Lunedì, 14 ottobre 2019 - ore 10.23

Nosocomio cittadino, chirurgia generale, le eccellenze si costruiscono di Giorgino Carnevali (Cremona)

Chirurgia Generale L’equipe, il cui impegno, la competenza, la preparazione professionale, ma soprattutto l'esempio di umanità che oggi difficilmente si riscontra nelle strutture sanitarie, la dicono lunga.

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Nosocomio cittadino, chirurgia generale, le eccellenze si costruiscono di Giorgino  Carnevali (Cremona) Nosocomio cittadino, chirurgia generale, le eccellenze si costruiscono di Giorgino  Carnevali (Cremona) Nosocomio cittadino, chirurgia generale, le eccellenze si costruiscono di Giorgino  Carnevali (Cremona) Nosocomio cittadino, chirurgia generale, le eccellenze si costruiscono di Giorgino  Carnevali (Cremona)

Onesto direttore, alcune volte succede, ed allora senti su. Dicono che la sanità barcolli, che faccia  acqua da tutte le parti, che gli scandali siano all’ordine del giorno. A me non pare poi così tanto allo sbando la nostra sanità (almeno qua da noi). Dopo anni di incertezze, di tentennamenti…siamo arrivati al “dunque”. Mi fo coraggio, ed allora mi rivolgo alle strutture pubbliche sanitarie specializzate. Ho deciso, mi ricovero. Reparto? Chirurgia Generale (3° e 4° piano del nostro ospedale). L’equipe, il cui impegno, la competenza, la preparazione professionale, ma soprattutto l'esempio di umanità che oggi difficilmente si riscontra nelle strutture sanitarie, la dicono lunga. Medici, infermieri, specializzandi, l’instancabile caposala, pittoreschi, originali e diversi personaggi che vengono canticchiando al tuo letto, pieni di energia fin da inizio giornata, a disbrigare le pulizie (alle 6,30 di mattina, bestia!). Così improvvisamente te li trovi amici. Con loro si instaura una solidarietà piacevole, quasi allegra, come di chi condivide  qualcosa di importante e che “la gente di fuori” (le persone sane che sempre irrompono con la loro eccessiva vitalità nelle ore di visita) non conosce e non capisce. Le notti si dilatano spaventosamente, interrotte da passi, campanelli, voci mai sguaiate, piuttosto contenute. Né tanto meno ti spaventa l’accorrere a volte improvviso di infermieri e medici al capezzale di un paziente in difficoltà, perché sa che troverà aiuto, competenza, professionalità. Infine fammi spendere due paroline per la “bionda” anestesista, che mai e poi mai mi ha mollato, incitandomi ed infondendomi fiducia. E chiudo. Come non dimenticare quel simpatico originale di un cappellano, che ti scivola via in punta di piedi con garbo tra un paziente e l’altro, la discreta e sempre caritatevole sua collaboratrice, dispensatori di sorrisi e di conforto. Ognuno di loro ha un nome, una storia, qualcosa da raccontare, soprattutto un incessante incoraggiamento, un approccio personale per consolarti, per sussurrarti una parola buona: “Dai giovanotto!...non mollare, tanto…prima o poi passerà!”.  I disagi che inevitabilmente devi patire ti rendono più buono, più tollerante. Nel silenzio del tuo cuore l’animo sembra più sereno. E preghi, con tutte le tue forze, affinché tutto si risolva al meglio. “Visto, ce l’hai fatta, domani dimesso”. Pensierino: andatene orgoglioso, egregio direttore generale, roba da leccarsi le dita, di questi tempi, va là. Le “eccellenze” non si improvvisano, si costruiscono, giorno dopo giorno.  E stavolta è’ davvero tutto.

Giorgino  Carnevali (Cremona) 

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