Martedì, 05 marzo 2024 - ore 10.46

Sciopero globale per il clima. Legambiente: Italia nella direzione sbagliata

'Governo e istituzioni diano risposte ai giovani, con azioni concrete e politiche climatiche ambiziose per fermare la crisi climatica ed energetica'

| Scritto da Redazione
Sciopero globale per il clima. Legambiente: Italia nella direzione sbagliata
“A tutto gas nella direzione sbagliata” è questo lo slogan con il quale Legambiente, con i giovani attivisti di #Youth4planet e i suoi Circoli, aderisce allo sciopero globale del 3 marzo “Global Climate Strike” promosso dai Fridays For Future, previsto in tutto il mondo e nelle principali piazze italiane. Da Roma a Napoli, da Bologna a Bari, da Milano a Palermo, anche l’associazione ambientalista, attraverso il suo coordinamento nazionale giovani, fa sentire la propria voce in difesa del clima, per chiedere «L’abbandono del modello energetico basato sulle fonti fossili, a favore di politiche climatiche più ambiziose ed efficaci e azioni concrete».

Il Cigno Verde ricorda che «La crisi climatica accelera sempre di più la sua corsa insieme agli eventi estremi, che stanno avendo impatti sempre maggiori sui Paesi di tutto il mondo, a partire dall’Italia: secondo i dati dell’Osservatorio di CittàClima di Legambiente, nel 2022 sono stati 310 gli eventi climatici che hanno provocato impatti e danni da nord a sud, e causato 29 morti (un incremento del 55% di casi rispetto al 2021). Siccità, alluvioni, ondate di caldo anomalo e di gelo intenso, frane, mareggiate, grandinate che non risparmiano ormai nessun Paese sul Pianeta. L’associazione ambientalista chiede perciò al Governo di ascoltare le richieste dei giovani, ricordando che, per fronteggiare la crisi climatica ed energetica, è fondamentale puntare e investire, in primis, su fonti rinnovabili ed efficienza energetica».

Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente, sottolinea che «La sfida del clima è la più ampia, globale e importante che abbiamo davanti. Ma l’Italia continua a dimostrarsi sempre più indietro, con politiche governative poco incisive e incentrate sulle fonti fossili: i nuovi accordi che il Governo Meloni sta stringendo in Libia e Algeria, l’arrivo dei nuovi rigassificatori e il potenziale raddoppio del Tap (Trans-Adriatic Pipeline) sono solo alcuni dei simboli di una strategia che vuole fare dell’Italia il futuro hub del gas per l’Europa. Oggi scendiamo in piazza per chiedere un cambio di passo immediato. Siamo stanchi di rincorrere le emergenze senza una strategia chiara di prevenzione, che permetterebbe di risparmiare il 75% delle risorse economiche spese per i danni provocati da eventi estremi. Al Governo Meloni  chiediamo, ancora una volta, di mettere al centro dell’agenda una serie di azioni urgenti: ad una veloce approvazione del Piano nazionale di adattamento climatico, attualmente in fase di consultazione pubblica, devono seguire lo stanziamento di adeguate risorse economiche per attuarlo, non previste dalla legge di bilancio approvata; l’aggiornamento del Piano Nazionale Integrato Energia e Clima (PNIEC) agli obiettivi europei di riduzione dei gas climalteranti del REPowerEU, dimenticato dal governo Draghi; nuove semplificazioni per tutti gli impianti a fonti rinnovabili, a partire dal repowering per gli impianti eolici esistenti; la velocizzazione degli iter autorizzativi con nuove linee guida del Ministero della Cultura per le Sovrintendenze e una forte azione di sostegno e sollecitazione alle Regioni per potenziare gli uffici che autorizzano gli impianti. Oltre ad una seria politica di riqualificazione del patrimonio edilizio, in grado di rispondere alle nuove Direttive europee. Un cambio di rotta, insomma, che miri ad abbattere tutti gli sprechi, a implementare quante più comunità energetiche possibili, a sviluppare reti elettriche e accumuli, e, soprattutto, a mettere in opera tutti quegli impianti da fonti rinnovabili, dai piccoli a quelli di taglia industriali, necessari per traguardare seriamente l’orizzonte della decarbonizzazione al 2035».

Ma l’impegno nella lotta contro la crisi climatica, ricorda l’Associazione ambientalista, non si ferma qui. Il prossimo appuntamento è previsto per sabato 11 marzo a Piombino, per la manifestazione nazionale “Liberiamoci dal fossile”, promossa dalla rete “Per il clima, fuori dal fossile” con il supporto dei Circoli toscani e della delegazione del coordinamento nazionale giovani di Legambiente. Con il suo rigassificatore in via di realizzazione, Piombino rappresenta infatti un luogo simbolo della transizione che non c’è e della scelta insensata di continuare a investire nel gas e nelle fonti fossili mentre le rinnovabili continuano a restare al palo.

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