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GAS: ANCHE I PROGRESSISITI DI ROMANIA SOSTENGONO LO SHALE

| Scritto da Redazione
GAS: ANCHE I PROGRESSISITI DI ROMANIA SOSTENGONO LO SHALE

Il Primo Ministro romeno, Victor Ponta, ritira la moratoria precedentemente posta e concede alla compagnia USA Chevron il via libera per lo sfruttamento di gas non convenzionale. Bucarest tra i Paesi che sostengono lo shale come Gran Bretagna, Polonia, Germania e Lituania.

 

Convenienza e sicurezza energetica nazionale possono spingere capi di governo a radicali dietrofront in campo energetico. Nella giornata di giovedì, 20 Dicembre, il Primo Ministro romeno, Victor Ponta, ha avviato gli studi e lo sfruttamento del gas shake in Romania.

 

Come riportato da Romania Insider, Ponta, che è stato di recente confermato dal voto popolare alla guida del Governo romeno a capo di una coalizione socialista-liberale, ha concluso le trattative con la compagnia energetica USA Chevron: già impegnata nello sfruttamento dello shale in Polonia.

 

Ponta ha motivato la scelta di implementare lo sfruttamento dello shale in Romania con la convenienza economica e politica. Il gas non-convenzionale da un lato consente un notevole risparmio sul costo del carburante che oggi Bucarest acquista per 450 Dollari per Mille metri cubi dal monopolista russo del gas Gazprom.

 

Dall'altro lato, l'avvio dello sfruttamento dello shale permette alla Romania di diminuire in maniera sensibile la dipendenza energetica dalla Russia, le cui forniture ad oggi coprono gran parte del fabbisogno romeno, e il 40% di quello complessivo dell'Unione Europea.

 

La decisione di Ponta rappresenta una vera e propria inversione ad u della posizione dell'Unione Socialista-Liberale - la coalizione di Governo - nei confronti dello shale.

 

Appena investito Primo Ministro per la prima volta, nel Maggio 2012, Ponta, cavalcando l'onda ecologista, ha posto una moratoria sullo sfruttamento di gas non convenzionale in Romania, ed ha sostenuto la necessità di implementare le relazioni bilaterali con la Russia.

 

La posizione di Ponta ha comportato uno scontro con il Presidente, il moderato Traian Basescu, che, al contrario, ha sostenuto lo sfruttamento dello shale.

 

Inoltre, il Capo di Stato ha supportato la politica energetica varata dalla Commissione Europea per diminuire la dipendenza dal gas russo tramite la costruzione di nuovi gasdotti - il Corridoio Meridionale UE - atti al trasporto diretto di oro blu di Azerbaijan e Turkmenistan in Europa.

 

Con la nuova posizione del Premier Ponta, la Romania si schiera tra i Paesi UE che sostengono lo shale, al pari di Polonia - che possiede il giacimento di shake più capiente - Gran Bretagna, Germania e Lituania, dove il gas non-convenzionale è stato supportato da un altro governo di centro-sinistra.

 

Contrarie al gas non-convenzionale sono invece Bulgaria e Francia, dove è stata posta una moratoria sullo shale per motivazioni di carattere ambientale e pregiudiziale.

 

L'UE avvia consultazioni popolari sul gas non-convenzionale

 

Noto anche come gas di scisto, lo shale è un gas non convenzionale ubicato in rocce porose a bassa profondità, estraibile mediante sofisticate tecniche di fracking.

 

Ad oggi, lo shale è utilizzato con regolarità e sicurezza in Nordamerica, e il suo sfruttamento ha consentito agli USA di aumentare sensibilmente le proprie esportazioni di gas.

 

Come riportato dal portale di informazione wnp.pl, l'Unione Europea ha avviato una pubblica consultazione sullo shale dopo che il Parlamento Europeo, grazie al voto contrario di popolari e conservatori, ha respinto una proposta di moratoria sul gas non-convenzionale avanzata da Verdi e LiberalDemocratici.

 

Matteo Cazzulani

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