Martedì, 16 agosto 2022 - ore 05.57

Quando il giornalismo avoca a sé utopica libertà di stampa di Arnaldo De Porti

In sintesi, giornali e politica, sono infatti lontani anni luce dalla sensazione collettiva e dal sentimento sociale.

| Scritto da Redazione
Quando il giornalismo avoca a sé utopica libertà di stampa di Arnaldo De Porti

Ormai da molto, anzi troppo tempo, la gente è stanca di leggere i giornali, di assistere a certi talk-show televisivi “gridati” al punto di doverne fare a meno degli uni e degli altri, come lo dimostrano e il calo delle vendite dei quotidiani e gli “share” sempre più striminziti di certe trasmissioni, realtà che costringe gli utenti a leggere barzellette sulla settimana enigmistica oppure a spaziare in tutti i canali televisivi per trovare le comiche di Stanlio ed Olio oppure qualche film di Banfi o Renato Pozzetto… Ormai, le notizie non fanno più notizia in quanto quasi tutto è asservito ad un sistema che più non regge e che sta in piedi solo grazie all’ostinazione di chi ha qualche interesse da difendere e il posto di lavoro da salvaguardare… Se dici liberamente queste cose manco di ascoltano o fingono di non sentire in quanto ciò verrebbe a stridere con la realtà, fino a quando non ti capita in testa una tegola che ti riporta a detta realtà: il caso Trump, ma anche ciò che sta succedendo in Italia, sono infatti il prodotto di un giornalismo deviante e di una politica ipocrita che hanno messo a soqquadro la pubblica opinione. Ovviamente, anche in questo caso, le eccezioni, seppur pochissime, vanno rispettate.

In sintesi, giornali e politica, sono infatti lontani anni luce dalla sensazione collettiva e dal sentimento sociale. 

Essendo io a cavallo di tre generazioni e, di conseguenza, in grado di fare qualche paragone, sono colto da tanta tristezza quando penso ai vari De Gasperi, Togliatti, Berlinguer,  La Malfa, Andreatta ecc.ecc. e contestualmente sento il nome dei Salvini, delle Santanchè, dei Renzi, dei Berlusconi, delle Meloni ecc.ecc., stante il grande spessore intellettuale, umano e politico dei primi rispetto appunto agli ultimi personaggi citati.

Il guaio è che si è innescato un processo mass-mediale e politico irreversibili che, in termini di tempo non proprio lontani, ci farà cadere altro che una semplice tegola in testa, ma ci rovescerà addosso improvvisamente un qualcosa da ascrivere a quella “imponderabilità” che tale non è, di cui le istituzioni succitate, in aggiunta a tante altre, ne sono invece perfettamente consapevoli. (debito pubblico, caos sociale e conflittualità incontenibile ecc.ecc.)

Esattamente come da copione scritto da Trump ed altro in corso di scrittura da parte di queste nostre sindacabili istituzioni che sono riuscite persino a…spazientire il Papa.

Ma di questo,  giornalismo e politica preferiscono non parlare.

ARNALDO DE PORTI (Feltre-Belluno.)

 

 

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