Un rapporto pubblicato all’inizio di febbraio da Amnesty International rivela che le armi utilizzate nei conflitti attualmente in Darfur provengono da Russia, Cina e Bielorussia. Amnesty International ha fornito dettagliate prove dell’utilizzo di armi provenienti dai tre paesi da parte dell’esercito sudanese (SAF) e delle Forze di Difesa Popolare (PDF). Diversi attacchi aerei sono stati compiuti con missili fabbricati in Russia ed è stato documentato l’uso di veicoli militari provenienti da Russia e Bielorussia in operazioni condotte da SAF e PDF nei primi mesi del 2011, nella zona orientale del Darfur. Proprio in questa area, lo scorso anno, un’ondata di violenze etniche contro la comunità Zagawa compiute dalle forze militari sudanesi ha messo in fuga circa 70 mila persone. La data di fabbricazione delle armi ritrovate in diverse aree del Darfur (2006-2008) indica chiaramente che le armi sono state traferite nel paese dopo l’embargo imposto dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite che i paesi coinvolti stanno violando. Munizioni di fabbricazione cinese sono state ritrovate anche nel Kordofan Meridionale, dove, dallo scorso giugno, sono in corso intensi scontri tra l’esercito sudanese e l’SPLM-N che continuano a provocare migliaia di sfollati interni e rifugiati in Sud Sudan ed Etiopia.
“Cina e Russia stanno vendendo armi al governo del Sudan, nella piena consapevolezza che molte di queste sono utilizzate per compiere gravi violazioni dei diritti umani in tutto il Darfur”, ha dichiarato Brian Wood, esperto di affari militari per Amnesty International. Secondo quanto dichiarato da Wood, il continuo flusso di armamenti provenienti dall’estero fa si che il conflitto in Darfur continui e per cessare le violenze è necessario metter fine a questo commercio ed estendere immediatamente l’embargo delle Nazioni Unite a tutto il paese.
Secondo i dati forniti dall’OCHA, in tutto il Darfur oltre 3 milioni di persone dipendono dagli aiuti alimentari internazionali, mentre quasi 2 milioni sono gli sfollati all’interno dei campi profughi.
Il rapporto dal titolo “Sudan: no end to violence in Darfur” in inglese può essere scaricato dal sito www.amnesty.org ..



