Ottemperando a un impegno di tutela e valorizzazione del Patrimonio, il Museo del Violino monitora periodicamente - anche attraverso la collaborazione con il Laboratorio Arvedi di Diagnostica non Invasiva dell’Università di Pavia, attivo nello stesso Palazzo dell’Arte – lo stato di conservazione delle proprie collezioni e, quando necessari, intraprende opportuni progetti di restauro.
Nelle prossime settimane, uno strumento iconico, il violoncello Stauffer, Ex-Cristiani, costruito da Antonio Stradivari nel 1700, sarà sottoposto a un intervento di manutenzione straordinaria.
“Alcune crepe sulla tavola armonica, già riparate nei secoli scorsi, - spiega Riccardo Angeloni, Conservatore del Museo - tendono periodicamente a cedere, richiedendo di volta in volta interventi mai del tutto risolutivi, non sostenibili a lungo termine. Al fine di intervenire in maniera duratura nel tempo, sarà necessario lo smontaggio della tavola armonica, eventualità che permetterà di agire, inoltre, su alcune problematiche conservative che interessano la cassa dello strumento e sono state oggetto di monitoraggio negli scorsi anni. Il progetto interesserà anche l’opacizzazione di alcune zone della vernice, dovuta alla presenza di una cera protettiva alterata, la tastiera e la messa a punto.”
L’intervento, a cura di Bruce Carlson, supportato da Riccardo Angeloni, sarà occasione di accrescere la conoscenza di questo capolavoro della liuteria cremonese, anche grazie alla collaborazione con il Laboratori Arvedi di Diagnostica Non-Invasiva del Dipartimento di Musicologia e Beni Culturali dell’Università di Pavia e il Musical Acoustic Lab del Politecnico di Milano, con i quali sono in programma una serie di approfondimenti scientifici. Il laboratorio di restauro verrà allestito in una sala del Museo non accessibile al pubblico, con attrezzature in parte messe a disposizione dal Corso di Laurea Magistrale in Conservazione e Restauro di Beni Culturali del Dipartimento di Musicologia e Beni Culturali dell’Università di Pavia, unico in Italia dedicato agli strumenti musicali e gli strumenti scientifici.
“Il restauro è momento di riflessione interdisciplinare – osserva Virginia Villa, Direttore Generale della Fondazione Museo del Violino - e a Cremona è ormai radicato un intero sistema di professionalità che permette di attuare questa moderna visione della disciplina e operare su un patrimonio unico al mondo rispettando i più alti standard”.
“La Fondazione Stauffer, - commenta il presidente Alessandro Tantardini - ben conscia del valore culturale che il violoncello rappresenta, ha condiviso, per quanto di sua competenza, l’intervento proposto, grazie al quale lo strumento potrà essere utilizzato, seppure con le dovute cautele, in occasione di importanti eventi musicali, così come gli altri preziosi strumenti di proprietà della Fondazione custoditi presso il Museo del Violino nello Scrigno del Tesori. Ricordo che l’articolo 2 dello statuto della Fondazione recita Per il raggiungimento dei suoi fini la Fondazione dovrà favorire nella città di Cremona, l'insegnamento della liuteria classica, degli strumenti ad arco, della storia della musica e della musicologia in genere; nonché il risorgere dell'arte della costruzione dei violini e degli strumenti ad arco. Auspico pertanto che la comunità dei Liutai cremonesi possa beneficiare delle conoscenze che si acquisiranno durante l’intervento, che, come Fondazione, intendiamo documentare con la realizzazione di un intervento audiovisivo che testimoni non solo valore dello strumento storico, ma che racconti anche l’importanza e la vivacità della comunità di Liutai della nostra città”.
Al termine dell’intervento il violoncello tornerà a risplendere nello Scrigno dei Tesori e in Auditorium Giovanni Arvedi. Dal punto di vista storico e liutario è, infatti, uno degli strumenti più importanti al mondo. Nonostante la fama di Antonio Stradivari sia legata indissolubilmente alla prolifica produzione di violini, il contributo che più di altri gli viene riconoscimento in ambito di innovazione ed evoluzione degli strumenti ad arco riguarda il violoncello.
Il violoncello Stauffer, Ex-Cristiani rappresenta forse il primo passo all’interno del percorso evolutivo che a partire dai bassi di grandi dimensioni, retaggio della tradizione di ambito ecclesiale, caratteristici della prima produzione del maestro cremonese, porterà all’ideazione della Forma B, modello che si stabilisce come lo standard moderno per la produzione di violoncelli.
Il meraviglioso basso, che colpisce per la superba qualità del legno e per la spessa vernice di colore rosso bruno su fondo dorato, porta i nomi della Fondazione proprietaria e di Lisa Cristiani, virtuosa del violoncello morta venticinquenne nel 1853, considerata da alcuni come figura chiave nell’introduzione dell’uso del puntale. Per lei e, si può azzardare, per il suo violoncello Felix Mendelssohn Bartholdy compose, intorno al 1845, la Romanza senza parole (Lied ohne Worte) in re maggiore, per pianoforte e violoncello, op. 109, pubblicata postuma.
L’acquisto del 2005 da parte della Fondazione Stauffer chiude una illuminata stagione di acquisizioni iniziata nel 1980 e che nel tempo ha arricchito la collezione un tempo nota come Archi di Palazzo Comunale. La viola del 1615 di Girolamo Amati, il violino del 1734 di Guarneri del Gesù, quello del 1868 di Enrico Ceruti e il violoncello di Stradivari del 1700 dal 2013 sono coprotagonisti dello Scrigno dei Tesori, galleria principale del Museo del Violino, insieme agli strumenti delle Collezioni Civiche Liutarie del Comune di Cremona e della Collezione Arvedi Buschini. Gli strumenti “della Stauffer” costituiscono un’importante risorsa per le attività dell’omonima Accademia, istituzione d’eccellenza per l’alto perfezionamento musicale, che ogni anno porta a Cremona i più ricercati docenti internazionali per corsi, masterclass e concerti.
Lo Stradivari Stauffer è stato negli anni apprezzato da musicisti quali, tra gli altri, Rocco Filippini, Mischa Maisky, Giovanni Scaglione, Mario Brunello, Massimo Polidori, Sol Gabetta e protagonista di concerti e audizioni speciali presso l’Auditorium Giovanni Arvedi del Museo del Violino, arrivando con il suo suono a migliaia di spettatori da tutto il mondo. L’ultimo concerto, ad oggi, si è tenuto il 18 dicembre scorso in seno allo STRADIVARIfestival in occasione dello Stradivari Memorial Day: sul palco, Ludovica Rana, accompagnata al piano dalla sorella Beatrice, alle prese con i più importanti pezzi del repertorio romantico.
In concomitanza con i lavori di restauro che toglieranno per un breve periodo lo Stauffer, Ex-Cristiani dal percorso espositivo del Museo, la sua fruizione digitale si arricchirà della pubblicazione su Spotify delle prime tracce di “The voice of Stradivari – Romantic Encores”, raccolta di brani virtuosistici composti o trascritti da celebri violoncellisti, eseguiti da Giovanni Gnocchi e dal pianista Alessandro Stella. Il cd, inciso in Auditorium Giovanni Arvedi, è pubblicato da MV Cremona e sarà disponibile nel giro di poche settimane.
La conservazione di questi “asset culturali” nella loro triplice funzione estetica, musicale e di testimonianza storico-tecnologica rappresenta una sfida complessa e quotidiana, che il Museo del Violino può portare avanti grazie alla consolidata rete di competenze e professionalità di cui rappresenta il nodo centrale.
PRESS RELEASE
Conservation treatments and scientific studies for the Stauffer, Ex-Cristiani Stradivari Cello
In fulfilling a commitment to the preservation and promotion of its heritage, the Museo del Violino periodically monitors the state of conservation of its collections, also through collaboration with the Arvedi Laboratory for Non-Invasive Diagnostics of the University of Pavia, operating in the Palazzo dell'Arte itself, and, when necessary, undertakes appropriate conservation projects.
In the coming weeks, an iconic instrument, the Stauffer, Ex-Cristiani, cello made by Antonio Stradivari in 1700, will undergo extraordinary maintenance works.
'Some cracks on the soundboard, which have already been repaired over the past centuries,' explains Riccardo Angeloni, Conservator of the Museum, "tend to fail periodically, requiring interventions that are never fully resolutive and are not sustainable in the long term. In order to intervene in a long-lasting manner, it will be necessary to detach the soundboard, which will also make it possible to act on some conservation issues that affect the instrument soundbox and have been monitored in recent years. The intervention will also address the matting of some areas of the varnish, due to the presence of an altered protective wax, and involve the fingerboard and the setup"
The treatment, carried out by Bruce Carlson, supported by Riccardo Angeloni, will be an opportunity to increase knowledge of this masterpiece of Cremonese violin making, also thanks to the collaboration with the Arvedi Non-Invasive Diagnostics Laboratories of the Department of Musicology and Cultural Heritage of the University of Pavia and the Musical Acoustic Lab of the Politecnico di Milano, with whom a series of scientific in-depth studies are planned. The conservation workshop will be set up in a room of the Museum not accessible to the public, with equipment in part provided by the Master's Degree Course in Conservation and Restoration of Cultural Heritage of the Department of Musicology and Cultural Heritage of the University of Pavia, the only one in Italy dedicated to musical instruments and scientific instruments.
'Conservation is a moment of interdisciplinary reflection,' remarks Virginia Villa, General Director of the Museo del Violino Foundation, 'and, in Cremona, it is now established a whole system of professionals that allows us to implement this modern vision of the discipline and to work on a world-unique heritage to the highest standards.’
‘The Stauffer Foundation,' comments President Alessandro Tantardini, 'well aware of the cultural value that the cello represents, has agreed, to the extent of its competence, to the proposed intervention, thanks to which the instrument can be used, with all due caution, during important musical events, as well as the other precious instruments owned by the Foundation and housed in the Treasure Trove of the Museo del Violino. I would like to remind that Article 2 of the Foundation's Statute states that in order to achieve its mission, the Foundation shall promote the teaching of classical violin making, stringed instruments, the history of music and musicology in general, in the city of Cremona, as well as the revival of the art of violin and stringed instrument making. I therefore hope that the Cremonese violin-making community will benefit from the knowledge that will be acquired during the intervention, which, as a Foundation, we intend to document with the production of a short film that will not only testify to the value of the historical instrument, but also tell the story of the importance and vitality of our city's violin-making community'.
At the end of the treatment, the cello will once again shine in the Treasure Trove and the Giovanni Arvedi Auditorium. From a historical and violin-making point of view, it is, in fact, one of the most important instruments in the world. Although Antonio Stradivari's fame is inextricably linked to the prolific production of violins, the contribution that he is most recognised for in the field of innovation and evolution of stringed instruments concerns the cello.
The Stauffer, Ex-Cristiani cello perhaps represents the first step in the evolutionary path that, starting from the large-size basses, a legacy of the church tradition, typical of the Cremonese master's early production, will lead to the conception of the Forma B, a model that established itself as the modern standard for the production of cellos.
The astonishing violoncello, remarkable for the superb quality of the wood and the thick reddish-brown varnish on a golden ground, bears the names of the owner Foundation and Lisa Cristiani, a cello virtuoso who died aged 25 in 1853, considered by some to be a key figure in the introduction of the use of the cello endpin. For her and, one might hazard, for her cello, Felix Mendelssohn Bartholdy composed, around 1845, the Song without words (Lied ohne Worte) in D major, for piano and cello, op. 109, which was published posthumously.
The 2005 purchase by the Stauffer Foundation closed an enlightened season of acquisitions that began in 1980 and, over time, enriched the collection once known as the Palazzo Comunale Strings. The 1615 viola by Girolamo Amati, the 1734 violin by Guarneri del Gesù, the 1868 violin by Enrico Ceruti and the 1700 Stradivari cello have been co-protagonists of the Treasure Trove, the main gallery of the Museo del Violino, since 2013, together with instruments from the Civic Violin Collections of the City of Cremona and the Arvedi Buschini Collection. The ‘Stauffer’ instruments are an important resource for the activities of the Academy bearing the same name, an eminent institution for higher musical education, which every year brings to Cremona the most sought-after international teachers for courses, masterclasses and concerts.
Over the years, the Stradivari Stauffer has been appreciated by musicians such as Rocco Filippini, Mischa Maisky, Giovanni Scaglione, Mario Brunello, Massimo Polidori and Sol Gabetta, among others, and has been the protagonist of special concerts and recitals at the Giovanni Arvedi Auditorium of the Museo del Violino, reaching with its sound thousands of listeners from all over the world. The most recent concert, to date, was held on 18th December as part of the STRADIVARIfestival on the occasion of Stradivari Memorial Day: on stage, Ludovica Rana, accompanied on piano by her sister Beatrice, engaged in the most important pieces of the romantic repertoire.
Coinciding with the conservation works that will briefly take the Stauffer, Ex-Cristiani out of the Museum's exhibition, its digital fruition will be enriched by the release of the first tracks of “The voice of Stradivari - Romantic Encores” on Spotify, a collection of virtuoso pieces composed or transcribed by famous cellists, performed by Giovanni Gnocchi and pianist Alessandro Stella. The album, recorded in the Giovanni Arvedi Auditorium, is published by MV Cremona and will be available within a few weeks.
The preservation of these “cultural assets”, in their triple aesthetic, musical and historical-technological testimony value, represents a complex and daily challenge that the Museo del Violino can carry out thanks to the consolidated network of expertise and know-how of which it represents the central node.