Art.8/2011
Questo articolo è contenuto nella manovra finanziaria dell’agosto 2011 proposta dal Governo Berlusconi. L’obiettivo del Referendum abrogativo è quello di cancellare per intero l’art.8.
I promotori sostengono che in questo articolo si sono poste le premesse per la cancellazione tanto del contratto collettivo nazionale quanto dell’intero complesso della legislazione a tutela del lavoro, rendendo contratto e leggi derogabili dalla contrattazione di secondo livello e dunque dall’accordo con qualsiasi sindacato di comodo a livello aziendale o territoriale. Un’operazione che intende sopprimere la contrattazione collettiva ed importare il modello americano di relazioni industriali, della balcanizzazione del mondo del lavoro attraverso la competizione azienda per azienda, in una spirale al ribasso senza fine di condizioni e diritti.
Art.18/2012
Il Referendum si pone l’obiettivo di abrogare il nuovo art.18/2012 proposto dal Governo Monti tramite la Ministra Elsa Fornero.
Secondo i promotori il nuovo articolo 18, che modifica il testo della legge 300/1970 e mette tutti i lavoratori nella condizione di non poter esercitare più alcun diritto. Tutti ricattabili dalla minaccia del licenziamento, tutti precari perché in qualsiasi momento e senza giustificazione il rapporto di lavoro si può interrompere, a discrezione del padrone. Tutte e tutti pura merce.
Che sta raccogliendo le firme?
I promotori dei due Referendum sono: Italia Dei Valori, Sel, Federazione della Sinistra, Verdi , Fiom-Cgil ecc.
Il PD non ha aderito anche se alcuni sui esponenti, come Sergio Cofferati, hanno dischiarato che firmeranno per il Referendum.
Per dire la tua vota qui
Nuovi Referendum sul Lavoro. Il PD deve:
http://www.welfarenetwork.it/index.php?option=com_apoll&view=apoll&id=16:nuovi-referendum-sul-lavoroil-pd-deve



