Per gli evasori fiscali necessita un nuovo girone infernale| Paolo Zignani
Caro direttore, consideriamo un lieto e istruttivo comportamento adottato da un evasore fiscale cremonese. Egli, residente nel Comune di Cremona, ha la pelle bianca, come tanti altri della sua categoria, ed è circondato da molti amici, anch'essi con la pelle bianca. Come riesce a farsi così ben volere, pur essendo un evasore fiscale? Egli segue una precisa strategia: si lamenta del Comune, anzi per dir meglio lo critica continuamente invocando il decoro urbano.
Il concittadino bianco si reca ai giardini pubblici, nota la classica cartaccia gettata sull'erba e la fotografa col suo cellulare. Quindi la invia al massmedia locale corredata da severe considerazioni. C'è la finestra rotta, c'è il marciapiede sconnesso, c'è la buca per strada, c'è il "clandestino", ci sono le panchine con la vernice scrostata, ci sono quelli che spacciano e persino dei graffi su un monumento. Il messaggio è lanciato e il consenso è assicurato. Non si può sbagliare: è colpa del sindaco, dell'assessore e soprattutto della sinistra che lascia fare. Tutti vogliono una panchina più comoda di un divano, nuova fiammante e con gli angeli che intorno suonano l'arpa. La solidarietà fra evasori fiscali, benpensanti e xenofobi è garantita da una panchina immersa nel decoro urbano dei loro giardini pubblici nitidi e puliti. E che un giorno un nuovo Dante trasformi quei giardini in un nuovo girone infernale, dal quale non potranno mai più scappare.
Paolo Zignani.



