Giovedì, 15 aprile 2021 - ore 03.45

L’agricoltura europea di domani spiegata dal Kyoto club

Sostenere i redditi degli agricoltori, garantire generi alimentari a prezzi accessibili a tutti, tutelare il paesaggio e affrontare i cambiamenti climatici: la sostenibilità riparte dai campi

| Scritto da Redazione
L’agricoltura europea di domani spiegata dal Kyoto club

L’Unione europea è stata spesso tacciata di essere impotente, o peggio, dannosa. I suoi detrattori puntano il dito contro la sua inefficienza, accusandola di essere un freddo comparto di burocrati che per nulla impatta nelle nostre vite di ogni giorno. Ma forse molti di loro non sanno che Unione europea significa anche libertà dalla fame e dalle carestie: in poche parole significa anche Pac, la Politica agricola comune, una delle grandi politiche che hanno fatto prima la Cee e poi la nostra Unione.

La Pac è stata infatti varata nel 1962 per afforontare diverse sfide, e rappresenta una stretta intesa tra agricoltura e società, tra l’Europa e i suoi agricoltori. Tra i suoi obiettivi prevede di sostenere i redditi degli agricoltori, garantire generi alimentari a prezzi accessibili a tutti, tutelare il paesaggio e affrontare i cambiamenti climatici.

Proprio alla più antica politica comunitaria Kyoto club ha dedicato un ciclo di webinar (consultabili gratuitamente e integralmente qui) che si inseriscono all’interno del più ampio progetto “Cnc – Per una Pac amica del clima”, sostenuto dalla direzione generale “Agricoltutra e sviluppo rurale” della Commissione europea.

Il progetto punta a sensibilizzare i giovani agricoltori con uno sguardo alla sostenibilità ambientale e alla riduzione delle proprie emissioni. Pensiamo sia importante avviare un dialogo tra la Commissione, i rappresentanti politici, le associazioni del settore e le parti interessate in modo che la Pac possa essere uno strumento avanzato che tuteli produttori, consumatori e anche clima ed ambiente.

L’Ue punta a ridurre del 55% le proprie emissioni entro il 2030 e il Green deal prevede un continente climaticamente neutro al 2050. L’agricoltura è chiamata dunque ad un compito importante, ossia ridurre le proprie emissioni e contribuire positivamente al bilancio dei gas climalteranti.

Ma sono stati davvero diversi i temi toccati durante il ciclo di incontri. Si è parlato tanto di ambiente, ma anche di migranti e agricoltura sociale, che utilizza le pratiche agricole al fine di generare benessere per la comunità locale e realizzare attività di rilevanza sociale rivolte a persone in situazione di disagio. E si è affrontato anche il tema delle donne, sottolineando la loro importanza nel settore: il 32% delle aziende agricole italiane è infatti gestito completamente da donne.

C’è poi la questione legata all’agricoltura biologica: con le strategie Farm to fork e Biodiversità, la Commissione europea si è impegnata ad attuare una svolta verde per affrontare la sfida globale della crisi climatica, la crisi economica e l’emergenza sanitaria, prefissandosi 3 obiettivi: ridurre del 50% i pesticidi rispetto a quelli che vengono usati oggi, arrivare al 25% di superficie bio coltivata (attualmente è circa l’8%) e lasciare almeno il 10% dei terreni usati attualmente per l’agricoltura per assicurare la biodiversità.

Ma sono stati davvero molteplici le problematiche affrontate, dall’agricoltura conservativa e di precisione per la tutela del suolo all’importanza dell’agricoltura per la rigenerazione urbana, dallo spopolamento delle aree urbane alla catena di valore agroalimentare. Infine, un focus sulla Pac online, sugli hastag e le sue pagine ufficali e una lezione dedicata al funzionamento delle banche dati online.

Tutto questo è Cnc – Per una Pac ad emissioni zero. Il progetto continuerà in primavera con lo svolgimento di lezioni online rivolte ai giovani agricoltori degli Istituti agrari, per concludeersi poi il prossimo luglio.

Certamente quello che non terminerà è l’impegno di Kyoto club per l’ambiente ed il clima, e per un’economia circolare e a zero emissioni.

di Giacomo Pellini, Kyoto club per greenreport.it

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