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Un monumento per Stradivari

| Scritto da Redazione
Un monumento per Stradivari

Un monumento per Stradivari. CRAC Centro Ricerca Arte Contemporanea
Associazione non profit del Liceo Artistico Statale Bruno Munari - Cremona
press release – gennaio 2011

TITOLO DELLA MOSTRA: Un monumento per Stradivari
ARTISTA: Diego Tonus
CURATORE: Ettore Favini per FaceOff
COORDINAMENTO: Dino Ferruzzi, Gianna Paola Machiavelli                     

PROGRAMMA:
sabato 15 gennaio 2011
h. 10.00 – 11.30 incontro con gli studenti, aula Magna del Liceo
h. 12.00 – 13.00 audizione pubblica con Andrea Mosconi, Palazzo Comunale di Cremona

INAUGURAZIONE: sabato 15 gennaio h. 18.00              

APERTURA AL PUBBLICO: dal 16 gennaio al 15 febbraio 2011  

ORARI DI APERTURA:
da lun. a ven. ore 10.00 – 16.00 sab. ore 10.00 – 13.00 e  su app., festivi chiuso

PATROCINI: Comune e Provincia di Cremona, Ufficio Scolastico Territoriale XIII di Cremona

Ringraziamenti: Filippo Antozzi, Mariano Biazzi Alcantara, Ettore Favini, Luca Maria Gallo, Alice Gandolfi, Ivana
Iotta, Stefania Manni, Andrea Mosconi, Alan Nan, Paolo Pugnoli, Laura Savoldi, famiglia Toffoli, Andrea Treu. 

SEDE e INFORMAZIONI:        

CRAC Centro Ricerca Arte Contemporanea               
Liceo Artistico Statale "Bruno Munari"
Via XI Febbraio 80 – Cremona                                       
tel/fax 0372 34190 – cell. 347 7798839  
crac.cremona@artisticomunari.it
www.crac-cremona.org

“… penso che le opere esistano nelle parole di chi le racconta. Così il lavoro può diffondersi per poter continuare ad esistere nelle mente degli spettatori, anche dopo una mostra’.  E’ così che mi piace immaginare come un lavoro rimane nella mente delle persone, che possono farne esperienza e rimetterlo in gioco fuori dallo spazio espositivo. ”

Secondo appuntamento di FaceOff a cura di Ettore Favini che ha invitato Diego Tonus con un intervento dal titolo ‘Un monumento per Stradivari’. Ecco come l’artista racconta la sua idea. 
 Palazzo Comunale di Cremona ospita la collezione degli strumenti ad arco più importante che si conosca; gli strumenti esposti costituiscono la storia della scuola di liuteria nazionale ed internazionale, nata e sviluppatasi a Cremona, città natale di Antonio Stradivari.
Gli undici violini esposti a Palazzo Comunale, ogni giorno vengono esercitati dal Maestro Andrea Mosconi che da oltre trent'anni per circa un'ora (dalle ore 8.00 alle ore 9.00), prima che la sala venga aperta al pubblico, apre le teche in cui sono conservati ed esposti questi strumenti e li suona per mantenerne un perfetto stato della 'voce'.
Dopo aver incontrato il Maestro Mosconi, conservatore di questi violini presenti nel Museo Stradivariano, ed essermi accorto dell’importanza ed unicità che egli ha per Cremona, città che riconosce nella musica il suo elemento identitario, ho proposto di realizzare un monumento.
Vorrei andare oltre l'idea di monumento tradizionale, solitamente risolto in una statua o più in generale in un oggetto, nel tentativo di far riconoscere quest'uomo come monumento a Stradivari. Sarà lo stesso Andrea Mosconi a decidere se l’idea di monumento finirà o continuerà dopo di lui, nominando un suo successore.

Andrea Mosconi diventa un monumento che interpreta se stesso, ogni giorno, pubblicamente nel momento in cui suona gli undici violini della Sala di Palazzo Comunale, con i quali egli ha stretto un legame intimo e unico.
Tutte le persone che collaboreranno, anche solo con la voce e la trasmissione orale nel dare luce e rendere possibile questo monumento, saranno considerati coautori dell’opera.
Il monumento esisterà, dunque, grazie alla volontà delle persone di vederlo e farlo esistere; questo per creare l’occasione di una partecipazione attiva da parte degli spettatori ad una reale esperienza dell’opera.
I primi due appuntamenti in cui verrà presentato l’intervento avranno luogo il 15 Gennaio alle ore 10.00, con una lezione per gli studenti dell’Istituto Artistico Bruno Munari - presso l’aula Magna del Liceo - a cui seguirà un’audizione pubblica organizzata per la città a Palazzo Comunale, in cui il maestro Andrea Mosconi si esibirà suonando un violino Stradivari originale.
Nell’incontro con gli studenti al Liceo si presenterà il progetto stimolando la discussione sulla temporalità del monumento, sul suo carattere effimero e sulla sua effettiva possibilità di esistenza nella città. Un’occasione per interrogare le nuove generazioni sulle tradizioni, sul senso di appartenenza ad un luogo e a un tempo e sul pensiero dell’uomo contemporaneo riconosciuto come nomade e senza dimora.
Alle ore 18.00 ci sarà l’inaugurazione presso lo spazio espositivo del CRAC, in cui verrà presentato l’intero percorso attraverso idee, progetti, oggetti e storie, pensati come testimonianze, nate da collaborazioni con diverse persone - cittadini cremonesi e non - sull’idea di questo monumento e sul suo carattere effimero. La mostra, durante tutto il mese, si svilupperà e cambierà a seconda dei contributi che nasceranno come risposte, in confronto o in contrasto agli interrogativi e alle suggestioni poste dall’idea di monumento in questione.
L’ambiguità che risiede in questa forma di monumento è rintracciabile nella sua fragilità e temporaneità, pur essendo di natura celebrativa. Traspare il carattere del tempo in cui viviamo, soggetto a costanti cambiamenti e instabilità; a differenza dei monumenti scultorei, realizzati per preservarsi nel tempo ed essere stabili.
L’idea di un monumento vivente, che esiste nei momenti in cui Andrea Mosconi suona i violini Stradivari a Palazzo Comunale, è rivolta alla poetica delle azioni quotidiane perpetuate dal Maestro con costanza e metodo in questi ultimi trent’anni. 
È importante, quindi, ‘l’idea’ di monumento che si viene a creare nella mente dello spettatore che assiste a quest’opera; l’unico modo per restituire la fragilità di questa esperienza è attraverso le testimonianze frammentate, nate in collaborazione con gli spettatori stessi, grazie ai quali essa esiste ed è resa possibile. E’ nell’idea e nella progettualità che si rende in potenza il pensiero dell’opera, pur nella sua natura fragile e contingente.
E’ nello stesso pensiero che l’idea di monumento potrà passare da una persona ad un’altra, non esistendo quindi nel singolo, ma caratterizzandosi come un’entità instabile e condizionata dagli eventi che la circondano.
La mostra non è pensata come evento chiuso, a sè stante, bensì come momento in divenire, in grado di attivare un pensiero che potrà essere sviluppato nel tempo dagli spettatori dell’opera, che potranno contribuire ad arricchire lo spazio espositivo attraverso varie testimonianze ed intervenire in un blog a cui si potrà accedere dal portale del Comune di Cremona.

 

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