Domenica, 25 agosto 2019 - ore 00.30

Artisti italiani per Expo: Intervista alla ballerina Rossana Seghezzi

Continuiamo le nostre interviste per la rubrica “Artisti italiani per Expo”, creata con l’intento di valorizzare, promuovere e divulgare presso il grande pubblico la cultura e l’arte, intervistando questa volta l' ex-ballerina Rossana Seghezzi

| Scritto da Redazione
Artisti italiani per Expo:  Intervista alla ballerina Rossana Seghezzi

Formatasi alla Scuola Scaligera, protagonista insieme ai grandi maestri della danza per molti anni alla Scala di Milano, Rossana Seghezzi ha partecipato a diversi film e programmi Rai. Dal 1986 al 1997 è stata la moglie del noto conduttore televisivo Gianfranco Funari. Dopo molti anni di danza classica, ora si dedica al modern jazz e dieci anni fa a Castelletto Ticino, dove attualmente vive, ha fondato la scuola "Primaballerina dance school" che oltre a realizzare numerosi spettacoli di danza, ha lo scopo e l’ambizione di formare gli allievi soprattutto sotto il profilo culturale e artistico.

Ecco il testo dell'intervista:

1) Per  oltre dieci anni è stata sposata con l’ Anchorman Gianfranco Funari, che cosa le ha lasciato quella esperienza? Ho vissuto con Funari dal '79 al '92, anni di emozioni e soddisfazioni per la sua carriera. Quando l'ho conosciuto stava iniziando la sua prima trasmissione su Telemontecarlo, non era più giovanissimo quindi nessuno, nemmeno lui in fondo, si aspettava una carriera come poi invece è arrivata. Gianfranco aveva una grande popolarità, lui è stato il primo, anche contro pareri di molti funzionari televisivi, a far parlare in televisione la gente comune e a interessarsi dei suoi problemi. Era gratificante quando per strada lo riconoscevano, perchè le persone non si davano di gomito sussurrando "guarda Funari", come si fa di solito con i personaggi famosi ma al contrario si avvicinavano, come si farebbe con un amico e gli rivolgevano tranquillamente la parola, avevamo la sensazione di essere sempre tra amici. L'unico rammarico che ho è di avere temporaneamente abbandonato, per stare vicino a lui, la mia passione, la danza e l'ho pagato caro quando lui mi ha lasciata per un'altra mentre stavo per compiere 40 anni e mi sono ritrovata senza possibilità di lavoro.

2) Che cosa è rimasto della “Milano del cabaret” degli anni ottanta ? Il cabaret degli anni '70 e '80 a Milano con il celebre Derby Club ma anche a Roma con il Bagaglino, da dove Funari proveniva, è stato epico. Un periodo storico ineguagliabile con cabarettisti di grandissimo spessore, basti ricordare Cocky e Renato, I Gufi, Villaggio, Jannacci, Toffolo, Andreasi, Walter Valdi, i Gatti di vicolo Miracoli, Funari ma poi anche Boldi, Abatantuono e tanti altri. La bellezza di quegli artisti era che ognuno di loro aveva un carattere oltre che un repertorio, assolutamente unico. Non mi pare che oggi il mondo del cabaret sia altrettanto ricco di qualità.

3) Come vede la televisione ai giorni nostri e quale “ruolo” ricopre nella società di oggi attratta soprattutto da internet e dai social network ? Confesso di non amare la televisione della RAI o delle reti Fininvest. Amavo la RAI quando faceva programmi di qualità, molti e molti anni fa, oggi è troppo politicizzata e tesa solo a realizzare reddito. Non mi piacciono i compensi miliardari di certi personaggi per trasmissioni becere che vorrebbero far credere al pubblico che quello che vedono sia la verità. C'è troppa finzione e smania di apparire. Io guardo film, documentari e trasmissioni scientifiche su Sky e quando voglio rilassarmi e sorridere un po' le serie americane. Per quanto riguarda i social network e internet trovo che siano una notevole ricchezza ma dobbiamo stare attenti perchè, dato che chiunque può liberamente scrivere qualsiasi cosa, spesso può essere difficile distinguere. Insomma come tutte le cose dovrebbero essere assunte "cum grano salis".

4) Quali consigli si sente di dare ai giovani affinché la danza torni ad avere una parte fondamentale nella vita di tutti i giorni ? La danza è stata ed è tuttora la grande passione della mia vita. Sono riuscita a riaprire la mia scuola di danza dopo mille peripezie e grandi problemi per la separazione, con tanti sacrifici e con l'aiuto di mio padre. Ho incontrato di nuovo l'amore e da ormai quindici anni vivo con Egidio La Gioia, musicista e cantante di spessore, interprete in teatro di tanti famosi Musical. Con lui divido la direzione artistica della nostra scuola di danza, canto e tecnica del musical, il "Centro Danza Primaballerina" e credo che la nostra unione sia davvero una bella sinergia. Non vorrei aprire un capitolo sulla danza di oggi perchè mi perderei. Posso solo dire che la danza richiede anni e anni di studio, applicazione e sacrifici. Oggi purtroppo, con le trasmissioni televisive e le innumerevoli scuole che nascono come funghi dopo un acquazzone, si fa credere ai giovani che tutto sia facile mentre non è affatto così. Si creano aspettative e speranze in ragazzi e ragazze che magari, per inseguire un sogno, abbandonano gli studi. La danza è una seria disciplina. Chi desidera fare dell'arte di Tersicore il proprio futuro deve frequentare solo Accademie ad avviamento professionale, non ci sono scorciatoie. Nelle scuole di danza private si possono soddisfare solo piaceri a livello di hobby e lo dico io che ne dirigo una. Nella nostra scuola, aperta ormai dieci anni fa, a tutt'oggi solo due delle nostre allieve hanno intrapreso seriamente un percorso. La prima, di dieci anni, ha superato le selezioni durissime, su trecentocinquanta aspiranti ne sono state scelte diciannove e a settembre inizierà il corso presso l'Accademia del Teatro alla Scala, dove io stessa entrai alla sua medesima età. L'altra, quattordicenne è entrata nell' Accademia del Balletto di Castelfranco Veneto. Beh, che dire...  sono belle soddisfazioni!!!

a cura di Christian Flammia

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