Mercoledì, 29 giugno 2022 - ore 00.36

Non sono né psicologo né sociologo ma .. di Arnaldo De Porti

SE LA DEMOCRAZIA PIU’ NON FUNZIONA ED IL SUO NOME IN ITALIA VUOL DIRE ALTRO, DOVE ANDREMO A PARARE ?

| Scritto da Redazione
Non sono né psicologo né sociologo ma .. di Arnaldo De Porti

Non sono né psicologo né sociologo ma, dopo aver superato oltre  8 decenni di vita, tra l’altro in contesti socio-professionali di un certo standing sia in Italia che nella vicina Svizzera tedesca, mi viene il coraggio di dire  - ve lo assicuro con molta umiltà  senza voler offendere nessuno -  che l’Italia è un paese che non si risolleverà più, qualunque possano essere gli strumenti per farlo. Ormai, essa è in una condizione istituzionale, a fronte della quale ogni tampone, per quanto forte possa essere, anziché servire allo scopo per porre rimedio ai problemi, esso finisce per indebolire, se non addirittura compromettere, quelli già esistenti  rivelandosi pertanto del tutto inefficace: insomma, esso costituisce un palliativo a breve termine che, alla fine, compromette anche il resto già debole.

Oggi non esistono gli strumenti per governare l’Italia e ce ne dobbiamo rendere conto una volta per tutte. La politica è impersonata, salvo rare eccezioni, da soggetti che, quanto a cultura, lasciano l’amaro in bocca e ci fanno vergognare, senza - ahimè - che esista un antidoto alla loro eliminazione stante l’instaurazione di un collante che li preserva a vita  con vitalizi, privilegi, televisione e stampa a loro servizio in quanto ormai anche il mondo mediatico è asservito ad essi, quasi sempre attraverso sostegni finanziari, in difetto dei quali, anche quest’ultimo soccomberebbe: come dire che la politica si regge sul mondo mediatico e viceversa, chi più chi meno, a seconda della consistenza elettorale.

Ormai tutto è asservito al sistema, realtà che, a breve ci farà scoppiare una bomba in mano come abbiamo visto ieri con l’incursione squadrista che ha “sequestrato e condannato in strada” un parlamentare che, anche a mio avviso, non mi è mai parso una perla.

Domanda:  “ Come si potrà disgregare detto collante che tiene in vita politici da oltre mezzo secolo e che, soprattutto agli occhi delle nuove generazioni, costituisce una sorta di tossica idiosincrasia (per usare solo un eufemismo) capace solo di far fare la belle vita a chi fruisce, spesso indebitamente, del medesimo ?”

Democrazia ? E’ un termine ancora valido, anche se W. Churchill, diceva che, malgrado i suoi difetti, di meglio non c’è”  ?  A mio avviso, essa non è più suddivisione di poteri, ma solo spartizione di privilegi. E, quindi come tale,  rifiuto questo sostantivo che dovrà essere sostituito con un vocabolo-sistema nuovo, adatto ai planetari cambiamenti,  sistema nuovo attraverso il quale, ben s’intende lungi dalla dittatura, si possa dare al Paese un assetto compatibile con le esigenze di questa nuova era. Come ?   Hanno inventato la democrazia, ora inventino qualcosa di diverso, nell’interesse di tutti, purché abbia come denominatore comune almeno il pane per tutti.  Infantilismo il mio ?

Chiudo dicendo (come ho ripetuto già parecchie volte) che il problema si risolve solo quando creeremo le condizioni affinché  il capitale non cresca sempre nelle stesse mani, ridistribuendolo invece a chi ha fame, sia di pane che di cultura, in quanto non è permesso che, in un paese ricco come l’Italia, ci sia ancora gente che muore per fame.  Ora,  Boeri parla di tagliare le pensioni…  per spostarlo verso chi sta già mangiando a tradimento (?), atteso che le pensioni d’oro non riescono a tagliarle ?

Anche le borse, lo dico per devianza professionale,  non sono diventate altro  che un gioco d’azzardo, tenuto conto che le azioni quotate in borsa  più non rappresentano il valore del capitale di aziende serie a cui detti titoli si riferiscono, ma il valore di volatili speculazioni che spesso portano alla rovina, portandosi dietro anche il comparto obbligazionario con riferimento ai debiti contratti dalle aziende stesse.  Come abbiamo visto di recente anche dalle nostre parti.

Arnaldo De Porti

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