Martedì, 18 maggio 2021 - ore 05.51

Dichiarazione congiunta Usa-Cina per affrontare la crisi climatica e della biodiversità

Accordo su clima e biodiversità anche tra Xi Jinping, Emmanuel Macron e Angela Merkel

| Scritto da Redazione
Dichiarazione congiunta Usa-Cina per affrontare la crisi climatica e della biodiversità

Il 15 e 16 aprile, John Kerry, l’inviato speciale per il clima del presidente Usa Joe Biden, e Xie Zhenhua, l’inviato speciale della Cina per i cambiamenti climatici,  si sono incontrati a Shanghai, per discutere gli aspetti della crisi climatica. A conclusione della discussione, i due inviati Speciali hanno rilasciato una “Dichiarazione congiunta Usa – Cina per affrontare la crisi climatica” nelle quale si legge:

1 Gli Stati Uniti e la Cina si sono impegnati a cooperare tra loro e con altri Paesi per affrontare la crisi climatica, che deve essere affrontata con la serietà e l’urgenza che richiede. Ciò include sia il potenziamento delle rispettive azioni che la cooperazione nei processi multilaterali, tra cui l’United Nations Framework Convention on Climate Change e l’Accordo di Parigi. Entrambi i Paesi ricordano il loro contributo storico allo sviluppo, all’adozione, alla firma e all’entrata in vigore dell’Accordo di Parigi attraverso la loro leadership e collaborazione.

3 Procedendo, gli Stati Uniti e la Cina sono fermamente impegnati a collaborare e con altre parti per rafforzare l’attuazione dell’Accordo di Parigi. Le due parti ricordano l’obiettivo dell’accordo in conformità con l’articolo 2 di mantenere l’aumento della temperatura media globale ben al di sotto di 2 gradi C e di proseguire gli sforzi per limitarlo a 1,5 gradi C. A tale riguardo, si impegnano a perseguire tali sforzi, cpmpreso intraprendendo azioni migliorate per il clima che aumentino l’ambizione negli anni ’20 nel contesto dell’Accordo di Parigi, con l’obiettivo di mantenere a portata di mano il limite di temperatura di cui sopra e cooperando per identificare e affrontare le sfide e le opportunità correlate.

4 Entrambi i Paesi attendono con impazienza il Leaders Summit on Climate ospitato dagli Stati Uniti il ​​22 e 23 aprile. Condividono l’obiettivo del vertice di aumentare l’ambizione climatica globale sulla mitigazione, l’adattamento e il supporto, sulla strada per la COP26 a Glasgow.

5 Gli Stati Uniti e la Cina intraprenderanno altre azioni a breve termine per contribuire ulteriormente ad affrontare la crisi climatica: a) Entrambi i Paesi intendono sviluppare entro la COP 26 di Glasgow le rispettive strategie a lungo termine volte a raggiungere emissioni net zero/carbon neutrality. b. Entrambi i Paesi intendono intraprendere azioni appropriate per massimizzare gli investimenti e i finanziamenti internazionali a sostegno della transizione dall’energia carbon-intensive basata sui combustibili fossili all’energia verde, low-carbon e rinnovabile nei Paesi in via di sviluppo. c. Ciascuno implementerà la riduzione graduale della produzione e del consumo di idrofluorocarburi riflessa nel Kigali Amendment al protocollo di Montreal.

6 Gli Stati Uniti e la Cina continueranno a discutere, sia sulla strada per la COP26 che oltre, sulle azioni concrete negli anni 2020 per ridurre le emissioni volte a mantenere a portata di mano il limite di temperatura allineato all’Accordo di Parigi, tra cui: a. Politiche, misure e tecnologie per decarbonizzare l’industria e l’energia, anche attraverso l’economia circolare, lo stoccaggio di energia e l’affidabilità della rete, CCUS e idrogeno verde; b. Maggiore diffusione delle energie rinnovabili; c. Agricoltura verde e resiliente al clima; d. Edifici ad alta efficienza energetica; e. Trasporti verdi low-carbon; f. Cooperazione per affrontare le emissioni di metano e altri gas a effetto serra diversi dal CO2; g. Cooperazione per affrontare le emissioni dell’aviazione civile internazionale e delle attività marittime; h. Altre politiche e misure a breve termine, anche per quanto riguarda la riduzione delle emissioni da carbone, petrolio e gas.

7 Le due parti coopereranno per promuovere una COP 26 di successo a Glasgow, con l’obiettivo di completare le modalità di attuazione dell’Accordo di Parigi (ad esempio, ai sensi dell’articolo 6 e dell’articolo 13) e di promuovere in modo significativo l’ambizione climatica globale in materia di mitigazione, adattamento e supporto. Collaboreranno ulteriormente per promuovere una COP 5 di successo della Convention on Biological Diversity a Kunming, sottolineando l’importanza del post-2020 Global Biodiversity Framework, compresa la sua rilevanza per la mitigazione e l’adattamento al clima.

E gli Usa sembrano fare davvero sul serio: il 16 aprile. la segretaria agli interni Debra Anne Haaland Haaland ha emesso oggi due ordini esecutivi che danno priorità all’azione sui cambiamenti climatici e revocano le politiche dell’amministrazione di Donald Trump che favorivano lo sviluppo dei combustibili fossili rispetto alla salute delle comunità e della vita all’aria aperta. Gli ordini esecutivi garantiscono che il costo sociale del carbonio e di altri inquinanti climatici venga preso in considerazione nel processo decisionale e dà istruzione alle agenzie del Dipartimento degli interni a non aderire ai regolamenti dell’era Trump che implementano il National Environmental Policy Act (NEPA). Gli ordini esecutivi della Haaland si concentrano anche sulla giustizia economica e su una transizione giusta per le comunità che dipendono maggiormente dai combustibili fossili.

Chris Hill, direttore della campagna Our Wild America di Sierra Club, ha commentato: «Sierra Club plaude alla segretaria Haaland per l’azione decisiva di oggi sul clima. La scienza è chiara sul fatto che i terreni e le acque pubbliche devono essere parte della soluzione climatica. Gli ordini della segretaria Haaland offrono un approccio olistico alla gestione delle risorse naturali in modi che migliorano la salute delle nostre comunità, del nostro clima e dei nostri luoghi selvaggi. C’è un modo migliore per andare avanti. Un modo nel quale le terre vengono utilizzate per stoccare l’inquinamento da carbonio, piuttosto che crearlo. Un modo nel quale le economie locali sono sostenute per diversificare allontanandosi dal ciclo boom – fallimento del ciclo dei combustibili fossili. Un modo in cui tutti possono godere in sicurezza dei benefici della natura. Accogliamo con favore il nuovo percorso avviato dalla segretaria Haaland e non vediamo l’ora di compiere insieme i prossimi passi».

Mentre Xie firmava la dichiarazione congiunta con Kerry, il 16 aprile il presidente cinese Xi Jinping ha partecipato a un summit video sul clima con il presidente francese Emmanuel Macron e la cancelliera tedesca Angela Merkel.  In una nota ufficiale pubblicata dall’agenzia Xinhua si legge che «Durante il summit. i leader dei tre Paesi hanno scambiato dei punti di vista in maniera approfondita sulla cooperazione per quel che concerne diverse questioni. Si tratta in particolare del cambiamento climatico, delle relazioni tra la Cina e l’Europa, della cooperazione anti-epidemica e delle grandi questioni internazionali e regionali. Xi ha sottolineato di essere sempre stato un partigiano della costruzione di una comunità di destino per l’umanità e che è pronto a rafforzare la cooperazione con la Francia e la Germania sul cambiamento climatico».

Macron e la Merkel hanno riassunto le loro posizioni in un comunicato congiunto pubblicato dalla presidenza della Repubblica francese nel quale si legge: «Il Presidente della Repubblica e il Cancelliere tedesco hanno discusso con il Presidente XI la prospettiva delle prossime scadenze multilaterali nella lotta ai cambiamenti climatici e nella tutela della biodiversità, in particolare il vertice sul clima organizzato il 22 aprile, il Congresso Iucn Marsiglia, COP 15 a Kunming e la COP26 a Glasgow. Il Presidente Macron e la Cancelliera Merkel hanno richiamato l’attenzione del Presidente cinese sulle aspettative di un alto livello di ambizione e di risultati tangibili sul clima, in particolare l’obiettivo della carbon neutrality. Terminando il finanziamento delle centrali elettriche a carbone, la Cina darà un contributo decisivo a questo obiettivo. Il presidente XI ha ribadito l’impegno a raggiungere il picco delle emissioni di gas serra entro il 2030, sottolineando la prospettiva di obiettivi più ambiziosi a livello locale. La Cina ha inoltre accettato di attuare l’emendamento Kigali sui gas HFC. Il Presidente della Repubblica e il Cancelliere tedesco hanno insistito sulla necessità di indirizzare i finanziamenti internazionali verso progetti che rispettino gli obiettivi di sviluppo sostenibile e l’Accordo di Parigi. La Cina è stata invitata a unirsi alla coalizione “finance en commun” che riunisce banche di sviluppo impegnate per il clima e lo sviluppo sostenibile e inclusivo».

I due leader europei sottolineano che «Per quanto riguarda la protezione della biodiversità, il presidente cinese ha affermato che la Cina sta valutando di aderire alla High Ambition Coalition  for Nature and People  e sostiene pienamente “la Grande Muraglia Verde” nel Sahel. Il Presidente della Repubblica e il Cancelliere hanno incoraggiato la Cina a sostenere la creazione di un’area marina protetta nell’Antartide orientale, un trattato sulla biodiversità d’alto mare e la conservazione delle foreste in Africa centrale».

Xi, Macron e la Merkel hanno parlato anche di altri temi scottanti che dividono europei (e statunitensi) e cinesi e nel comunicato finale franco-tedesco si evidenzia che «Il Presidente della Repubblica e la Cancelliera hanno invitato la Cina a contribuire, nell’ambito dell’Organizzazione mondiale della sanità, al miglioramento della prevenzione delle epidemie e dei meccanismi di allerta e ad una valutazione trasparente e indipendente della risposta alla pandemia. Hanno convenuto che l’iniziativa ACT-A, inclusa la struttura COVAX, fosse al centro della risposta dell’organizzazione internazionale mirante a fornire aiuto e assistenza ai Paesi più vulnerabili in modo efficiente ed equo. Il presidente cinese ha ribadito l’impegno della Cina a migliorare l’accesso al proprio mercato e ha annunciato nuove aperture agli investimenti esteri. Nell’ambito di una relazione globale con la Cina basata su un dialogo impegnativo, il presidente Macron e la cancelliera Merhkel hanno affrontato la questione dei diritti umani, nonché la situazione in Iran, Birmania e Corea del Nord».

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