Domenica, 02 ottobre 2022 - ore 18.21

Una guerra stramaledetta

di Benito Fiori

| Scritto da Redazione
 Una guerra stramaledetta

La guerra in Ucraina sta procurando sgomento per le sofferenze che sta infliggendo a quel popolo e per l’incerto futuro che sta disegnando per l’Europa e non solo. Ogni previsione deve fare i conti con chi, spinto da una smisurata ambizione personale giunta al punto di stracciare oltre trent’anni di pagine della Storia, su questa guerra sta giocando il suo futuro personale più che quello del suo Paese. Si pensi che i morti tra l’esercito russo siano già 19 mila i soli 45 giorni (gli USA in Afghanistan in venti anni hanno contato 2.461 morti)!

Purtroppo, i ritardi di una transizione energetica, rimarcati brutalmente dal ricatto di Putin con il gas, di un rafforzamento dell’unità politica nell’UE e di una pandemia che sembra non avere fine, ad oggi è difficile immaginare un rapido ritorno alla Pace. Queste le possibili ragioni di questo pessimismo di chi scrive.

Fine 11° secolo, Papa Urbano II con un’omelia lanciò la prima Crociata contro i mussulmani che avevano conquistato i luoghi santi della cristianità (anche se alcuni studi attribuiscono quella “riconquista” a fini molto meno nobili). Si era così aperta la triste pagina delle Crociate chiamate “Guerra santa”.

Santificare una guerra, oppure giustificarla con nobili finalità ideologiche o per restituire gli onori di grandi pagine della Storia a etnie o a culture, ha l’inconfessabile scopo di dare forti motivazioni alle persone che vanno a combattere. Quasi sempre le ragioni sono per nascondere i veri moventi che nella realtà risultano molto meno “nobili”. E questo spesso avviene con la benedizione di prezzolate autorità religiose per le quali, se la guerra risponde all'interesse della religione, nemmeno la Legge di Dio è stata violata.

Dietro la guerra in corso, lette ed ascoltate alcune dichiarazioni di importanti personalità moscovite, sembrano infatti riapparire i fantasmi di una nuova “crociata”, questa volta, assurdamente, fra cristiani.

Vladimir Putin in un suo lungo articolo del 12 luglio 2021 (https://www.limesonline.com/russi-e-ucraini-sono-un-popolo-solo/124461 ) si era avventurato in una rilettura della Storia in cui per dimostrare lo strettissimo legame che attribuisce con vincoli ancestrali alla Russia (dei “Grandi russi”) il popolo ucraino (dei “Piccoli Russi”) e il bileorusso, coniando addirittura un nuovo termine, popolo “triuno”. Non solo, ma vagheggiava un ricostruito impero russo a ibrido modello tra quello zarista e quello stalinista. Per finire, rimpiangendo l’importanza della cristianità ortodossa del 1600, aveva ipotizzando perfino la nascita di un “Granducato della Lituania”.

Più chiara ancora, su questi temi, è stata la dichiarazione di qualche giorno fa dell’ex consigliere del capo del Cremlino Sergej Karaganov al Corriere della Sera (https://www.corriere.it/economia/aziende/22_aprile_08/consigliere-putin-guerra-ucraina-occidente-colpire-europa-karaganov-e17bfd5e-b6b0-11ec-b39d-8a197cc9b19a.shtml ): «In Ucraina stiamo combattendo una guerra esistenziale contro l'espansionismo occidentale». La Russia, quale grande potenza transcontinentale e "comunità di destino", è chiamata a difendersi dal caos globale creato dall'atlantismo che minaccia la sua sacra missione storica di ricreare una Grande Eurasia, "da Lisbona a Vladivostok".

Tutta questa fantasiosa visione revisionistica della Storia a giustificazione ideologica e/o religiosa di una visione del mondo che pone sugli altari chi le guerre le scatena, ha come supporto culturale il pensiero del filosofo caro a Putin, Alexander Dugin. Egli, infatti, in un suo articolo del 4 marzo scorso, era arrivato a dichiarare (https://agenziastampaitalia.it/politica/politica-estera/60389-la-guerra-in-ucraina-vista-dal-filosofo-russo-alexandr-dugin ): «Questa non è una guerra con l’Ucraina. È un confronto con il globalismo come fenomeno planetario integrale. È un confronto a tutti i livelli – geopolitico e ideologico. La Russia rifiuta tutto nel globalismo – unipolarismo, atlantismo, da un lato, e liberalismo, anti-tradizione, tecnocrazia, Grande Reset in una parola, dall’altro. È chiaro che tutti i leader europei fanno parte dell’élite liberale atlantista. E noi siamo in guerra esattamente con questo.». Infine, molto significativo risulta l’appello di lunedì 4 aprile scorso del patriarca Kirill della Chiesa russo ortodossa e stretto alleato del presidente Vladimir Putin: un chiarissimo invito ai russi di unirsi per combattere i «nemici interni ed esterni di Mosca. In questo periodo difficile per la nostra patria, possa il Signore aiutare ognuno di noi a unirci, anche attorno al potere». «È così che emergerà la vera solidarietà nel nostro popolo, così come la capacità di respingere i nemici esterni e interni e di costruire una vita con più bene, verità e amore». (https://tg24.sky.it/mondo/2022/04/10/ucraina-patriarca-kirill-russia).

Propaganda? Rappresentazione di un progetto di futuro? Un fatto è certo, dietro tutto ciò ci sono alcuni bottoni, quelli delle bombe nucleari, che minacciano scenari da cui nessuno uscirebbe vittorioso.

Benito Fiori

 

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