Cremona Pianeta Migranti. Voci di ragazze abusate abitualmente nei lager libici dalla polizia.
L’Onu ha denunciato nuove e prolungate violenze in un campo libico finanziato dalla Ue, su ragazze minorenni. Alcune agenzie hanno raccolto e rilanciato le loro voci angosciate. Impuniti gli aggressori. Politica silente.
Proprio prima del vertice Merkel-Draghi di giugno sulla questione migranti, l’Onu ha accusato Italia e Ue circa i suicidi di ragazze somale abusate da mesi dai guardiani libici (che dovrebbero proteggerle) dopo la loro cattura in mare. Si noti bene: guardie libiche, addestrate, equipaggiate, armate da Italia e Ue.
Medici Senza Frontiere ha verificato questi terribili casi che il giornalista Nello Scavo ha raccontato nei dettagli su Avvenire del 22-6 dal titolo “L’Inferno delle minorenni abusate dalla polizia”. Le loro testimonianze strazianti si possono leggere al link:
https://www.avvenire.it/attualita/pagine/libia-l-inferno-delle-minorenni-stuprate-dalla-polizia
Ma queste atrocità e altre violenze abituali nei campi di detenzione, finanziati dalla UE per fermare i migranti in Libia, non hanno fatto breccia presso i leader riuniti nel summit del Consiglio europeo di giugno che ha dedicato meno di 10 minuti alla questione migratoria. Nessuna attenzione per la difesa dei diritti umani di chi fugge da guerre e persecuzioni, anche se si tratta di minori; nessun riferimento alle condizioni disumane dei campi libici, che l’Onu ha ripetutamente denunciato.
Il Consiglio europeo ha ribadito la linea politica della “Fortezza europea”: esternalizzare fuori dai confini di Schengen il controllo dei migranti finanziando la Turchia (per frenare la rotta dei Balcani) o la Libia (per bloccare il flusso dal Mediterraneo). Ancora miliardi e miliardi per costruire campi di contenimento, e fare operazioni di polizia/guardia costiera per controllare i confini. Nessuna parola per garantire i salvataggi in mare; niente sul problema dei ricollocamenti di quanti arrivano nei paesi investiti dagli sbarchi come Italia Spagna, Grecia, Malta e Cipro.
Nessuno ha fatto domande ai leader per andare al cuore della questione dell’
”esternalizzazione delle frontiere” per capire quanto ci costa in termini di finanziamento, che esiti produce, quali i costi umani collaterali, come salvaguardare i diritti umani dei migranti. E nessuno ha dato risposte.
Fino a quando si potrà continuare a tacere? Fino a quando si potrà fingere di non sapere chi e che cosa viene pagato per la tranquillità falsa e senza coscienza d’Europa?
Sono anni che vediamo i tragici effetti degli accordi con Libia e Turchia: morti in mare, violenze e abusi ai danni dei migranti. Un costo umano altissimo in termini di vite umane e di sofferenza per migliaia di persone che l’Europa, in modo pragmatico, ha deciso di sacrificare. Le ingenti risorse stanziate per questi accordi vengano destinate ad accoglienza, integrazione e cooperazione, uniche vie possibili per gestire le migrazioni in maniera sicura, legale e a beneficio di tutti.
È necessario un cambio di visione politica e strategica a tutti i livelli, anche dell’opinione pubblica sempre più anestetizzata.


