Mercoledì, 12 agosto 2020 - ore 06.25

Pendolari Linea Milano - Cremona – Mantova . Sorte fa incontri elettorali che non servono

inOrario e UTP non hanno partecipato all’incontro in programma per impegni lavorativi che ne hanno precluso la possibilità, ma sin da subito si sono dichiarati “stupiti e irritati” per come questo incontro istituzionale sia stato trasformato in un mero incontro pre-elettorale.

| Scritto da Redazione
Pendolari Linea Milano - Cremona – Mantova . Sorte fa incontri elettorali che non servono

In merito alla “Riunione Quadranti Ferroviari” convocata dall’Assessore Sorte in data odierna, il comitato inOrario e UTP desiderano comunicare quanto segue:

inOrario e UTP non hanno partecipato all’incontro in programma per impegni lavorativi che ne hanno precluso la possibilità, ma sin da subito si sono dichiarati “stupiti e irritati” per come questo incontro istituzionale sia stato trasformato in un mero incontro pre-elettorale.

Già nella convocazione l’Assessore Sorte (mai presente agli incontri di quadrante) ha dichiarato che questa assemblea plenaria (a cui sono state invitate tutte le direttrici della lombardia) sarebbe servito per fare “il punto di quanto fatto in questo quadriennio” con il proprio mandato a termine.

 Riunire in un unico incontro quanto solitamente fatto in almeno 4 o 5, dove già è comunque difficile riuscire ad entrare nel dettaglio delle criticità (solo per il quadrante sud in cui è inserita la Milano – Mantova sono presenti almeno 6 direttrici), serve solamente a non dare la possibilità a nessuno di poter avere un contraddittorio efficace, ma solo ad “imporre” le proprie decisioni per il cambio orario di dicembre (chiaramente mai anticipate e pertanto non passibili di modifiche) ed autocelebrarsi.

 Anche i rappresentanti delle altre direttrici lombarde hanno rilevato quanto sopra e per questo è stato deciso che, durante l’incontro, un “capogruppo” avrebbe letto una dichiarazione sottoscritta da tutti e che di seguito riportiamo, che inchioda alle proprie responsabilità (o meglio inadempienze) Regione Lombardia e Trenord.

 Confidiamo che il documento inviato qualche settimana fa al Comune di Cremona, e che, se possibile, sarà consegnato a Regione Lombardia e Trenord da parte dell’Assessore Manfredini, possa diventare il punto di partenza per l’istituzione di un tavolo di confronto diretto, senza avere inutili dispersioni in contradditori con altre linee, non perché minori o meno importanti, ma perché, secondo noi, un confronto diretto è più costruttivo per tutti.

 Per inOrario  Matteo Casoni |Per UTP  Andrea Bertolini

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Di seguito il testo che sarà letto durante l’incontro in Regione:

 Egregi, la presente per fare il punto della situazione ed esprimere la nostra condivisa, ragionata ed oggettiva considerazione in merito alla situazione del trasporto ferroviario in Lombardia.

Apprendiamo con interesse il comunicato in cui Trenord annunciava pochi giorni fa il record di dividendi con conseguenti premi straordinari ai responsabili degli stessi. Ma ricordiamo a Trenord, di essere parte di un contratto, il famoso “Contratto di Servizio per il trasporto pubblico ferroviario di interesse regionale e locale” per il quale la stessa riceve un cospicuo quantitativo di denaro di natura pubblica. Ed in qualità di affidataria del servizio di pubblico trasporto in Lombardia, il suo primo obbligo non è quello di garantire i più alti dividendi ai vari suoi finanziatori, ma di lavorare alacremente per onorare il contratto dalla stessa siglato. Ad oggi, purtroppo per noi pendolari lombardi ma prima di tutto cittadini lombardi, è evidente il perdurare di una situazione di inadempimento delle disposizioni contrattuali. Entrando nel dettaglio:

Art.5 (Prestazioni di Trenord): Trenord effettua i servizi di trasporto ferroviario previsti ed indicati nell’Allegato 2 e tutto il servizio deve essere esercitato con la modalità ferroviaria.  La sua mancata effettuazione con tale modalità da luogo all’applicazione delle penalità.

Nella realtà l’azienda:

-ha cercato ancora poco tempo fa di tamponare l’inidoneità di molti convogli a garantire lo standard minimo di qualità, sostituendoli con un trasporto su gomma;

- continua ad avere l’idea che molti treni serali e festivi debbano essere sostituiti con autobus;

Art.5.7 Trenord è tenuta a eseguire in modo adeguato tutte le attività accessorie alla prestazione del servizio unitario previsto dal programma di esercizio, garantendo tra l’altro la manutenzione straordinaria, ordinaria e le revisioni periodiche del materiale rotabile.

Nella realtà l’azienda:

-non riesce ad individuare le macroscopiche problematicità a livello manutentivo lasciando che la situazione continui a degenerare arrivando all’esasperazione in alcuni periodi dell’anno. Non riesce ad intervenire in maniera efficace e costruttiva sulla propria politica manutentiva. Ancora recentemente ha cercato di tamponare una situazione ormai sempre più evidentemente critica, togliendo dalle originarie composizioni dei treni quelle carrozze guaste venendosi così a creare delle composizioni spesso insufficienti per il numero di utenti.

Art.6 (Sviluppo di servizi regionali in Lombardia)[…]In particolare condivide il processo di strutturazione dei servizi attraverso il progressivo intervento nei seguenti ambiti: Punto 2: Sviluppo e consolidamento del Servizio Ferroviario Suburbano: completamento dei cadenziamenti delle linee che ancora non offrono sistemi completi. Punto11: progressivo incremento della velocità commerciale in relazione ai potenziamenti dell’infrastruttura, finalizzata al miglioramento degli standard qualitativi quali puntualità ed affidabilità. Punto 12: realizzazione e mantenimento del cadenziamento dei servizi con orario simmetrico e nodi di corrispondenza.

Nella realtà l’azienda:

-continua a mantenere gli allungamenti dei tempi di percorrenza su molte linee nonostante non vi siano più esigenze di adeguamenti a standard di sicurezza che lo giustifichino determinando un allargamento degli orari ed un evidente danno per i fruitori tutti;

-non attiva, come invece promesso, a partire dall’11 di settembre 2017, i potenziamenti che erano stati concordati, annunciati e soprattutto già finanziati;

-decide di scadenziare alcuni treni facendo di conseguenza un passo indietro di quasi 15 anni;

Art.8.1 Regione e Trenord perseguono l’obiettivo della valorizzazione del servizio suburbano

Nella realtà l’azienda:

-disattende le promesse che erano state fatte anche durante l’ultimo tavolo di quadrante non riuscendo a dare seguito alle legittime richieste di ripristino delle linee S che avrebbero dovuto essere state interessate da una modifica solo temporanea e delle linee S che avrebbero dovuto essere potenziate.

L’Art.29.3 prevede che: “La Carta (della qualità e dei servizi che Trenord ha l’obbligo di emanare) viene redatta e pubblicizzata in conformità a intese con le associazioni di tutela dei consumatori e dei pendolari”

Il contrasto tra quanto da una parte la stessa dichiara nei propri comunicati in tema di soddisfazione della clientela e la realtà portata all’attenzione di Trenord dai vari comitati, anche spesso con l’intervento di sindaci di qualunque orientamento politico, si è definitivamente palesata con l’intervento di Regione che, a seguito delle puntuali nostre osservazione e riscontrando una apparente inattività del soggetto con cui aveva concluso il contratto di servizio, è divenuta in quella sede, parte diligente del proprio dovere di vigilanza e controllo imponendo il da farsi minimo necessario.

Tutto ciò premesso, chiediamo quindi a Trenord S.r.l. se ritiene ancora di essere in grado di onorare il contratto, tenuto conto che una risposta positiva comporterebbe la necessità di un effettivo cambio di rotta rispetto a quello attuale che si sta dimostrando purtroppo incapace di trasformare il pensiero in azione ma capace di individuare nel troppo freddo, nel troppo caldo o in eventi atmosferici che non hanno alcun carattere di eccezionalità, la causa di alcune disfunzioni di una società che conta di far viaggiare in media circa 740.000 passeggeri giornalmente. Chiediamo ovviamente una risposta concreta e lo facciamo anche sulla base del secondo comma dell’art.28 del Contratto firmato con Regione secondo cui: “Rientra tra gli scopi degli incontri il produrre liste di provvedimenti chiaramente identificabili e misurabili, con cui l’azienda conta di risolvere i problemi evidenziati”.

Quanto a Regione Lombardia, la stessa nel febbraio 2017, redige il PRMT avendo come obiettivi il miglioramento della mobilità, la riduzione della congestione stradale e dell’incidentalità, ed il contenimento degli impatti sull’ambiente; nel luglio 2017, come dalla stessa ricordato, effettua uno dei più importanti investimenti per il trasporto ferroviario.                                                                                 Tuttavia tale politica si porrebbe in aperto contrasto con le scelte manageriali di Trenord, così come sopra in parte riportate.

Anche se non dovremmo essere noi a ricordarlo, ma il contratto è stato concluso tra il titolare del servizio di trasporto pubblico ferroviario – ovvero Regione Lombardia – e l’affidataria dello stesso e non viceversa. Il primo ha l’obbligo, non la mera facoltà, di vigilare sul soggetto affidatario intervenendo prontamente ed in modo convinto cosa in parte facilitata dal fatto che il titolare stesso è indirettamente azionista della società affidataria detenendo il 57,70% del valore delle azioni di FNM a sua volta azionista per il 50% di Trenord. Atteso che la capacità di controllare la conformità tra le scelte intraprese in tema di trasporto pubblico e la loro attuazione presuppone una buona dose di determinazione e convinzione nelle stesse, in questa sede gli scriventi, a nome dei pendolari tutti - senza esclusione di quelli qui presenti e destinatari della stessa – pretendono di sapere quali scelte Regione, nella persona dell’attuale Assessore Alessandro Sorte, abbiano capito essere idonee per monitorare concretamente l’operato della società affidataria e quali misure di intervento ritengono, alla luce della situazione prospettata, essere le più consone per cercare di evitare il perpetrarsi degli inadempimenti sopra esposti ricordando tra l’altro che il punto 4.2 del Contratto riconosce la facoltà a Regione di assegnare specifiche linee ad altre imprese ferroviarie qualora l’affidataria non fosse in grado di adempiere completamente. Si chiede infine a Regione di dar conto anche di quanto stia facendo in tema di investimenti infrastrutturali ed il punto a cui si è giunti con le opere realizzate da RFI.

Tenuto contro di tutto quanto sopra esposto concludiamo la presente ribadendo che una qualità alta del servizio, agognata da chiunque, presuppone la possibilità di scegliere tra una pluralità di players e per tale ragione riteniamo fermamente importante che il prossimo contratto di servizio venga assegnato utilizzando la procedura delle gare d’appalto europee.

Matteo Casoni, Comitato Pendolari inOrario, Linea Milano - Cremona - Mantova

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