Venerdì, 03 dicembre 2021 - ore 02.25

Le speranze nate con l’arrivo del XXI secolo

Sono passati ventun anni da quando, con l’arrivo del XXI secolo, si accendevano le speranze per un miglior futuro.

| Scritto da Redazione
Le speranze nate con l’arrivo del XXI secolo

L’euforia con cui il mondo salutò il nuovo millennio, non fu altro che l’esternalizzazione del nostro più profondo desiderio di uno sviluppo positivo. Ognuno di noi, nel profondo del proprio cuore, ha considerato il XXI secolo come un tempo in cui i nostri sogni di individui, di organizzazioni, di comunità e di nazioni si potessero realizzare.

Il mondo aveva e ha, in realtà, sete di sviluppo. Tuttavia, la percezione dello sviluppo non può essere esattamente la stessa per tutto il mondo. Di fatto, mentre i paesi più sviluppati si sforzano, ancora oggi, a consolidare i propri guadagni e si dedicano, in modo capillare, al controllo dello spazio e dell’economia globale, i paesi dell’Africa, dell’Asia e dell’America Latina, sono, ancora, allo stadio di cercare di essere in grado di andare a soddisfare quelle che sono le esigenze di base.

Quindi, il tanto auspicato e sperato sviluppo equiparato al progresso e al benessere materiale delle persone e delle nazioni è, tutt’oggi una chimera. Oltre a ciò, con l’arrivo del XXI secolo, vi era la speranza che cessassero le dittature, la corruzione politica e tutte le altre situazioni che impediscono a diversi Paesi africani, e non solo, di poter emergere.

In fondo, la notte in cui si salutò il nuovo millennio, in tutto il mondo si credette possibile che si potesse concretizzare un sogno dominato da una speranza di prosperità economica, da una speranza di stabilità politica, da una speranza per lo sviluppo tecnologico, da una speranza di soddisfare i bisogni fondamentali della vita come il cibo, l’alloggio, la sanità, l’istruzione, la libertà.

Anche in tema ambientale, vi erano speranze che si ponesse una maggiore attenzione, al fine di evitare desertificazione, erosioni e tutte quelle calamità naturali che, invece, ancora adesso vi sono proprio per la scarsa attenzione posta nei confronti dell’ambiente.

Come giustamente gli economisti e i risparmiatori si domandano dove comprare Ethereum, l’intera umanità si dovrebbe interrogare se quelle aspirazioni nate la notte in cui si festeggiava l’arrivo del nuovo millennio, fossero solamente pie illusioni.

Eppure, anche se potrà sembrare strano, ancora oggi è possibile far sì che il XXI secolo si caratterizzi anche perché si è potuto far avverare quei nobili sogni. Certo, una mano la possiamo dare tutti, ma, in ogni caso, vi deve essere una pianificazione da parte delle componenti governative dei diversi Stati.

Un primo e significativo passo, potrebbe essere investire una parte significativa della nostra ricchezza mondiale nella produzione, nella gestione e nell’utilizzo di informazioni di qualità per lo sviluppo. D’altra parte, l’informazione è da considerare come la conoscenza accumulata dall’umanità in tutti i campi. Un potente strumento che può aiutare coloro che la usano a ridurre il loro livello di incertezza. Una mancanza di gestione e uso di informazioni adeguate, comporta al quasi totale fallimento di un qualsiasi piano di sviluppo, in special modo, a breve termine.

La risorsa informativa è un nuovo tipo di capitale, quello della conoscenza. L’acquisizione sistematica e risoluta di informazioni è, dunque, fondamentale per la produttività e lo sforzo in tutto il mondo. Non per nulla, l’informazione è diventata una risorsa così preziosa che il destino delle nazioni moderne è essenzialmente legato alla loro capacità di svilupparle e sfruttarle.

Di conseguenza, non è affatto difficile prevedere che, in futuro, i paesi che non svilupperanno questa capacità saranno lasciati indietro nei settori della cultura, della scienza e dello sviluppo economico. Oltre a ciò, soffriranno di dipendenza dagli altri e, per di più, questi paesi non saranno né partner nella produzione complessiva di informazioni, né contribuiranno in modo significativo al futuro comune della civiltà.

Forse, andando a concludere, sono considerazioni come la necessità di condividere le risorse di informazione tra le culture, così come tra coloro che sono abbondantemente informati e coloro che sono più debolmente informati, sarà il beneficio che potrà far riaccendere quelle speranze nate con l’arrivo del nuovo millennio.

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