Domenica, 17 novembre 2019 - ore 10.52

Europei di calcio 2016, la bella favola Islandese di Giorgino Carnevali (Cremona)

Direttore Gianni Carlo eccoci, ci risiamo! Europei di calcio: cacciati fuori dalla Germania. Non è servito a nulla il richiamo della Cancelliera di “ESERCITARCI SEMPRE DI PIU AL RIGORE!!!” (…esilarante la “piece” calcistica del Giannino da te pubblicata sul “rigore”, va là!!!), tuttavia il rientro della squadra azzurra (almeno stavolta) non è stato accolto dai soliti “pomodori verdi fritti”.

| Scritto da Redazione
Europei di calcio 2016, la bella favola Islandese di Giorgino  Carnevali (Cremona) Europei di calcio 2016, la bella favola Islandese di Giorgino  Carnevali (Cremona)

Già, la nostra nazionale, quella della pelota, quella dei milioni e milioni di euro che ci “giranointorno”, calciatori, accompagnatori al seguito….compresi! Vorrotti (ti vorrò) edulcorare (rendere dolce e gradevole una delle tante realtà) con una mia personale (non tanto poi solo mia) appunto realtà sulla nazionale islandese, da poco (pure lei) tornata a casa ma con ben diversa accoglienza, un’accoglienza che, per chi ha avuto modo di seguire, ha messo letteralmente i brividi. E non poteva essere altrimenti. Folla oceanica, coinvolgimento totale, euforia alle stelle. E poi canti, suoni, balli. Era alla sua prima partecipazione assoluta agli Europei, ed a sorpresa ha conquistato un ottimo piazzamento come i quarti di finale. Ed è per questo che a Reykjavik, la capitale, diverse decine e decine di migliaia di persone si sono radunate per salutare la squadra appunto appena rientrata. Fa conto che è una nazione insulare dell'Europa settentrionale, situata nell'oceano Atlantico settentrionale, tra la Groenlandia e la Gran Bretagna, a nordovest delle Isole Fær Øer. Area: 103.001 km² ed una popolazione di circa  323.000 abitanti. Fa conto ancora che in Italia noi!!!...siamo circa 60 milioni di abitanti su di una superfice di circa 301.000 kmq. E’ un “fulmine a ciel sereno” tirare le somme. E che somme! Inevitabile poi non fare menzione dei tanti Geyser islandesi, l'anima calda dei vulcani che arriva fin lì in superficie. Ingegnoso quel popolo: i vapori e le acque bollenti del sottosuolo vengono catturate per scaldare gli edifici. Capito mi hai? Così…giù ad intonare un bel 'Geyser Sound' collettivo tutto quel popolo colà radunato! Dopo aver allietato gli stadi in Francia, capitan Gunnarsson e compagni hanno scandito il ritmo della particolare danza anche davanti alla marea umana che si era riunita per celebrare una delle favole più belle di Euro 2016. Ma ciò che più mi ha coinvolto con una emozione senza precedenti, è stato l'inno nazionale dell'Islanda, “Lofsöngur” (Canto di preghiera) (chiamato anche Ó Guð Vors Lands). L'inno risale al 1874, addirittura. Una musica da canto religioso, talmente dolce, melodioso, raffinato, di origine strana, bello da ascoltare, singolare, dove le voci e la musica si fondono all’unisono per creare una vera ed autentica armonia commovente. C’è il silenzio, poi le braccia aperte: via agli applausi e al grido unisono, tutto sincronizzato. Oltre ad essere bello da sentire, l’inno pop degli islandesi è divertente anche da guardare. Ha un nome tutto questo, haka-hu. È un mix tra la danza tipica Māori portata alla ribalta dagli All Blacks (haka) e un coro di origine scozzese (hu). Gli islandesi sono tornati a casa, eliminati ma non “sconfitti”. Questo fa capire come il calcio venga vissuto in tutt’altra maniera rispetto ai maggiori campionati del Vecchio Continente. Ti risparmio, amico mio Gianni Carlo, va là, il testo integrale dell’inno in autentica quasi indecifrabile lingua islandese, è un macigno nella traduzione. Mi garberebbe invece che tu lo pubblicassi (così come io te lo allego), sul tuo sempre interessante sito. Ascoltarlo in silenzio, in meditazione, in pace col proprio animo…beh è una bella sfida oggi giorno per noi, ragazzi di “ieri”, è una fuga dentro il cuore!  

Giorgino  Carnevali (Cremona)

 

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