Lavoro, Guerra (Pd): da FdI attacco violento al diritto di sciopero
"Invece di garantire il rispetto e il rinnovo dei contratti collettivi, e adoperarsi per il miglioramento di condizioni di lavoro spesso al limite della sostenibilità nel campo dei trasporti, dalla maggioranza arriva la solita risposta repressiva: comprimere il diritto di sciopero. Un diritto allo sciopero che, nel nostro paese, per quanto riguarda i servizi essenziali, già contempera il fondamentale diritto alla protesta da parte dei lavoratori con il diritto alla mobilità da parte dei cittadini, con regole su preavvisi e fasce orarie garantite.
L’adesione anticipata allo sciopero, in forma scritta e per giunta irrevocabile, richiesta dall’emendamento sponsorizzato da Fratelli d’Italia alla legge di bilancio, è un attacco violento al diritto allo sciopero. Non solo ne riduce l’efficacia ma, soprattutto, espone gli aderenti a ricatti e pressioni, e preclude la possibilità stessa di avere il tempo per valutare, nel confronto coi sindacati e sul luogo di lavoro, in un senso o nell’altro, la propria adesione.
D’altro lato, abbiamo già visto che il diritto allo sciopero, come ogni tipo di contestazione, dà davvero fastidio a questa maggioranza, che, dalla Presidente del Consiglio in giù, irride coralmente i lavoratori che vi aderiscono, dipingendoli come lavativi in cerca di ponti festivi, che ricorre, col ministro Salvini, a precettazioni continuamente minacciate, attuate in forme discrezionali, a volte sanzionate come illegittime dal tribunale, che cerca di offuscare le ragioni dei lavoratori puntando sul malcontento dell’utenza.
Come Partito democratico ci opponiamo con forza a questa deriva liberticida e autoritaria: non è un caso che, mentre il regime fascista aveva abolito il diritto di sciopero, la nostra Costituzione lo ha riconosciuto come diritto fondamentale dei lavoratori."
Così Maria Cecilia Guerra, responsabile Lavoro nella segreteria nazionale del Pd.
Roma, 16 novembre 2025
"Invece di garantire il rispetto e il rinnovo dei contratti collettivi, e adoperarsi per il miglioramento di condizioni di lavoro spesso al limite della sostenibilità nel campo dei trasporti, dalla maggioranza arriva la solita risposta repressiva: comprimere il diritto di sciopero. Un diritto allo sciopero che, nel nostro paese, per quanto riguarda i servizi essenziali, già contempera il fondamentale diritto alla protesta da parte dei lavoratori con il diritto alla mobilità da parte dei cittadini, con regole su preavvisi e fasce orarie garantite.
L’adesione anticipata allo sciopero, in forma scritta e per giunta irrevocabile, richiesta dall’emendamento sponsorizzato da Fratelli d’Italia alla legge di bilancio, è un attacco violento al diritto allo sciopero. Non solo ne riduce l’efficacia ma, soprattutto, espone gli aderenti a ricatti e pressioni, e preclude la possibilità stessa di avere il tempo per valutare, nel confronto coi sindacati e sul luogo di lavoro, in un senso o nell’altro, la propria adesione.
D’altro lato, abbiamo già visto che il diritto allo sciopero, come ogni tipo di contestazione, dà davvero fastidio a questa maggioranza, che, dalla Presidente del Consiglio in giù, irride coralmente i lavoratori che vi aderiscono, dipingendoli come lavativi in cerca di ponti festivi, che ricorre, col ministro Salvini, a precettazioni continuamente minacciate, attuate in forme discrezionali, a volte sanzionate come illegittime dal tribunale, che cerca di offuscare le ragioni dei lavoratori puntando sul malcontento dell’utenza.
Come Partito democratico ci opponiamo con forza a questa deriva liberticida e autoritaria: non è un caso che, mentre il regime fascista aveva abolito il diritto di sciopero, la nostra Costituzione lo ha riconosciuto come diritto fondamentale dei lavoratori."
Così Maria Cecilia Guerra, responsabile Lavoro nella segreteria nazionale del Pd.
Roma, 16 novembre 2025



