Sabato, 27 febbraio 2021 - ore 16.39

Papa Francesco parla di sport a tutto tondo: è impegno, sacrificio e riscatto

In una lunga intervista alla Gazzetta dello Sport Papa Francesco parla di sport a tutto tondo e di molti personaggi, da Zanardi a Maradona.

| Scritto da Redazione
Papa Francesco parla di sport a tutto tondo: è impegno, sacrificio e riscatto

È stata definita l’“enciclica laica di Papa Francesco sullo Sport” e in effetti parlarne come se si trattasse solo di una semplice intervista apparirebbe riduttivo: il Pontefice ha chiacchierato per ore con il vicedirettore della Gazzetta dello Sport Pier Bergonzi, il direttore Stefano Barigelli e con don Marco Pozza.

Per mesi Bergonzi e Pozza hanno lavorato alle domande da rivolgere al Papa e il frutto di questo lavoro è stato pubblicato oggi: tutta la prima pagina della Rosea e il settimanale Sport Week allegato del sabato sono dedicati al Pontefice, ma siccome si parla oltre 30mila battute, l’intervista è stata pubblicata in un libricino che oggi la Gazzetta ha regalato ai suoi lettori e che si intitola “Lo Sport secondo Papa Francesco”.

Sono stati sette i concetti chiave affrontati nell’intervista: lealtà, impegno, sacrificio, inclusione, spirito di gruppo, ascesi, riscatto. Sono valori di cui lo sport è portatore e per ognuno di essi è stato scelto un personaggio che ben lo rappresenta, come Gaetano Scirea, Pietro Mennea, Fiorenzo Magni, Muhammad Ali, Al Pacino in “Ogni maledetta domenica”, Sergei Bubka (l’ascesi anche in senso figurato) e Alex Zanardi.

Il Papa ha parlato anche di doping e ha detto che “non solo è un imbroglio, una scorciatoia che annulla la dignità, ma è anche volere rubare a Dio quella scintilla che, per i suoi disegni misteriosi, ha dato ad alcuni in forma speciale e maggiore”. Mentre per quanto riguarda il talento, secondo il Pontefice è nulla senza l’applicazione, ossia senza l’impegno e ha a tal proposito citato proprio la parabola dei talenti.

E a proposito di talento, quello di Diego Armando Maradona è sempre stato innegabile e l’intervista è stata realizzata proprio pochi giorni dopo la morte del grande numero 10, che Bergoglio, suo connazionale, ha più volte incontrato e abbracciato nel recente passato. Del grande attaccante argentino il Pontefice ha detto che “in campo è stato un poeta, ma era anche un uomo fragile”. Tra i campioni citati dal Papa, anche Gino Bartali, “Giusto tra le nazioni” di cui ha sentito parlare per il suo aiuto agli ebrei perseguitati dai nazisti e lo ha definito “un esempio”.

Bergoglio ha parlato anche del suo passato da portiere, ruolo a cui veniva relegato perché era una “pata dura”, come si è auto definito: praticamente una schiappa. Insomma, da ragazzino il futuro Francesco I amava il calcio, ma non era bravo a praticarlo e allora ecco che si è messo in porta, ma è proprio lì che ha imparato tante lezioni di vita, perché facendo il portiere bisogna essere bravi ad affrontare gli imprevisti, perché “il portiere deve essere pronto a rispondere a pericoli che possono arrivare da ogni parte”.

Ed è stato proprio un grande portiere del passato, un campione del mondo, a commentare le parole di Papa Francesco: è Dino Zoff. Il numero 1 dell’Italia che vinse i Mondiali 1982 ha detto ad Adnkronos che “i portieri non sono degli artisti, non creano, sono semmai giocatori che devono tamponare le giocate degli attaccanti avversari, in generale sono più uomini di sport, mentre per altri la preponderanza è quella dello spettacolo”. Quello del portiere è “un ruolo di solitudine, un ruolo a parte”

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