Domenica, 21 luglio 2019 - ore 09.03

Pianeta Migranti. Chi accoglie gli africani?

Mentre in Europa si difendono le frontiere anche a prezzo della morte di migliaia di persone e dei valori fondanti della nostra civiltà, mentre in Italia si fa opera di sciacallaggio sulla pelle dei migranti per un pugno di voti, in Africa si affrontano emergenze ben maggiori.

| Scritto da Redazione
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La Fondazione Nigrizia invita ad approfondire l’argomento martedì 2 maggio alle 20,30  nella conferenza Non solo occidente – L’Africa migrante, presso la Sala Africa ( Vicolo Pozzo,1 Verona). Relatore sarà Stephane Jaquemet, delegato dell’Unhcr per il Sud Europa.

“Quando si pensa al fenomeno migratorio la mente corre all’Africa. Nella percezione comune è il continente africano a detenere il record della mobilità di uomini e donne protagonisti della migrazione odierna. Percezione sbagliata: dei 244 milioni di migranti presenti al mondo nel 2015, il 43% è nato in Asia, il 25% in Europa e solo il 14% proviene dall’Africa. Se poi si scende nei particolari si sfata un altro luogo comune: la maggior parte dei migranti africani non ha come destinazione l’Europa o l’Occidente.

I dati dell’Undesa (Dipartimento per gli affari economici e sociali del segretariato delle Nazioni Unite) raccontano un’altra storia: il 52% dei migranti africani si muove all'interno dei confini continentali. Se la migrazione in Africa riguarda circa 34 milioni di persone (ovvero il 2,8% della popolazione), in 18 milioni decidono di spostarsi senza però abbandonare il proprio continente.

A questo dato se ne aggiunge un altro: l’Africa ospita il 29% della popolazione profuga mondiale. Si tratta di sfollati interni o rifugiati che scappano da conflitti e violenze. Secondo l’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr), questi compongono il 4,1% della popolazione africana e hanno come principali destinazioni l’Etiopia (738.220 tra rifugiati e richiedenti asilo nel 2015, provenienti da Eritrea, Sudan, Somalia e Sudan del Sud), il Kenya (593.881 rifugiati e richiedenti asilo, soprattutto somali) e il Ciad (474.478 persone coinvolte, in fuga principalmente dalle violenze di Boko Haram)” dice l’invito degli organizzatori della conferenza, Fondazione Nigrizia, Centro missionario diocesano, Combonifem e  Cestim.

A questi paesi si è ora aggiunta l’Uganda, che ospita poco meno di 900.000 rifugiati sud sudanesi già registrati dall’UNHCR. Molti altri sono in attesa di essere registrati nei punti di raccolta appena oltre il confine tra i due paesi. Quasi tutti sono arrivati negli ultimi 9 mesi, ad una media giornaliera di oltre 2.150 dall’inizio dello scorso luglio. L’Uganda è diventato ormai il paese africano con la maggior presenza di rifugiati. Il suo campo profughi di Bidi Bidi, con una popolazione di oltre 270.000 persone, è tra i più recenti e popolosi del mondo.

Pur essendo un paese decisamente povero, e non veramente democratico secondo gli standard da noi vantati, non ha sbarrato le frontiere, né ha costruito barriere di filo spinato e neppure ha minacciato di chiudere in campi di concentramento i nuovi arrivati. Anzi, continua ad avere una politica di accoglienza tra le più avanzate del mondo.

A raccontare le rotte e le motivazioni che muovono l’Africa migrante all’interno del proprio continente sarà Stephane Jaquemet, delegato dell’Unhcr per il Sud Europa. Jaquemet lavora per l’Unhcr da venticinque anni, da quando, nel 1992, ha cominciato la sua carriera come responsabile delle operazioni in Croazia.

La conferenza è un’occasione preziosa di approfondimento e di riflessione sulle motivazioni delle migrazioni, ma anche sui diversi modelli di accoglienza e sulle prospettive future del nostro mondo in rapidissima evoluzione.

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