Martedì, 18 gennaio 2022 - ore 23.17

Save the children: ''La crisi climatica è la più grande minaccia per i minori''

In 710 milioni vivono in 45 Paesi ad alto rischio. ''I bambini sono coloro che hanno contribuito meno alla crisi che stiamo affrontando, ma pagheranno il prezzo più alto''

| Scritto da Redazione
Save the children: ''La crisi climatica è la più grande minaccia per i minori''

In vista del Summit sul clima promosso dal presidente degli Stati Uniti in occasione della Giornata della Terra, domani, Save the Children mostra che se non verranno intraprese azioni drastiche, l’impatto della crisi climatica potrebbe colpire milioni di bambini in più nei decenni a venire.

«La crisi climatica – dichiara Inger Ashing, ceo di Save the children international – è la più grande minaccia per i minori e per la realizzazione dei loro diritti che prescinde da confini e generazioni. L’epidemia di Covid-19 ha già spinto milioni di bambini e famiglie in povertà e ha aumentato la fame e la malnutrizione, ma inondazioni, uragani e siccità stanno fortemente aggravando la situazione, soprattutto dei più piccoli. I bambini sono coloro che hanno contribuito meno alla crisi che stiamo affrontando, ma pagheranno il prezzo più alto. Abbiamo visto la forza dei più giovani a far diventare il cambiamento climatico il tema di un movimento veramente globale. Ma bisogna fare molto di più: i minori devono essere ascoltati e i governi devono agire sulla base di quello che loro dicono, creando meccanismi e piattaforme, online e offline, a misura di bambini e adolescenti per includere le loro raccomandazioni, comprese quelle dei più vulnerabili, nelle politiche climatiche».

L’Ong stima che che 710 milioni di minori vivano nei 45 paesi a più alto rischio di subire l’impatto del cambiamento climatico. Inondazioni, siccità, uragani e altri eventi meteorologici estremi avranno un impatto particolarmente profondo sui bambini vulnerabili e sulle loro famiglie. I più piccoli, ad esempio, rischiano di soffrire la carenza di cibo, malattie e altre minacce per la salute, come la scarsità o l’innalzamento del livello dell’acqua o una combinazione di questi fattori.

Più nel dettaglio, l’analisi di Save the Children mostra anche che il 70% dei paesi ad alto rischio di impatto climatico si trova in Africa; gli effetti dei cambiamenti climatici stanno peggiorando la già disastrosa situazione nello Yemen, dove il conflitto ha già provocato gravi carenze alimentari, lasciando milioni di bambini a rischio di fame; i minori in Bangladesh sono altamente esposti a inondazioni, cicloni e innalzamento del livello del mare; la malaria e la febbre dengue affliggono bambini e adolescenti nella Repubblica Democratica del Congo. L’aumento degli eventi meteorologici estremi può dunque portare a nuovi rischi per la salute laddove il sistema sanitario è già sovraccarico.

Ma anche i bambini e gli adolescenti nei paesi considerati a “basso rischio” devono affrontare minacce – sottolineano da Save the children –, ad esempio causate da incendi boschivi, inondazioni, siccità e altri eventi meteorologici irregolari.

Che fare, dunque? Innanzitutto occorre «riconoscere che la crisi climatica è innanzitutto una crisi dei diritti dei bambini, che colpisce prima e in maniera peggiore i più piccoli; aumentare la finanza per il clima, in particolare a supporto delle misure di adattamento, con un focus specifico sui minori nei paesi più poveri; garantire un focus sui bambini, in particolare delle comunità più marginalizzate, ai prossimi eventi sul clima come il la YouthCop a Milano e la Cop26 a Glasgow alla fine dell’anno. I minori sono parte attiva nelle discussioni sul cambiamento climatico e le loro raccomandazioni devono essere incluse in tutte le politiche relative al clima. È necessario inoltre – concludono da Save the children –  ampliare i sistemi di protezione sociale adattivi e reattivi agli shock, come le sovvenzioni destinate a madri incinte e bambini per affrontare i crescenti impatti dei cambiamenti climatici sui minori e sulle loro famiglie. Un numero maggiore di paesi deve rafforzare il proprio impegno per tutelare i diritti dei bambini come previsto dalla Convenzione sui diritti dell’infanzia, e garantire che ogni bambino sia protetto dalla povertà, con l’ambizione, ad esempio, di arrivare ad un assegno universale per i bambini al fine di migliorare il loro benessere e costruire la resilienza».

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