Lunedì, 26 ottobre 2020 - ore 22.57

LE FIABE DI NONNO AGOSTINO: LA CAPRA TUTTA D’ORO | Agostino Melega (Cremona

C’era una volta una capra tutta d’oro che viveva in un paese lontano lontano. Nessuno, però, la poteva vedere, perché di giorno viveva nascosta in una caverna vicino ad un villaggio di palafitte, mentre di notte usciva a brucare l’erbetta dei prati, indossando un mantello tutto nero che la nascondeva alla vista.

| Scritto da Redazione
LE FIABE DI NONNO AGOSTINO: LA CAPRA TUTTA D’ORO | Agostino Melega (Cremona

LE FIABE DI NONNO AGOSTINO: LA CAPRA TUTTA D’ORO | Agostino Melega (Cremona

C’era una volta una capra tutta d’oro che viveva in un paese lontano lontano. Nessuno, però, la poteva vedere, perché di giorno  viveva nascosta in una caverna vicino ad un villaggio di palafitte, mentre di notte usciva a brucare l’erbetta dei prati, indossando un mantello tutto nero che la nascondeva alla vista.

Solo il gufo Tobia la riconosceva e l’informava se nei pressi vi fosse stato qualcuno, e soprattutto se si fosse avvicinata la Bilocca cornuta, affamata solo di capre tutte d’oro.

Com’è e come non è, una notte al gufo Tobia venne la tosse e non uscì dal nido posto nel cavo della quercia vicino allo stagno, e non poté andare incontro alla capra tutta d’oro di nero vestita. Chi invece si stava avvicinando furtivamente, con l’acquolina in bocca, era la Bilocca cornuta, giunta sul limitar del prato con le mascelle ben spalancate.

La capra tutta d’oro aveva proprio fretta quella notte. Essa aveva molta fame. Ed è proprio per questo che stava correndo verso l’erbetta, ma senza volerlo né saperlo essa si stava dirigendo proprio verso quella boccaccia spalancata.

 Birimbimbìn, birimbimbàm, cosa le succederà adesso? La fortuna volle che inciampasse contro una radice sbucata dal sentiero, lacerandosi il mantello. Dallo squarcio del tessuto uscì subito il riverbero dello splendore dell’oro che richiamò immediatamente l’attenzione dello sguardo della Luna, la grande regina argentata della notte.  Caspiterina, il riverbero dell’oro si combinò con il raggio della Luna, producendo un lampo d’arcobaleno che illuminò il bosco ed il prato e lo stagno ed il cavo della quercia di Tobia ed anche la bocca spalancata e buia della Bilocca cornuta.

 La capra tutta d’oro vide la gola illuminata della Bilocca cornuta e riuscì a salvarsi in tempo.

Quella brutta bestia della Bilocca cornuta tornò, lemme lemme, sui suoi passi e noi, in attesa di un’altra notte, noi tutti siamo fermi qui a stuzzicarci i denti.

Mèt en pée in so la vìida che la stòoria l’è bèle finìida (Metti un piede sulla vite che la storia è già finita).

Maggio 2020

 

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