Martedì, 04 ottobre 2022 - ore 19.45

Australia, Google e Facebook verso l’addio?

Una legge in approvazione nel paese costringerebbe Google e Facebook a condividere i guadagni con gli editori online. Big G fa la voce grossa e minaccia.

| Scritto da Redazione
Australia, Google e Facebook verso l’addio?

Il motore di ricerca Google e il social network Facebook potrebbero decidere di lasciare l’Australia se il Parlamento approvasse una nuova legge, già presentata dal Governo, che obbligherebbe tali piattaforme a pagare gli editori e i giornali per i contenuti giornalistici che diffondono.

I rappresentanti Google, audita al Senato australiano con Facebook, hanno dichiarato che se la legge passerà i suoi 19 milioni di utenti australiani potrebbero avere grosse difficoltà, sia a usare il motore di ricerca (Google controlla il 95% di tutte le query in Australia) che a navigare su YouTube, di proprietà proprio di Google. Melanie Silva, responsabile di Google in Australia e Nuova Zelanda, ha motivato tale possibilità con ragioni finanziarie ed economiche: “Se questa versione della legge dovesse entrare in vigore, l’inimmaginabile rischio finanziario e operativo non ci darebbe altra scelta che non mettere più a disposizione Google Search in Australia”.

Il disegno di legge è stato presentato dal Governo australiano al Parlamento nel dicembre scorso. L’idea alla base della legge è che le entrate pubblicitarie ottenute dalle piattaforme digitali grazie alla diffusione di contenuti giornalistici dovrebbero essere condivise con chi quei contenuti giornalistici li scrive. Al momento, lamentano gli editori e il governo, questo non avviene nonostante le news rappresentino per Google e Facebook una miniera d’oro e senza di esse Google e Facebook sarebbero molto più poveri di contenuti. E, di conseguenza, poco interessanti per i loro utenti.

Il confronto con le autorità australiane e lo scontro aperto con gli editori del paese, tra cui il potentissimo Rupert Murdoch con la sua NewsCorp (che controlla il 57% dei media dell’isola), va avanti da settimane ma fino ad oggi non ha prodotto nessun accordo. E dopo le parole di oggi il rischio è che la situazione vada in stallo: il primo ministro australiano Scott Morrison ha parlato apertamente di “minacce” da parte del motore di ricerca.

“L’obiettivo della legge è quello di affrontare la posizione di contrattazione ineguale tra le aziende dei media australiani e le grandi piattaforme digitali, che hanno un chiaro potere di forza sul mercato” ha spiegato Rod Sims, presidente dell’Antitrust australiana, al New York Times.

La polemica australiana è esplosa proprio nel giorno in cui, in Francia, proprio Google ha siglato un accordo per la protezione del copyright con l’Alleanza della stampa d’informazione generalista francese. Un accordo che fissa i principi con i quali saranno poi negoziati successivamente i singoli accordi tra Google e gli editori francesi. L’obiettivo è consentire ai giornali di entrare in Google News Showcase, piattaforma in cui vengono mostrati articoli scelti da redazioni considerate affidabili e prestigiose.

Un accordo storico ma che non avrebbe grandi effetti sulle eventuali “pretese” degli editori francesi, che sarebbero comunque costretti a fare causa a Google e trascinarsi in cause lunghe anni nei tribunali d’Oltralpe.

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