Martedì, 27 settembre 2022 - ore 16.08

Bahrein:prove di brutalità

| Scritto da Redazione
Bahrein:prove di brutalità

RAPPORTO DI AMNESTY INTERNATIONAL SUL BAHREIN: PROVE DELLA BRUTALITA’
DELLE  FORZE DI SICUREZZA
Amnesty International ha reso note le prove dell’uso eccessivo e
sistematico della forza da parte delle forze di sicurezza nella
repressione delle manifestazioni, mentre nuove violenze hanno causato la
morte di otto persone.

In un nuovo rapporto pubblicato oggi, l’organizzazione per i diritti umani
ha denunciato che a febbraio le forze di sicurezza hanno usato proiettili
letali e attaccato con estrema violenza i manifestanti senza preavviso per
poi aggredire gli operatori sanitari e impedire loro di soccorrere le
persone ferite.

Il rapporto, che si basa su testimonianze di prima mano raccolte da una
missione di ricerca di Amnesty International in Bahrein, viene diffuso
mentre il paese e’ nella morsa di nuove violenze, dopo l’ingresso nel
piccolo paese del Golfo di forze provenienti dall’Arabia Saudita e dagli
Emirati Arabi Uniti tre giorni fa e la proclamazione dello stato nazionale
di emergenza da parte del re del Bahrein.

‘E’ allarmante vedere le autorita’ del Bahrein replicare la stessa tattica
usata a febbraio ma in modo molto piu’ intenso’ – ha dichiarato Malcolm
Smart, direttore del Programma Medio Oriente e Africa del Nord di Amnesty
International. ‘Il governo sembra aver deciso che il modo di affrontare le
proteste sia la repressione violenta, una posizione totalmente
insostenibile e che da’ un inquietante esempio in una regione dove anche
altri governi si trovano di fronte a richieste popolari di cambiamento’.

‘Le autorita’ devono esercitare il dovuto controllo sulle forze di
sicurezza, difendere e proteggere i diritti alla liberta’ di espressione,
associazione e assemblea, compreso il diritto di protestare
pacificamente’.

Hani Mowafi, un medico statunitense che ha preso parte alla missione di
ricerca di Amnesty International, ha potuto verificare come le forze di
sicurezza durante le violenze di febbraio abbiano usato proiettili letali
da corta distanza, mirando alla testa, al petto e all’addome dei
manifestanti. Il 18 febbraio, hanno anche usato fucili caricati con
proiettili di medio e grande calibro.

Il peggiore episodio di violenza finora ha avuto luogo la mattina del 17
febbraio, con l’uccisione di cinque persone. Testimoni hanno descritto ad
Amnesty International scene, che potrebbero essersi ripetute il 16 marzo,
in cui dopo che i carri armati avevano bloccato l’accesso a piazza della
Perla, gli agenti di polizia hanno usato fucili, gas lacrimogeni,
manganelli, proiettili di gomma per disperdere i manifestanti, molti dei
quali erano accampati sul posto.

Un testimone ha riferito che il 17 febbraio gli agenti antisommossa
sparavano da piu’ postazioni, compreso un ponte sopra la piazza, mentre i
manifestanti cercavano disperatamente un riparo. Sono state ferite anche
persone chiaramente identificabili come operatori sanitari, presi di mira
mentre cercavano di prestare le prime cure ai feriti, in piazza della
Perla o nelle immediate vicinanze.

Il 3 marzo, nel corso di una sua visita a Londra, il ministro dello
Sviluppo sociale del Bahrein ha comunicato ad Amnesty International che il
governo aveva avviato un’indagine sulle uccisioni, le cui conclusioni
sarebbero state riferite direttamente al re e che due agenti delle forze
di sicurezza erano stati arrestati. L’organizzazione per i diritti umani
ha chiesto un’indagine indipendente, approfondita e trasparente.

‘Tutte le azioni delle forze di sicurezza contro i manifestanti poste in
essere a partire da febbraio devono essere oggetto di indagini complete e
indipendenti. Chi ha ordinato e usato la forza contro persone che
protestavano pacificamente dev’essere identificato e chiamato a rispondere
di cio’ che ha fatto. Non puo’ esservi impunita’ per le uccisioni
illegali, le aggressioni e le altre violazioni dei diritti umani commesse
contro i manifestanti e gli operatori sanitari’.
 
Amnesty International ha identificato alcune delle munizioni rinvenute
dopo il raid del 17 febbraio a piazza della Perla, tra cui gas lacrimogeni
e manganelli di gomma di 37 cm prodotti negli Usa, cosi’ come granate
lacrimogene e granate da ‘dispersione’ di fabbricazione francese, queste
ultime progettate per frammentarsi in 18 pezzi che producono un suono
assordante.

L’organizzazione per i diritti umani ha chiesto ai governi che forniscono
armi al Bahrein di sospendere immediatamente il trasferimento di armi,
munizioni e altro equipaggiamento relativo che potrebbero essere usati per
compiere ulteriori violazioni dei diritti umani. Agli stessi governi,
Amnesty International ha chiesto anche di riesaminare urgentemente i
programmi di addestramento per le forze di sicurezza, la polizia e
l’esercito del Bahrein.

L’uso eccessivo e senza preavviso della forza da parte delle forze di
sicurezza del Bahrein ha spinto il governo del Regno Unito a revocare
alcune licenze all’esportazione di armi mentre quello francese ha sospeso
l’esportazione di equipaggiamento di sicurezza.

Ulteriori informazioni

La missione di Amnesty International, composta da due ricercatori e da un
medico statunitense specializzato in salute pubblica e cure d’emergenza,
ha visitato il Bahrein dal 20 al 26 febbraio. Ha intervistato testimoni
delle violenze di meta’ febbraio, persone ferite e loro parenti, personale
in servizio negli ospedali e negli obitori cosi’ come rappresentanti del
governo e attivisti per i diritti umani.


Roma, 17 marzo 2011

Il rapporto Bloodied but Unbowed: Unwarranted State Violence against
Bahraini Protesters e’ disponibile in lingua inglese (dal 17 marzo)
all’indirizzo: http://www.amnesty.it/index.html e presso l’Ufficio stampa
di Amnesty International Italia.

Per approfondimenti e interviste:
Amnesty International Italia - Ufficio stampa
Tel. 06 4490224 - cell. 348-6974361, e-mail: press@amnesty.it

Leggi tutti gli altri comunicati stampa all’indirizzo:
http://www.amnesty.it/archivio-tutte-news-comunicati.html

 

 

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