Martedì, 30 giugno 2026 - ore 09.47

Mangiare il pesce crudo e prendersi l'anisakidosi.

La soluzione e' la cottura del pesce perche' l'anisakis non resiste a temperature superiori a 60 gradi.

| Scritto da Redazione
Mangiare il pesce crudo e prendersi l'anisakidosi.

E' un rischio concreto perche', va di moda mangiare pesce crudo, in particolare il sushi e sashimi. L'Anisakis e' un verme di 3-4 cm, che puo' infestare praticamente tutti i pesci ma le specie più frequentemente colpite sono l'aringa, lo sgombro, il tracuro, il melu', il pesce sciabola, il merluzzo, le acciughe, la sardina e le triglie.  Nessuna area di pesca marittima può essere considerata immune da larve di Anisakis.  Il vermetto provoca dolori addominali, diarrea, nausea, vomito, perforazioni dell'intestino e dello stomaco. A questi rischi ora se ne aggiunge un altro: l'allergia. Le reazioni allergiche alle larve di Anisakis comprendono gastroenterite e sintomi di natura reumatologica e dermatologica.

 La soluzione e' la cottura del pesce perche' l'anisakis non resiste a temperature superiori a 60 gradi. La legge prevede che i pesci consumati crudi devono essere lasciati nel congelatore per 24 ore a -20 gradi. La prescrizione vale anche per un piatto molto popolare: le alici marinate. Il succo di limone o l'aceto non bastano ad uccidere il parassita, occorre appunto la refrigerazione prolungata. 

Primo Mastrantoni, segretario dell'Aduc  

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