Giovedì, 13 maggio 2021 - ore 04.02

Letta segretario Pd Ora un partito da rimettere all’opera | R.Galletti (PD CR)

Un partito frazionato da gruppi di potere con cui è difficile stabilire politiche e traiettorie, individuando un gruppo dirigente all’altezza.

| Scritto da Redazione
Letta segretario Pd Ora un partito da rimettere all’opera | R.Galletti (PD CR)

Enrico Letta è il nuovo segretario del Pd Ora un partito da rimettere all’opera | Roberto Galletti (PD Cremona)

Lo aspettano e ci aspettano sfide non semplici e un partito da rimettere all’opera.

Un partito frazionato da gruppi di potere con cui è difficile stabilire politiche e traiettorie, individuando un gruppo dirigente all’altezza.

Il Partito Democratico è da tempo in crisi motivazionale e di rappresentanza. Letta ha parlato di tante cose: di essere un partito dei giovani, delle donne, ha parlato di diritti e del lavoro, del tanto atteso ius soli e del voto ai sedicenni.

Va bene così, quello di Letta all’assemblea nazionale è stato un discorso convincente coraggioso e progressista. Ora bisogna andare avanti, non solo nel governo ma anche in parlamento, per dare spazio e gambe a questo nostro messaggio. Ma non basta.

È impegno di noi tutti rimettere in piedi un partito che stia sul fronte sociale come punto di riferimento. Che sappia dare una risposta ai bisogni di chi è in difficoltà non solo con «ristori» o «sostegni» – certamente necessari in emergenza.

Ma avviando iniziative di revisione radicale di alcuni aspetti del nostro sistema, per citarne solo alcuni: una fiscalità più equa e ridistributiva, medicina territoriale e sociale, un lavoro più tutelato e remunerativo, una scuola diversa a partire da tempi, spazi ed orari (che non siamo più nel 900) e, perché no, magari cercando di raccogliere le potenzialità della Dad.

La nostra organizzazione partitica non può e non deve appiattirsi sull’esistente, dobbiamo nutrirci di un cambiamento che nasce dai veri bisogni dei cittadini e avere la forza di un pensiero alternativo. Alternativo alla disuguaglianza e la disumanità, alternativo al saccheggio della natura, alla sterile ricerca del profitto per pochi. Un pensiero che vada oltre le certezze dell’attuale sistema economico capitalistico per coltivare, ove possibile, l’importanza e il valore della persona.

Noi dovremmo essere i naturali difensori di chi rimane indietro e di chi a paura di finirci, la nostra strada a mio avviso è ben tracciata, non rimane che imboccarla senza freni: una società inclusiva e giusta. Per questo serve un Partito Democratico forte, aperto e inclusivo.

 Troppo spesso al normale rapporto iscritti/dirigenti/amministratori si sono sostituiti rapporti amicali o fiduciari e in alcuni territori addirittura clientelari, chiudendoci in una morsa di inespressività con la sola propensione al governo degli affari correnti. È arrivato il momento di tornare nelle periferie, ma non come visitatori sporadici o osservatori attenti (che non siamo antropologi...). Ma come comunità che condivide le difficoltà delle persone, le abita e cerca di analizzarle per ri-condurle verso un progetto collettivo (che non siamo tutti tecnici ed esperti con la ricetta in tasca). Mi piacerebbe che riflessioni come queste, arrivassero al partito nazionale in modo semplice e normale.

 Le «campagne d’ascolto» di questi anni non sono servite granché, essendo rimaste all’i nterno degli attivisti più stretti. Noi eravamo quelli che vantavano radicamento territoriale, non solo sezioni e circoli, ma anche relazione e dialettica con organizzazioni sindacali, associazioni, comitati, gruppi ecc. che sono altrettanti spazi di discussione, confronto, trasmissione e socializzazione politica.

È necessario ri-connettersi anche con queste realtà, non solo quando c’è da fare campagna elettorale. Roberto Galletti Segreteria provinciale PD Cremona

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