Lunedì, 03 ottobre 2022 - ore 08.10

Iran - Su fine delle sanzioni i conti non tornano

Prandini: Nuovo export per 40 milioni l’anno, ma senza la Russia persi 20 milioni ogni mese

| Scritto da Redazione
Iran - Su fine delle sanzioni i conti non tornano

Iran, sulla fine delle sanzioni i conti non tornano. “Se da una parte l’export agroalimentare italiano verso Teheran dovrebbe raggiungere i 40 milioni di euro all’anno entro il 2018 ed è una buona notizia - spiega Ettore Prandini, Presidente di Coldiretti Lombardia - dall’altra per colpa dell’embargo alla Russia stiamo perdendo 20 milioni di euro al mese e non si tratta di una buona notizia. Mi pare che i conti non tornino e che sia un chiaro esempio di strabismo commerciale. Così non va”.

Anche perché è dall’agosto 2014 che UE e USA sono ai ferri corti per l’Ucraina con la Russia, con una serie di ritorsioni commerciali che hanno bloccato l’esportazione di frutta, verdura, formaggi, carni, pesce e salumi verso Mosca “togliendo ai nostri tesori agroalimentari un mercato importante e favorendo al tempo stesso falsi e imitazioni dei veri prodotti italiani - spiega Prandini – Abbiamo trovato una via d’uscita sull’Iran, possibile che non si possa risolvere la situazione con la Russia? Oppure Mosca vale meno di Teheran? Non credo. Mi sembra una contraddizione, come la doppia morale della UE sull’obbligo dell’indicazione di origine sui prodotti israeliani”.

Da un lato – dice Coldiretti Lombardia - la UE chiede a Israele la massima trasparenza lungo tutta la sua filiera ma poi dentro i suoi confini l’Unione Europea sostiene che la stessa trasparenza rappresenta un ostacolo alla concorrenza e che quindi l’origine delle materie prime non deve essere indicata in maniera chiara ed evidente. “E’ un esempio di doppia morale viziata da interessi politici ed economici. Non vorrei ci fosse la stessa logica strabica su Iran e Russia” conclude Prandini.

Fonte Coldiretti Lombardia

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