Sabato, 10 aprile 2021 - ore 16.38

Cremona Al via le nuove Colonie Padane da sabato 23 settembre. Uno spazio per tutti? Di Gian Carlo Storti

Scrive Gianluca Galimberti sul suo profilo FB : ‘Una bellissima notizia per la città: un altro spazio recuperato. Sabato 23 settembre festa di fine lavori (per tutto il giorno) alle nuove Colonie Padane, restituite alla città dopo un profondo intervento di recupero e di restauro dell'immobile e del parco, sostenuto dalla Fondazione Giovanni e Luciana Arvedi, in collaborazione con il Comune di Cremona’

| Scritto da Redazione
Cremona Al via le nuove Colonie Padane  da sabato 23 settembre. Uno spazio per tutti? Di Gian Carlo Storti Cremona Al via le nuove Colonie Padane  da sabato 23 settembre. Uno spazio per tutti? Di Gian Carlo Storti Cremona Al via le nuove Colonie Padane  da sabato 23 settembre. Uno spazio per tutti? Di Gian Carlo Storti Cremona Al via le nuove Colonie Padane  da sabato 23 settembre. Uno spazio per tutti? Di Gian Carlo Storti

La giornata di sabato 23 settembre sarà così articolata : Ore 10 cerimonia ufficiale, nel pomeriggio festa per tutta la famiglia con fanfara, trampolieri, burattini, giocolieri, parkour, mini volley, frisbee, bocce, danza, parco acrobatico e concerto serale (alle 20.30) nel nuovo spazio arena.

La soddisfazione di Galimberti è palpabile, infatti continua : ‘nei prossimi mesi il parco sarà aperto e fruibile. È in fase di perfezionamento da parte degli uffici comunali il bando per la gestione dell'intera struttura delle Colonie Padane che dopo anni di abbandono rinascono in un comparto Po rivitalizzato! Vi aspettiamo alle nuove Colonie! Kiss My Disc - Ultimate Frisbee Cremona U.S. Esperia Parkour Cremona ASD CentrodanzaVitien Scuola Di Ballo - Ssd Cremona dance & co the REAL ONES #cremona Andrea Virgilio’.

Qualche commento.

Un vecchio proverbio dice ‘ a caval donato non si guarda in bocca’ . La città non può che essere riconoscente  alla Fondazione Giovanni e Luciana Arvedi  . Un altro esempio di bella collaborazione fra pubblico e privato.

Le Colonie Padane sono un luogo di ricordi per almeno 3 generazioni cremonesi. Come è noto furono costruite dal fascismo per offrire alla popolazione giovanile  momenti di svago estivi , durante le vacanze scolastiche, ma anche per  dare la possibilità al regime di mostrare la sua forza e la sua vitalità.

I miei nonni, antifascisti che non hanno  mai portato  indossato la camicia nera, soffrivano nel vedere le loro figlie portate sui pulmini del regime alla ‘colonie’ per fare manifestazione pro-regime, sflilate ecc. Non sottovalutavano gli intendimenti educativi e salutari ma erano ‘disturbati’ dalla strumentalizzazione che ne derivava.

Mia madre invece ha due ricordi di quei luoghi. Il primo antecedente alla guerra quando appunto veniva ‘prelevata’ da casa e portata alle colonie per le sfilate. Il suo ricordo è gioioso e adorava la divisa di ‘piccola italiana’. Passata la guerra , negli anni ‘50-‘60 le colonie furono riattivate, dalle amministrazioni di sinistra, come  luoghi di educazione per i bambini durante l’estate . Per lei  rappresentarono  un’occasione di lavoro in quanto fu chiamata ad ruolo di educatrice guidata da tale maestro Cerri che era il direttore autorevole ed autoritario dell’intero complesso.

Pure io ho diversi ricordi. Come bambino frequentatore dei corsi estivi trasportato dalle radiali del comune che facevano il giro delle periferie. Non portavano divise nere ma credo grembiulini azzurri. La mattina iniziava con la cerimonia dell’alza bandiera ben diretta- dagli altoparlanti-dal maestro Cerri che prevedeva tutte le squadre sul piazzale a cantare l’inno nazionale repubblicano. Poi,guidati dalle educatrici, iniziavano i giochi ed il doposcuola. Il menù della mensa era sempre lo stesso ( maccheroni al pomodoro, una fettina di prosciutto o formaggio , un pomodoro, un panino  e l’acqua dell’acquedotto)  ma piacevole ed i tempi della refezione erano sempre scanditi dalla voce tonate del maestro Cerri che ci dava i tempi.

Poi il pisolino fra gli alberi stesi sulle nostre salviette.. a dormire o far finta di dormire impegnati a scacciare e schiacciare le numerose zanzare. Dopo il  pisolino qualche gioco e la merendina al sacco con pane fresco e tavolette di marmellata accompagnate da un sorso d’acqua della fontana. Infine la cerimonia dell’ammaina bandiera e poi felici sui bus verso casa dove arrivati, liberati dal grembiulino azzurro,  si iniziava a giocare per davvero…

Il tempo passa e negli anni ‘70-‘80  le colonie padane diventano  luogo  di immense feste popolari del PCI  denominate feste dell’Unità . Vi passano i dirigenti più autorevoli  e migliaia di persone. Poi via via il degrado , qualche tentativo di risistemazione  ed infine questa importante  recupero.

Ecco spero che questo recupero dia la possibilità a centinaia e migliaia di cittadini di poter godere i nuovi spazi ed il bellissimo parco.

Non lo si faccia diventare un luogo esclusivo  di e per pochi ma uno spazio aperto a tutti ed a costi accessibili ai ceti meno abbienti. Ecco Galimberti è questo che ti chiediamo.

Gian Carlo Storti 

Hai dei ricordi e foto delle Colonie Padane? Invia il tutto qui info@welfarecremona.it 

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