiale di posizioni, la fiamma del confronto politico è ancora o può diventare, patrimonio del PD.

Ed io parto dall'assunto secondo il quale a parere di Luciano il pd ed il movimento 5 stelle siano agli antipodi: a mio parere premessa errata, dacché al di là delle dichiarazioni muscolari provenute da tanti dirigenti di entrambi partiti, come è possibile non riconoscere che nell'arco costituzionale i soli ad avere pulsioni sociali compatibili alle nostre siano i 5 stelle?

Io credo che davvero sia necessario porre mente in modo molto serio alle alternative che avevamo dopo l'azzardo di Salvini ed alle conseguenze che avremmo avuto se tali alternative avessero gestito l'emergenza e ci avessero gestito l'emergenza e ci avessero rappresentato in Europa.

Non ci voglio pensare!

Forse non è per l'arroganza di cui Luciano si lamenta se il PD ha ignorato quel che stava accadendo consegnando a Lega e 5 stelle le istanze delle fasce più deboli del Paese. Poi, è vero, il PD ha cercato di recuperare il terreno perso, Bersani cercò un confronto nel 2013 e lì fu Grillo che perse l'occasione di far maturare un progetto di riforme, ma da qua a dire che pd e 5 stelle siano agli antipodi ce ne passa... anche perché il PD a vocazione maggioritaria ha varato una legge elettorale proporzionale che obbliga ad alleanze ed allora chiediamo con ancora con chi si possa pensare di costruire un alleanza alternativa?

Ma se questo atteggiamento del PD ha spesso lasciato intendere una certa arroganza ci si deve chiedere il motivo di un atteggiamento politicamente innaturale ma che trova la sua origine forse proprio nella natura del PD a vocazione maggioritaria, la quale vocazione o pretesa tale, vuole un filo'darroganza, che accompagni la proposta, il problema nasce quando l'arroganza resta ma la proposta viene meno.

La vocazione maggioritaria del PD di fatto non ha prodotto una legge elettorale maggioritaria, ha prodotto la desertificazione mirata delle alternative a sinistra ed ha varato una legge elettorale proporzionale senza più forze riformiste socialdemocratiche con cui allearsi!

Ma allora vien da chiedersi quale fosse lo scopo della classe dirigente che ha fondato il PD, perché se fosse stato quello di far avanzare due culture politiche ben delineate, quella democristiana e quella comunista, operando una manovra di annessione di ogni lumino acceso a sinistra, beh, direi che l'operazione è andata a buon fine.

Se però l'intenzione fosse stata quella di costruire un alternativa socialdemocratica libertaria e dinamica ad una destra tutta difesa dei confini e della famiglia tradizionale, allora direi che l'operazione non è proprio andata a buon fine e questo perché si è rifiutata ogni contaminazione politica per preservare la tutta presunta superiorità di due culture che peraltro sono quelle arrivate chiaramente col fiato più corto alla fine del secolo.

 

Il PD ha imposto che lo spazio di confronto politico a sinistra dovesse essere limitato al proprio interno, respingendo però sistematicamente chiunque avanzasse davvero critiche la modello PD ed allora cosa resta da fare? spostare il dibattito all'interno del PD adesso che non è più quel monolite che sparava analisi come fossero assiomi matematici.

Questo è l'obiettivo, questa è la via per dar vita ad una serie alternativa socialdemocratica: contaminare la classe dirigente del PD e per far questo contare, non tanto sul desiderio di contaminazione della stessa classe dirigente, quanto sulla necessità che tale contaminazione avvenga nel più breve tempo possibile, altrimenti quel grumo di potere di cui parlava Luciano si troverà ad essere solo grumo, senza più l'ombra nemmeno del potere.

Paolo Carletti ( PD Cremona)

 

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