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Esegesi e filologia di un'intervista (al direttore di Centropadane spa) | LUCI Cremona

| Scritto da Redazione
Esegesi e filologia di un'intervista (al direttore di Centropadane spa) | LUCI Cremona

Sulla stampa cremonese (Il Piccolo del 3/2/201 pagina 7) è apparsa una divertente intervista del Direttore di Centropadane Spa Francesco Acerbi.

Un'intera pagina impegnata per una non-notizia.

Un signore che viene pagato per dirigere una società che ha come ragione sociale quella di costruire autostrade (e strade?) afferma che le infrastrutture che fa costruire sono utilissime a prescindere! Naturalmente dall'alto della sua cattedra il Direttore lancia anatemi, strali ed insinuazioni a quanti osano mettere in dubbio il Verbo.

Poco importa se tra questi ci sono fior di professori di 13 università (vedi sito http://www.terzoponte.com/ ), studiosi del traffico, parlamentari, europarlamentari.

Nulla smuove le certezze immarcescibili del Nostro.

Veniamo ora al dettaglio sue affermazioni.

Prima perla: tutti coloro che protestano lo fanno a tutela di interessi privati ergo il Nostro si erge a difensore degli interessi pubblici che, evidentemente secondo il Direttore, devono per forza coincidere con quelli di Centropadane Spa.

Seconda perla: siccome il terzo ponte "è figlio di un'ingegneria tutta cremonese" è stato progettato da autoctoni che per definizione o scienza geneticamente infusa "sanno esattamente quello di cui il territorio ha bisogno".

Malgrado lo sciovinismo localistico del Direttore ci permettiamo di far rilevare che la devastazione del territorio lombardo e la sua progressiva ed irrefrenabile cementificazione non è stata realizzata da marziani ma da localissime imprese costruttrici.

 

Terza perla: non si può discutere il progetto perché gli oppositori sono contrari a prescindere.

LUCI ha già raccontato il modo in cui si intende discutere il progetto con la popolazione.

Nel pezzo del 18 maggio 2010 "La rivolta dei villici" (vedi sito http://www.lucicremona.it ) si racconta appunto una leggendaria "assemblea partecipativa" a Cavatigozzi organizzata per spiegare al volgo le mirabili trovate del progetto.

Naturalmente non si poteva discutere del progetto in sé ma solo delle eventuali "compensazioni ambientali".

Tra l'altro dal 2005 (anno del primo progetto ) al 2010 (anno della terza e ultima versione) il progetto non è stato oggetto di nessun incontro pubblico da parte dei comuni interessati, né di Centropadane, società a quasi totale partecipazione pubblica.

L'incontro di Cavatigozzi era stato organizzato a pochi giorni dalla scadenza delle osservazioni al progetto, sulla base di una richiesta formale avanzata dai cittadini interessati.

Quarta perla: naturalmente anche il parere di medici, esperti ambientali, docenti universitari sul devastante impatto ambientale del progetto sul territorio, fauna e flora è liquidato come "interesse privato".

Il progetto "rispetta il fiume e migliora il territorio".

La Grande Quercia si faccia pure insaccare tra terrapieni ed autostrada: non ne risentirà ( http://www.salviamononnaquercia.com/ ).

Il giornalista, sperando in un cambio di spartito, chiede anche ragione dell'autostrada Cremona-Mantova, della Strada Sud, della mobilità sostenibile, delle ferrovie da terzo mondo.

Niente da fare: qualsiasi costruzione di autostrada o strada sul nostro territorio lo fa andare in brodo di giuggiole.

Si improvvisa esperto d'urbanistica, di traffico e mobilità, d'ecosistemi.

A tal proposito arriva la quinta perla: "Arrivare ad avere un cerchio stradale che gira intorno alla città è il meglio che si possa auspicare dal punto di vista della sicurezza, senza contare che questi sistemi di tangenziali, che peraltro hanno tutte le città di un certo livello, attirano investimenti privati." Qui ci arrendiamo.

Sul nostro sito trovate anche la risposta al presidente CNA (che nella stessa pagina si lancia nell'apologia del progetto) e dovremmo ripetere le stesse argomentazioni.

Il nostro Direttore, come vedete non ne ha bisogno, spazia già in tutti i campi dello scibile umano e non ammette critiche.

E' così, punto e basta.

La soluzione dei problemi per il Direttore è chiara: autostrade, strade, autostrade.

Bisogna solo capire se si tratta dei suoi privatissimi problemi "centropadani" o di quelli del nostro territorio.

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